All’indomani della volontà espressa dai cittadini sull’abrogazione del piano traffico, la Confcommercio chiede all’Amministrazione di fare un passo indietro, attuando la revoca del piano a fronte di quanto la cittadinanza stessa ha manifestato con il proprio SI’, ed invitando il Comune ad ascoltare il giudizio dei Pescaresi.
Quello che è successo a Pescara rappresenta infatti un caso da sottoporre ad una attenta analisi, per comprendere come mai l’Amministrazione abbia interpretato la pazienza degli operatori e degli stessi cittadini nel sopportare con sacrificio per più di due anni i disagi creati dai cantieri e dalle transenne disseminate per l’intera città, dai marciapiedi dissestati, dalle strade chiuse e quant’altro, come una sorta di legittimazione a mettere in atto ogni provvedimento senza aspettarsi una benché minima reazione.
L’anomalia va ricercata nel fatto che, dopo aver operato per intervenire sull’immagine della città, provvedendo alla ristrutturazione dell’arredo urbano (marciapiedi, strade, ecc.) contando sulla solidarietà e sulla capacità di sopportazione dei cittadini – fermo restando che una migliore programmazione dei lavori avrebbe sicuramente diminuito o quantomeno attenuato i disagi – l’Amministrazione non abbia voluto ascoltare i numerosissimi segnali negativi che cittadini e operatori, anche per tramite della Confcommercio, hanno inviato circa la totale contrarietà alle misure del piano traffico.
Fonte e intero articolo: Confcommercio PE




