CANISTRO – Santa Croce, ex concessionaria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga ed attuale della più piccola sorgente Fiuggino voleva pagare al Comune di Canistro il 5% di circa 2,5 milioni di tasse comunali per lo stabilimento di proprietà per l’imbottigliamento, in prevalenza Tari e Imu, accumulate dal 2016, ovvero 121.680 euro ed anche da rateizzare entro fine 2027.

Il Consiglio comunale del centro in provincia dell’Aquila di meno di mille abitanti, ha però rispedito al mittente la proposta di piano concordatario. Anche se non può agire in altre sedi per rivendicare le somme perché la società di acque minerali ha inserito il debito nel piano concordatario.

Nel lungo e serrato contenzioso sulla gestione delle sorgenti la cui l’acqua minerale finisce nel fiume da oltre 10 anni, spunta fuori il retroscena rappresentato da delibera del luglio 2024, mai comunicata e che viene fuori solo in questi giorni quando sembra che la Regione Abruzzo possa assegnare le sorgenti al player nazionale Sant’Anna, e nel momento in cui la società che ha la proprietà dello stabilimento di Canistro ha già presentato ricorso dopo che è stata esclusa dalla gara dal Tar di Pescara e poi a caduta dalla stazione appaltante, Agenzia regionale per la committenza, la partecipata regionale Areacom: questo perché il Tar ha stabilito che essendo l’ex concessionaria alle prese con una procedura di concordato preventivo, benché in continuità aziendale, dovesse essere esclusa dalla gara in virtù sia della legge regionale sulle acque, sia del disciplinare di gara delle due concessioni.

Dopo aver notiziato gli ultimi sviluppi della vicenda dal punto di vista della giustizia amministrativa, la Santa Croce ha minacciato, come spesso avvenuto, di querela questa testata, come pure l’avvocato del foro di Avezzano Salvatore Braghini, che assiste la competitor nella gara Acqua Sant’Anna, di cui Abruzzoweb ha riportato le dichiarazioni, ritenendole del “tutto errate”.

E affermando inoltre che il sodalizio non appartiene più alla holding dell’imprenditore molisano Camillo Colella, per lunghi anni patron della Santa Croce, negli anni scorsi finito nella bufera giudiziaria per via del fallimento della immobiliare Como srl.

A pesare per la posizione debitoria della Santa Croce, sono anche proprio le pendenze fiscali con il Comune di Canistro, di cui dall’ottobre 2021 è sindaco Gianmaria Vitale, che ha preso le redini da Angelo Di Paolo, ex assessore regionale, forse il protagonista principale del durissimo scontro con la società di acque minerali.

A seguito della sentenza del Tar e alla determinazione di Areacom, stazione appaltante, ora in corsa c’è rimasta la competitor, arrivata seconda nell’attribuzione dei punteggi, Acqua Sant’Anna. La partita però potrebbe non essere chiusa, visto che Santa Croce ha fatto ricorso al Consiglio di Stato per far valere le sue ragioni.

Il già citato Braghini, legale di Acqua Sant’Anna, che assieme ad Areacom ha spiegato le ragioni per l’esclusione della Santa Croce, ha ricordato che “il Tar ha accolto la prospettazione della società Sant’Anna spa, ribadita da me in udienza, che eccepiva l’inammissibilità della Santa Croce anche a causa delle violazioni fiscali della società, come acclarato nel precedente contenzioso svoltosi avanti al Tar dell’Aquila, durante il quale era stata ordinata la partecipazione dell’Ente comunale per acquisire documentazione fiscale rilevante per l’ammissione alla gara”.

Braghini ha poi ricordato che la Santa Croce si era già vista revocare la concessione nel 2016 su ricorso del Comune di Canistro e a causa del provvedimento della Regione Abruzzo che contestava l’irregolarità del Durc, come avrebbe confermato il Tar dell’Aquila che ha rigettato il ricorso contro tale provvedimento regionale presentato dalla Santa Croce, come pure il bando del 2019, vinto da Santa Croce, contro la San Benedetto, annullato prima dal Tar nel giugno 2021 su ricorso della San Benedetto, per irregolarità fiscali, e poi dal Consiglio di Stato. Con la San Benedetto che non aveva raggiunto il punteggio minimo. Da qui la terza gara.

Tornando dunque alla seduta del consiglio comunale del luglio dello scorso ad esporre all’aula lo status quo della vicenda è stato l’avvocato Luca Albanese, che assiste il Comune nel contenzioso fiscale.

La Santa Croce, ha informato il legale, come si legge nella delibera del consiglio, “ha presentato al Tribunale di Roma-Sezione Fallimentare, un Piano Concordatario che prevede che i crediti del Comune di Canistro rientrano in parte tra i crediti ipotecari e in parte tra i crediti chirografari”, ovvero che non godono di alcuna priorità di pagamento, e vengono soddisfatti solo dopo che sono stati pagati i creditori privilegiati.

Non solo, “i crediti ipotecari del Comune di Canistro sono stati indicati come degradati al grado chirografario”, e quindi, seguono la medesima sorte.

In soldoni, con questa proposta il Comune può ottenere rispetto ad un credito vantato di 2.433.600 euro, solamente 121.680 euro, di cui il 5% entro giugno 2026, 15% entro dicembre 2026, 20% entro giugno 2027 e il saldo del 60% entro dicembre 2027.

Ha dunque precisato l’avvocato Albanese: “la Santa Croce ha presentato questo piano concordatario con il quale mira a rimettere in sesto la società e posso immaginare che questo Piano Concordatario sia stato costruito non per andare incontro alle esigenze dei creditori, ma per mettere la società in condizione di ripartire. I creditori si dovranno esprimere sul piano concordatario che ha presentato la Santa Croce, sul quale i Commissari comunque hanno espresso le loro riserve e solo dopo varie revisioni hanno dato parere positivo, quindi è stata presentata ai creditori. Probabilmente il fisco, che è il maggior creditore, non approverà questo piano concordatario. Comunque il Tribunale potrà omologare questo Piano Concordatario anche se i creditori daranno il voto contrario”.

Proposta in ogni caso “inaccettabile”, ha subito tuonato il consigliere Antonio Di Paolo, figlio di Angelo Di Paolo e anche lui ex sindaco: “sono allibito dal fatto che i nostri crediti siano stati degradati a chirografari, soprattutto dopo che il nostro Comune è dovuto arrivare fino in Cassazione per farsi riconoscere il dovuto, quindi non condivido questo Piano Concordatario”.

E ha poi aggiunto Di Paolo: “mi auguro che venga rimesso in gioco tutto il Piano Concordatario, anche perché nonostante la situazione in cui versa, la società Santa Croce sta partecipando alla gara regionale per la concessione dell’acqua minerale. Devo constatare che i piccoli debitori vengono sempre vessati, mentre i grandi debitori vengono sempre aiutati. Ritengo che l’Amministrazione avrebbe dovuto invitare tutti i cittadini a partecipare a questo consiglio comunale”. E ancora, “negli anni scorsi abbiamo avviato tutte le iniziative per incassare i nostri crediti anche mediante la stipula di accordi per autorizzare i pagamenti con modalità rateizzata e non avremmo mai potuto immaginare di trovarci di fronte ad un piano di Concordato con il quale la Santa Croce ci vuole pagare solo il 5% dei nostri crediti”

Ha aggiunto il consigliere Alessandro Persia: “con quello che la Santa Croce ci vuole dare, per i nostri crediti che sono andati a finire nel Piano di Concordato, non si riescono a coprire neppure le spese legali che il nostro Comune ha già sostenuto per i numerosi contenziosi che ci sono stati con detta società”.

Favorevole al respingimento della proposta anche il sindaco Vitale, che nel suo intervento ha ricordato nel dettaglio a cosa si riferiscono questi debiti.

“Abbiamo acquisito la relazione del responsabile dell’area finanziaria che ha certificato residui attivi iscritti in bilancio per l’importo di 325.079,26 euro di cui, 90.869,43 per la Tari dell’anno 2018, 175.000 euro per Imu degli anni 2020 e 2021, 59.209 euro per il canone attraversamento anni 2021 e 2022. In merito al contenzioso per il mancato pagamento dei canoni di attraversamento, il nostro avvocato, pochi giorni fa ci ha comunicato che il Giudice ha accolto la nostra richiesta di provvisoria esecuzione del Decreto ingiuntivo che l’Avvocato Di Pietro ha emesso circa due anni fa, purtroppo questo credito la Santa Croce lo ha inserito nel Piano Concordatario e quindi non si può agire contro la società debitrice per i canoni dovuti al nostro Comune”.