PESCARA – “Nonostante il ‘mare’ con circa il 41% di presenze costituisca il prodotto più importante della nostra offerta turistica, (per alcune regioni quasi esclusivo: come il 70% dell’Emilia Romagna o il 60% dell’Abruzzo), la tematica del mare e della balneazione, ancora una volta, è stata bandita dal Terzo Forum Internazionale del Turismo che si è concluso a Milano”.

A denunciarlo Antonio Capacchione, presidente del Sib Sindacato Italiano Balneari, aderente a Fipe Confcommercio, e il presidente della Sib Abruzzo Riccardo Padovano, che lamentano da tempo una situazione di incertezza che in Abruzzo riguarda circa 700 balneatori.

E ad AbruzzoWeb Padovano rimarca: “Difenderemo i nostri titoli con il coltello tra i denti. Oltre agli annunci dei politicanti senza spina dorsale, alla ricerca del consenso, non c’è la volontà di risolvere questa situazione e non si capisce perché non si possa scrivere un regolamento a quattro mani, al posto di farli scrivere dagli scrivani, a ciabattini che invece di riparare scarpe le sfasciano”.

Un tema delicato quello che riguarda le concessionari balneari e il nodo Bolkestein, direttiva approvata dall’Unione Europea con l’obiettivo di regolare servizi e concorrenza, che comprende anche le procedure comunali, ovvero le gare per riassegnare gli arenili.

Nei mesi scorsi, inoltre, il Consiglio di Stato, rispondendo ad un parere sulla bozza del decreto chiesto della stesso Ministero delle Infrastrutture, guidato dal vicepremier leghista Matteo Salvini, ha bocciato l’ipotesi di assicurare lauti indennizzi ai gestori uscenti, per di più a carico di quelli entranti, quando entro il 2027 saranno messe a gara le concessioni balneari, esattamente quello che aveva sostenuto la Commissione europea.

Questioni, lamentano Capacchione e Padovano lasciate fuori dal Terzo Forum Internazionale del Turismo, “così come, del resto, già avvenuto al Wttc Global del settembre scorso di Roma. La ragione evidente: è ancora irrisolta la questione del rinnovo delle concessioni demaniali marittime. La Bolkestein – spiegano Capacchione e Padovano – costituisce una ferita ancora drammaticamente aperta per il settore che paralizza gli investimenti e angoscia 100mila addetti diretti e 30mila aziende, perlopiù a conduzione familiare, che hanno realizzato un modello di balneazione attrezzata efficiente e di successo, riconosciuta ed apprezzata da decenni, che, ogni anno attira milioni di turisti sui nostri litorali da tutto il mondo”.

“Comprendiamo l’imbarazzo di un Governo che su questo argomento aveva promesso tanto e sin qui deciso nulla, ma i problemi non si risolvono nascondendoli, bensì affrontandoli, proprio quello che non si sta facendo in questa importante problematica per il nostro turismo”.

E Padovano annuncia: “Tra qualche giorno ci riuniremo e intendiamo promuovere una class action, intanto sto consigliando ai colleghi di portare avanti progetti, di ristrutturare e investire, poi vedremo come andrà a finire”.