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SALVINI, ''I COLPEVOLI MARCIRANNO IN GALERA''; CALDEROLI, ''SERVE LA LEGITTIMA DIFESA''; FEBBO, ''SOCCORSI DOPO 20 MINUTI, SANITA' IN STATO COMATOSO''

''ARANCIA MECCANICA'' IN VILLA A LANCIANO, CONIUGI MASSACRATI, TAGLIATO LOBO A MOGLIE

Pubblicazione: 23 settembre 2018 alle ore 12:06

LANCIANO - Rapina cruenta intorno alle 4 di questa notte in una villa in località Carminiello di Lanciano (Chieti). Le vittime sono Carlo Martelli, 69 anni, chirurgo cardiovascolare in pensione, fondatore dell'associazione Anffas, e la moglie Niva Bazzan alla quale i malviventi hanno tagliato il lobo dell'orecchio destro.

Illeso il figlio disabile.

In quattro, incappucciati, dopo essere entrati in casa, hanno legato i coniugi e li hanno picchiati facendosi consegnare bancomat e carte di credito.

I rapinatori hanno messo a soqquadro anche la stanza del figlio della coppia, ma non hanno toccato il ragazzo.

Attorno alle 6 gli ostaggi sono riusciti a liberarsi e a dare l'allarme nella villa adiacente del fratello del medico.

Nelle due ore in cui i coniugi sono rimasti in ostaggio nella loro casa, secondo quanto appreso da una prima ricostruzione, due dei quattro malviventi sono usciti per andare a prelevare al bancomat.

Una volta che i quattro sono poi fuggiti, il medico è riuscito a liberarsi dalle fascette di plastica con cui era stato legato, e a liberare anche la moglie.

Attualmente le due vittime sono sottoposte a cure sanitarie all'ospedale di lanciano. Per le indagini sono giunti gli agenti della squadra Mobile di Chieti e del commissariato di Lanciano.

"Quel film, Arancia meccanica forse fa ridere in confronto a quello che hanno fatto alle persone, anche perché c'era un ragazzo disabile e hanno frugato anche nella sua stanza. Fortunatamente non lo hanno toccato", dice Alfredo Martelli, il fratello del chirurgo Carlo.

Lui ha soccorso il fratello. "Non mi sento tranquillo nonostante ho i cani e sono in forze. Non si sente tranquillo nessuno", dice ai cronisti.

Alla domanda se ci siano state altre rapine nella zona, il fratello del medico aggredito ha risposto affermativamente. "Sì altre rapine alle villette a schiera. A casa del maresciallo, e in un'altra casa due volte. Sono stati costretti a mettere inferriate e telecamere - dice Alfredo Martelli - ma le telecamere non servono a niente, sono incappucciati e dopo che è successo il fatto non si può più fare niente".

Quindi un appello: "Lo stato si deve muovere. Servono pene certe ma molto più severe. Essere sequestrati in casa la notte è un'esperienza che ti porti per tutta la vita".

"Quanto accaduto la scorsa notte a Lanciano è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio", dice il sindaco Mario Pupillo.

"La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un Paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell'ordine e degli organi di giustizia".

"Ho visitato in ospedale Carlo Martelli e la moglie Niva, ai quali sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima - riferisce il sindaco - per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità Lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra Città. Esprimo ferma condanna per l'incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie".

Sulla vicenda si registrano anche prese di posizioni politiche.

"Faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si può vivere con paura anche in casa propria", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Chi ideologicamente e strumentalmente continua ad opporsi all'estensione della legittima difesa eliminandone l'eccesso quando ci si trova all'interno della propria abitazione o negozio, vada a vedersi l'orrore della rapina in villa avvenuta in provincia di Chieti, a Carminello, una rapina da Arancia Meccanica che poteva degenerare in tragedia, con una famiglia con un figlio disabile presa in ostaggio dai rapinatori, il padrone di casa, un medico 69enne, selvaggiamente picchiato e ora in ospedale, la moglie a cui è stato reciso il lobo dell'orecchio: torturati da una gang di criminali sanguinari per tutta la notte": a dirlo il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

"Fatti di questa gravità, - aggiunge - a prescindere della nazionalità dei malviventi, sono inaccettabili, e vanno puniti con il massimo o della pena, ma consentire la legittima difesa, senza se e senza ma, senza rischiare un processo e anni di problemi legali, sarebbe anche un deterrente nei confronti dei malviventi, che prima di entrare in una casa, dove rischiano di prendersi una fucilata, ci penserebbero a lungo. Intanto solidarietà per questa famiglia, per questa esperienza terribile che hanno dovuto vivere".

"Quanto accaduto la scorsa notte all'amico Carlo Martelli e alla sua famiglia è la dimostrazione dello stato di insicurezza in cui oggi viviamo, ma l'avvenuta mancanza di soccorso, purtroppo, testimonia l'inefficienza e l'inefficacia della programmazione e della gestione delle urgenze del sistema sanitario territoriale, ahimè inesistente": questo il commento di Mauro Febbo, presidente della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo. 

"Se nella periferia di Lanciano dopo oltre 20 minuti non arriva l'ambulanza a prestare i dovuti soccorsi, non oso immaginare cosa possa verificarsi nelle zone interne e più isolate. Questo triste episodio - prosegue Febbo - è la manifestazione di quanto il Ministero della Salute ha certificato nel tavolo di monitoraggio del 26 luglio scorso, ovvero la sanità abruzzese ed in particolare la Asl Lanciano-Chieti-Vasto vivono in uno stato comatoso, fatto di non programmazione e indebitamento. La deriva è vicina. È necessario un immediato ricambio per invertire la rotta".

"All'amico Carlo Martelli e alla sua famiglia - conclude Febbo - esprimo la mia vicinanza e porgo gli auguri di una pronta guarigione".



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