di Alessia Lombardo
L’AQUILA - “Personalmente bado ai contenuti e non credo di essere l’ultimo giapponese a credere che sia necessaria l’autorizzazione dell’Europa per gli aiuti in regime 'de minimis'. Inoltre nessuno mi suggerisce nulla: non sono un politico, né un candidato. Posso dire di essere in buona compagnia e credo che potrebbe diventare un giapponese anche il sindaco”.
Questa la dura replica del consigliere di Confindustria, Ezio Rainaldi, in merito all’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dal primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha affrontato vari temi tra cui la zona franca.
“Si sta cercando di speculare politicamente su questo argomento - dice Rainaldi - e solo a fini elettorali. Venerdì scorso non ho partecipato alla riunione ‘last-minute’ convocata dal sindaco (che ha lanciato una frecciata per questo, ndr), in compenso erano presenti altri funzionari di Confindustria; l’incontro, tra l’altro, è stato disertato anche da Confcommercio e dalla Camera di commercio, probabilmente stufi di modi di fare che non portano a niente”.
Rainaldi ribatte anche le altre dichiarazioni del primo cittadino aquilano, ritenendole contraddittorie. “Credo stia commettendo un grave errore - spiega - dice che il Governo ha cambiato marcia e poi sostiene che c’è un problema che sta bloccando tutto e il Governo dorme”.
“La zona franca urbana - aggiunge Rainaldi - non è stata mai bocciata, quindi mi chiedo come possa essere ritirata la notifica. L’articolo 70 (del decreto Monti sulle liberalizzazioni, ndr) riguarda i 90 milioni di euro stanziati che sono anche destinati agli aiuti del de minimis. I fondi sono stati messi in dotazione perché eravamo nella perimetrazione della zona franca urbana”.
Sui vari incontri senza una “fumata bianca” reale fra le categorie e le classi politiche Rainaldi si sofferma su quello che ritiene "costruttivo" dello scorso 27 ottobre.
“Siamo stati chiamati dalla Regione - afferma - nella persona di Giorgio De Matteis per fare il punto sulla situazione. A quell’incontro parteciparono anche Marco Fanfani in rappresentanza del Comune dell’Aquila, la Camera di commercio e i sindacati, prima che partissero per Bruxelles”.
“In quel tavolo - aggiunge - ci fu un’ipotesi condivisa dai presenti e vennero proposti tre tipi di bandi, rispettivamente sulla defiscalizzazione, sullo sgravo contributivo e sull’incentivo. Inoltre si parlo del poli di innovazione e del polo farmaceutico”.
D’accordo con Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale nominato “inviato speciale” dal premier, Mario Monti, sulle misure adottare che rappresentano “una goccia nel mare” Rainaldi conclude affermando che: “non occorre complicarci la vita quando i criteri sono già scritti, questo potrebbe rappresentare un ipotetico danno in un momento di grave crisi occupazionale. Occorre avere l’autorizzazione dalla Comunità Europea”, chiude.
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02 Febbraio 2012 - 19:07 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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