Studio della Uil. Chieti la più cara, seguita da Teramo, L’Aquila e Pescara
PESCARA. In Abruzzo occorre quasi uno stipendio per pagare le tasse regionali e comunali. Di conseguenza «la difesa della famiglia è più uno slogan che una politica». Lo sostiene la Uil che ha analizzato il peso delle tasse nei quattro comuni capoluogo. Secondo lo studio Chieti, L’Aquila e Teramo sono sopra la media nazionale per quanto riguarda l’addizionale comunale Irpef.
E hanno operato forti aumenti sul 2006; solo Teramo, invece, è sopra la media nazionale per quanto riguarda la tassa rifiuti; tutti e quattro sono sotto la media nazionale per quanto riguarda l’Ici. Chieti è la città più cara: il totale delle tasse annuali (comunali e regionali) è di 860 euro, segue Teramo con 838 euro, L’Aquila con 813 euro, infine Pescara con 696 euro.
Rispetto al 2006, L’Aquila ha avuto l’incremento più forte: le famiglie dovranno pagare complessivamente 117,52 euro in più, contro un incremento medio nazionale di 72,75 euro. Segue Chieti, con 95,93 euro di aumento. Teramo, che l’anno scorso era l’unico comune capoluogo abruzzese sopra la media nazionale, si è accontentato di un incremento di 2,98 euro ed è ridisceso sotto la media nazionale.
Il caso Pescara è stato giudicato particolarmente significativo dalla Uil Nazionale, che vi ha dedicato uno dei cinque spazi di approfondimento nel seminario di presentazione del 2º rapporto sulla fiscalità locale svoltosi a Roma il 25 maggio. «La trattativa che il Sindacato ha condotto con l’Amministrazione è stata difficile, ma ha prodotto un buon accordo», spiega il segretario regionale della Uil Roberto Campo, «nel quale spicca l’ampia fascia di esenzione della fascia sotto i 15.000 euro e l’incremento delle spese sul sociale. Il problema è che l’abnorme evasione fiscale rende poco significativo il dato del reddito per operare esenzioni: si rischia di esentare più evasori che famiglie bisognose, per cui come Uil insistiamo affinché si costruiscano detrazioni per tipi di reddito, come quello da lavoro dipendente e pensione. Nell’accordo di Pescara c’è un’apertura in questo senso, che rinvia ad un chiarimento definitivo a livello nazionale». Oltre alle tasse vere e proprie, la Uil ha analizzato il costo di alcuni servizi primari, come gli asili nido. Le rette mensili per l’asilo nido nei quattro comuni capoluogo in Abruzzo vedono Pescara (300 euro al mese) e L’Aquila (284,05 euro al mese) sopra la media nazionale, che è di 254,55 euro al mese; Teramo (244 euro) e Chieti (156,82) sotto.(31 maggio 2007)
fonte:ilcentro








