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CONTINUANO A FAR DISCUTERE MULTE A RAFFICA SU TRATTO STATALE COMUNE PESCARESE. REPLICA LAGATTA, ''DA INIZIO EMERGENZA CORONAVIRUS NON IN FUNZIONE, SE ARRIVATE CARTOLINE VERDI E' PER RITARDO RECAPITO SERVIZIO POSTALE''

'AUTOVELOX SPENTO E MULTE NON PIU' INVIATE'
SINDACO BUSSI SMENTISCE AVVOCATO LUDOVICI

Pubblicazione: 08 maggio 2020 alle ore 08:20

BUSSI - “Smentisco categoricamente che l’autovelox sia stato in funzione nel periodo dell’emergenza coronavirus. È stato infatti spento ad inizio marzo, e ad oggi non ha ancora ripreso a funzionare. E nessuna multa da quella data è stata da noi inviata. Se qualche multa è arrivata in questo delicato periodo dipende evidentemente dai ritardi delle operazioni di recapito da parte di Poste italiane”.

È la piccata reazione del sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore Lagatta, che smentisce quanto affermato dall’avvocato aquilano Carlotta Ludovici, che ha accusato il Comune di “non aver arrestato la corsa verso l’arricchimento delle sue finanze, continuando, imperterrito, a recapitare, senza sosta e come se nulla fosse accaduto, le contravvenzioni agli automobilisti, evidentemente anche alla luce della chiusura dei confini e quindi alla ridotta se non assente circolazione dei mezzi che ha ridimensionato, se non eliminato completamente la possibilità di fare cassa per l'Ente comunale tramite la rilevazione 'nascosta' della velocità". 

“Proprio in un momento - ha aggiunto - in cui la giustizia ha dovuto sospendere la propria attività per ragioni a tutti note e i termini sostanziali per impugnare le multe non sono stati sospesi, così ché le difficoltà per presentare materialmente i ricorsi si sono moltiplicate e per conseguenza, in buona sostanza, il cittadino si è visto compresso il suo diritto di difesa, garantito costituzionalmente". 

Multe comminate grazie alle foto scattate dall’oramai famigerato autovelox, in funzione da luglio 2019 lungo la statale 153, il collegamento più rapido e facilitato tra L’Aquila e Pescara, nel tratto all’altezza del paese. Autovelox che entra inesorabilmente in funzione se si supera la velocità dei 77 chilometri orari, in un rettilineo però a scorrimento veloce. 

Diventato famoso dunque come l’autovelox killer, che ha mietuto migliaia di vittime, soprattutto nel capoluogo l’Aquila, con automobilisti che si sono visti recapitare anche migliaia di euro di multe, in totale oltre 45 mila buste verdi, in base ai dati dell’avvocato Ludovici. 

Tanto da diventare un caso politico, con prese di posizione durissime in primis del consigliere regionale del Pd, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci, e del consigliere comunale dell'Aquila dell'Idv Lelio De Santis, e anche del Consiglio comunale che a febbraio, su proposta dello stesso De Santis, ha approvato una mozione che assegna al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il compito “di agire nei confronti del collega di Bussi e del Prefetto di Pescara per fare chiarezza sull'utilizzo dell’autovelox di Bussi, di sospendere le migliaia di multe, di individuare altre soluzioni per il controllo dei limiti di velocità.

La decisione del Consiglio comunale è dettata da buon senso e dalla necessità di informare in modo corretto gli automobilisti, come prevede la legge, prima di colpire i trasgressori del codice della strada", con ferimento al fatto che l’autovelox non sarebbe ben segnalato: aspetto non secondario, che è una delle ragioni dei molti ricorsi che sono partiti, anche a cura dell’avvocato Ludovici, e che chiedono l’annullamento delle multe. 

A questa testata Lagatta oltre a smentire che siano state inviate "cartoline verdi" dopo il lockdown, e che l’autovelox sia in funzione nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus, rivendica la necessità e opportunità del suo utilizzo, che dunque nei prossimi mesi sarà ripristinata.

“Noi, ripeto, non abbiamo inviato da inizio marzo nessuna multa - si accalora Lagtta-. L’autovelox ribadisco è spento, ma ovviamente non ho pubblicizzato la decisione, perché per me conta garantire la sicurezza in quel tratto di strada pericoloso, e far rispettare comunque il limite di 70 chilometri orari, più il 10 per cento di tolleranza, che fa 77 chilometri orari. Limiti che non mi sono inventato io, ma solo quelli previsti dal codice della strada e delle norme vigenti”.

Ancora una volta Lagatta rivendica la necessità di regolare il traffico in quel tratto di strada, dove "negli ultimi anni, con auto che correvano anche a 150 all’ora, rispetto al limite che c’era anche prima dell’autovelox, di 70 chilometri all’ora, si sono verificati un alto numero di incidenti, anche mortali. È un tratto di strada che corre nel centro abitato, con bem dieci attraversamenti, e le case a ridosso".

“Da quando c’è l’autovelox - spiega invece Lagatta – non si sono più verificati incidenti, come confermato dalle forze di Polizia, che condividono questa scelta, in una riunione in Prefettura di Pescara a gennaio”.

Per quanto riguarda il nodo dei ricorsi Lagatta replica all’avvocato Ludovici affermando che “a quanto ne so fa fede la data di deposito, prima o poi saranno valutate, con il ritorno all’attività dei tribunali. E se le multe risulteranno illegittime, saranno annullate. Comprendo, e ci mancherebbe pure, le crescenti difficoltà economiche dei cittadini, ma io le multe mica le posso annullare o ridurre di mia sponte, devo rispettare la legge”.



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