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REGIONE ABRUZZO: DIPARTIMENTO NEL CAOS E SENZA VERTICE E PERSONALE, DIFFICOLTA' RIUNIONE 4 MARZO PER PRESENTARE PIANO SANITARIO ALL'ESAME DEL TAVOLO DI MONITORAGGIO; NEODIRETTORE PRENDERA' SERVIZIO AD INIZIO MESE PROSSIMO; FACENTE FUNZIONE IN VACANZA

D'AMARIO ANCORA A ROMA, BUCCIARELLI A CUBA
CHI PREPARA DOSSIER SANITA' PER MINISTERO?

Pubblicazione: 19 febbraio 2020 alle ore 06:47

L'AQUILA - Sanità abruzzese nel caos e in forte difficoltà soprattutto in riferimento agli impegni presi con il Ministero nel tavolo a cui l’Abruzzo è ancora sottoposto dopo l’uscita, nell’autunno del 2017, dal commissariamento del Governo per il deficit.

Il neodirettore del dipartimento Sanità, Claudio D'Amario, nominato un mese fa, prenderà servizio solo dal due marzo, ed è ora molto impegnato sul fronte dell’emergenza coronavirus, come direttore uscente della direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute.

Il direttore regionale facente funzione, Giuseppe Bucciarelli, fresco componente della commissione nazionale, è in vacanza da alcune settimane a Cuba.

A completare la preoccupante emergenza anche il fatto che la riorganizzazione del personale è al palo con il dipartimento Salute che manca, secondo quanto si è appreso, di 10 unità, tra funzionari e dirigenti. Il quadro sta creando frizioni nella maggioranza di centrodestra, con la Lega, partito dell’assessore al ramo Nicoletta Verì, che è messa sotto accusa dagli alleati con i quali sono già molte le tematiche di scontro.

Eppure D'Amario e Bucciarelli sono figure chiave della squadra abruzzese che mercoledì 4 marzo dovrà andare a Roma, con un dossier inattaccabile e le idee chiare, a discutere con il Tavolo di monitoraggio del Ministero, il Piano sanitario, e la proposta di riordino della rete ospedaliera abruzzesi.

Tutto ciò su documenti sul quale già molte perplessità sono emerse dai controllori governativi, nel precedente tavolo di novembre, con scontato strascico di polemiche in particolare tra l’assessore alla Salute Nicoletta Verì che difende la proposta, e il capogruppo del Pd, ex assessore alla Sanità, Silvio Paolucci.

La non operatività di due componenti di prim’ordine, nell’elaborare la non semplici controdeduzioni, e modifiche al Piano contestato, crea ora nervosismo nella maggioranza e negli ambienti della Asl.

D’Amario, ex dg della Asl di Pescara, è stato nominato nuovo direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, a fine dicembre, raccogliendo il testimone del compianto Roberto Fagnano, scomparso per un malore improvviso il 29 ottobre scorso, scelto dal centrodestra dopo aver ben condotto la Asl di Teramo con il centrosinistra.

Pur avendo vinto il bando da direttore, di fatto non è operativo visto che in queste settimane di fine mandato alla guida della direzione generale Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, ha molto a cui pensare, sul fronte del contrasto dell’espandersi anche in Italia del virus che sta mietendo vittime in Cina.

Bucciarelli, storico dirigente del comparto Sanità e candidato alla carica avendo partecipato alla selezione, dopo la morte di Fangano, ha coperto ad interim la direzione del dipartimento Sanità: il 15 gennaio è stato nominato quale membro effettivo della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario nazionale.

Tornando ai rapporti tra l’Abruzzo e il Ministero, nella riunione del 30 novembre era stato chiesto ai vertici politici e dirigenziali, un ulteriore approfondimento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera da portare avanti con il Tavolo congiunto condivisione del piano per l'assistenza territoriale, per il quale viene chiesto di produrre un cronoprogramma dettagliato delle azioni.

In particolare, è stata reiterata la richiesta di eliminare l’oscillabilità dei tetti di spesa per le cliniche private, che tante polemiche politiche avevano suscitato e un maggiore controllo della dinamica di spesa delle Asl, per garantire l'equilibrio economico-finanziario del sistema.

Visto che si annuncia un disavanzo di 57 milioni di euro. 

Nel verbale ci sono poi riferimenti al mantenimento del Punto nascita dell'ospedale di Sulmona, per il quale si prende atto della richiesta di deroga avanzata dalla Regione e attualmente al vaglio della Commissione percorso nascita nazionale.

Sull'abolizione del superticket, invece, il Tavolo ha rinviato a una successiva e separata riunione la discussione sulla richiesta presentata dalla Regione a giugno dello scorso anno.

Per quanto riguarda il fronte del personale, infine, il Tavolo si riserverà di esprimersi una volta approvati i piani delle reti ospedaliera e territoriale, così da verificarne la coerenza.



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