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| Musei e/o Gallerie d'arte presenti nel comune di Teramo |
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Le origini della città si perdono nella preistoria anche se fu durante il periodo romano che Teramo conobbe una fase di grande sviluppo. Da colonia a municipium, Interamnia Pretutiorum, ovvero città posta tra due fiumi, il Tordino e il Vezzola, divenne capitale del territorio teramano e raggiunse l'apice dello splendore sotto il regno di Adriano. Caduto l'Impero, il centro visse un lungo periodo di decadenza e dominazione.
Infatti, già nel corso del 400, la città fu saccheggiata e devastata dai Goti guidati da Alarico. Fu poi la volta dei Longobardi, che annessero la contea di Teramo al Ducato di Spoleto, e dei Normanni. A loro successero, a metà del XIV secolo, gli Angioini, dinastia sotto la quale il centro conobbe un nuovo periodo di prosperità. Dopo le lotte intestine del XV secolo per il controllo della città, Teramo fu retta da Francesco Sforza prima e da Alfonso D'Aragona poi. Agli spagnoli e agli austriaci si sostituirono, alla fine del XVIII secolo, i francesi.
Tuttavia, dopo la rivolta del 1815 contro il governo di Murat, Teramo fu riannessa al Regno di Napoli fino all'Unità d'Italia. Il passato glorioso del capoluogo è visibile nei bellissimi monumenti che ne fanno un luogo suggestivo. Sebbene in parte coperti da nuove costruzioni, i fasti dell'epoca romana sono testimoniati dalla presenza di numerosi siti archeologici: le terme, il teatro, l'anfiteatro, la necropoli e alcune domus, tra le quali spicca, per bellezza ed importanza, quella del "mosaico del leone", così detta per la presenza di un pregevolissimo esempio di pavimentazione a mosaico.
Il ricco centro storico è dominato dalla presenza del magnifico Duomo intitolato a Santa Maria Assunta e a San Berardo. Edificato nel 1158, a seguito della distruzione dell'antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis, fu modificato una prima volta nel corso del XV secolo, prima di subire nuove trasformazioni in stile barocco nel '700. Soltanto durante gli anni '30 del '900 fu ripristinato il suo aspetto originario.
Bella la facciata, caratterizzata dalla presenza di un rosone centrale e di un portale attribuito a Diodato Romano. Imponente l'interno, a tre navate, poggiate su colonne che sorreggono arcate a tutto sesto. Tra gli ornamenti spiccano per pregio il Paliotto d'argento, opera di Nicola da Guardiagrele (1433-1448), e il Polittico di Sant'Agostino, del XV secolo, realizzato dal veneziano Jacobello del Fiore. A destra della basilica svetta il campanile che, iniziato nel corso del XII secolo, fu terminato alla fine del '400 dal maestro Antonio da Lodi.
A pianta quadrata, la torre campanaria presenta il classico impianto romanico, con bifore sovrastate da aperture circolari contornate da ciotoli di maiolica. Sempre in centro, in via Antica Cattedrale, si trova la chiesetta di Sant'Anna, un tempo Sancta Maria Interamnensis, poi San Getulio. L'edificio sorse in età bizantina su un tempio romano. Fuori dalla cinta muraria sorge invece Maria Santissima delle Grazie, un tempo Sant'Angelo delle Donne.
Alla bellezza del chiostro, situato sul lato sinistro dell'edificio, si unisce quella degli ornamenti interni: dai pregevoli dipinti di Celomi e Scarselli, alla bella statua lignea della Vergine, del XV secolo, attribuita a Silvestro dell'Aquila. Merita infine una visita anche il Castello della Monica. La costruzione, in stile medievale, fu realizzata sul finire dell'800 dal pittore Gennaro della Monica, grande conoscitore ed imitatore dell'arte antica. Oggi, come in passato, Teramo conserva il suo ruolo di centralità, punto di riferimento costante per tutti gli abitanti della provincia, sia per ciò che concerne i rapporti con le istituzioni sia per le attività lavorative, i consumi e i servizi. |