‘L’Arta Abruzzo (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente)- scrive Gianluigi Mucciaccio per Ap- nell’effettuare un accurato monitoraggio sullo stato di salute delle acque in Val Vibrata, nella provincia di Teramo, ha rilevato un soglia di guardia preoccupante su quelli che sono i livelli di inquinamento che toccano specificatamente questo territorio una volta considerato (soprattutto negli anni ’80) un Eldorado industriale ed economico. L’ente regionale, analizzando e confrontando i dati relativi al periodo che oscilla dal 1999 ai nostri giorni, ha registrato una accentuazione di episodi di inquinamento nel Bacino del Fiume Vibrata che merita una scrupolosa attenzione da parte degli enti locali poiche’, senza retorica, mettono a serio rischio la salute dei cittadini. Partendo dalle indagini dell’Arta dell’ottobre-novembre 1999 con l’esame di diversi campioni d’acqua – per la precisione 16 – prelevati da 12 pozzi attingenti acque di falda del sub-alveo del fiume, e precisamente dalla sponda destra, a partire dal territorio comunale di S. Omero fino al territorio comunale di Civitella del Tronto, i risultati ottenuti hanno evidenziato che quasi tutti i pozzi esaminati sono risultati contaminati da Tce (percloroetilene). Lo stesso ente nel periodo in esame rimarcava il fatto che le condizioni della risorsa idrica sotterranea, risultavano ‘degne di molta attenzione’, sia per l’estensione dell’area contaminata (da S.Egidio alla Vibrata alla zona industriale di Garrufo), sia per la tipologia e la concentrazione degli inquinanti. Facendo, infatti, riferimento all’Ibe (Indice Biotico Esteso), che consente di verificare la qualità d’ambiente delle acque correnti e le sue modificazioni dovute a fattori inquinanti nel lasso di tempo fra il 1999 e il 2000, sono risultate molto inquinate le zone di Villa Bizzarri e quelle del Bivio di Corropoli.Quello che piu’ preoccupa rispetto al quadro generale sono, dunque, le acque sotterranee quelle che in gergo ‘non si vedono’ e che vengono attinte dai pozzi per vari utilizzi: industriale (vedi lavanderie), irriguo, zootecnico. Ebbene lo stato chimico delle acque sotterranee (posizionatosi tra le classi III e IV), tra l’ottobre 2003 e il settembre 2004, nel bacino vibratiano ha evidenziato valori allarmanti per l’alta concentrazione di alcune sostanze: nitrati, cloruri, percloroetilene e persino di cloroformio. Ad oggi, la situazione non e’ di certo migliorata anzi, secondo Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo ‘i dati registrati nell’ambito del dossier nazionale, comprensivo della nostra regione, hanno evidenziato molti casi limite e un complessivo peggioramento’.
Fonte: abruzzoreport





