“Il progetto mastodontico che prevede la realizzazione di un impianto di torcia a plasma per lo smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali tra i Comuni aquilani di Avezzano e Luco dei Marsi desta preoccupazioni di carattere ambientale, di salute per i cittadini ed economico-finanziarie”. Lo afferma il capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale. Secondo Caporale: “il progetto per la fornitura di servizi ecocompatibili alle attività produttive cela ciò che di fatto rappresenta l’impianto di torcia a plasma: un vero e proprio inceneritore che emette polveri sottili (e non ci sono filtri che tengano), fonte di tumori”. “C’e’ – prosegue Caporale – un male che non si riesce a sconfiggere fin dai tempi dell’antica Roma: quello dei grossi affari e dell’arricchimento di pochi a danno della maggioranza dei cittadini. Il Ministro dell’Ambiente ha voluto incontrare nei giorni scorsi a Roma, attraverso il sen. Massimo Fundarò, il nostro Assessore regionale all’Ambiente, Franco Caramanico, annunciando sia l’intenzione di seguire direttamente la richiesta della Mirror-Micron, sia chiedendo che vengano seguiti tutti gli iter autorizzativi e che vengano effettuati tutti i controlli sulla ricaduta di un tale impianto in Abruzzo. L’impianto di torcia al plasma, rifiutato dalle altre regioni italiane e da altri Paesi, rischia di trasformare l’Abruzzo – dice Caporale – nella pattumiera europea dei rifiuti tossici, a danno della nostra agricoltura, del turismo, della tutela dei Parchi, della produzione di prodotti tipici locali e soprattutto della salute dei cittadini. L’impianto nascerebbe con un investimento della Mirror di 150 milioni di euro e con l’investimento pubblico di altri 500 milioni di euro. Somme troppo alte per far riflettere sul deturpamento di una zona sita nel cuore dei Parchi abruzzesi; troppo alte per far valutare il tasso di incidenza dei tumori di questo impianto; troppo alte per tutelare i prodotti IGP che caratterizzano questo luogo vocato alle produzioni agricole di alta qualità. La promessa è di 1800 nuovi posti di lavoro. Ma che lavoro? A tempo determinato. Il tempo di realizzare l’impianto. Poi – conclude Caporale – finiranno i benefici economici che i tanti disoccupati della Marsica auspicano di protrarre. Un impianto del genere produrrà l’arricchimento di pochi e l’illusione di un lavoro stabile per tanti”.
Fonte: ACRA – Consiglio Regionale Abruzzo






