• Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

ZERO FUSIONI COMUNI IN ABRUZZO, MA GIOIA
E LECCE DEI MARSI PRONTE Al GRANDE PASSO

Pubblicazione: 23 settembre 2017 alle ore 08:30

di

AVEZZANO - Dal 2013 sono state approvate 75 fusioni di Comuni sotto i 5 mila abitanti, un po’ in tutta Italia ma nessuna in Abruzzo, dove amministrazioni e anche cittadini restano aggrappati ai loro piccoli campanili, a improbabili identità culturali, rispetto a chi vive dall’altro lato della vallata.

Eppure, grazie alle fusioni, cosa diversa dalle unioni che prevedono solo la messa in comune di alcuni servizi, si avrebbero servizi integrati più efficienti, costi minori di gestione e anche ingenti incentivi economici, sia statali che regionali.

C’è, comunque, chi sta provando a rompere gli indugi:  il caso più recente è quello dei comuni di Lecce dei Marsi, 1.800 abitanti, e Gioia dei Marsi, 2.200, in Provincia dell’Aquila, che hanno annunciato di voler avviare l’iter per diventare un’unica entità.

I sindaci Gianclemente Berardini, Gioia dei Marsi, e Gianluca De Angelis, Lecce dei Marsi, hanno ribadito questa volontà nel corso di un convegno che si è recentemente tenuto ad Aielli (L'Aquila), annunciando che a breve sarà commissionato uno studio di fattibilità preliminare, primo indispensabile passo per l'iter di fusione.

Presente al convegno anche il consigliere regionale Maurizio Di Nicola, di Centro democratico, presidente della prima commissione (Bilancio) e soprattutto firmatario della legge regionale approvata a giugno 2016, che incentiva economicamente i processi aggregativi tra piccoli Comuni.

Hanno già da tempo manifestato la volontà di fondersi anche altri territori abruzzesi, ma il percorso, in concreto, è ancora agli inizi.

Sono i comuni di Collepietro, Popoli e San Benedetto in Perillis a cavallo tra le provincie di Pescara e L’Aquila; di Pratola Peligna, Prezza e Roccacasale, in provincia di L’Aquila, dei comuni di Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Rapino e San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti. E ancora di Tocco Casauria, Caramanico Terme, Sant’Eufemia a Maiella, Salle, Bolognano, Abbateggio e Roccamorice in provincia di Pescara.

Medita poi di diventare un'unica entità anche l’Unione dei comuni Majella Orientale-Verde Aventino, in provincia di Chieti, che già gestisce in modo condiviso vari servizi. Unione costituita dai Comuni di Palena, Lettopalena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna, Civitella Messer Raimondo, e Colledimacine.

I Comuni di Gioia e Lecce dei Marsi assicurano invece di voler bruciare le tappe.

“Lecce e Gioia in passato avevano già sperimentato la gestione in comune di servizi - spiega il sindaco De Angelis - Siamo distanti appena sei chilometri e la fusione rappresentebbe una grande opportunità, in termini di risparmi economici strutturali, anche perché potremmo godere di importanti incentivi economici. Sarà un iter complesso, ma siamo determinati a portarlo a termine nel più breve tempo possibile”.

Non ha certo tutti i torti il primo cittadino: la legge regionale prevede 100 mila euro una tantum come contributo alle spese per la riorganizzazione. E poi, per ben dieci anni, 100 mila euro l’anno per i Comuni con popolazione residente da 2.000 a 2.999, abitanti, 160 mila euro da 3.000 a 4.999 abitanti, che è il caso della eventuale fusione tra Gioia e Lecce, 250 mila euro da 5.000 a 7.499 abitanti, 350 mila euro per i comuni da 7 500 a 9.999 abitanti, e 500 mila 10.000 a 15.000 abitanti.

Un contributo, si specifica, destinato esclusivamente alla riduzione dei tributi locali, all’implementazione e al miglioramento dei servizi erogati.

Ma non è tutto: ci sono anche forti incentivi statali. Per un periodo di dieci anni è previsto un contributo straordinario pari al 50 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti ai medesimi enti per l’anno 2010, In misura non superiore, per ciascuna fusione, a 2 milioni di euro. Contributo raddoppiato nella finanziaria 2017, rispetto al precedente 20 per cento.

Ci sono, poi, vantaggi in termini di assunzione di personale e di capacità di spesa.

“Queste possibili entrate economiche sarebbero una manna dal cielo per i nostri piccoli bilanci - commenta il sindaco - Ci sarebbero, poi, i risparmi strutturali, dovuti ai costi della politica e dell’amministrazione. Sarà possibile, infatti, dimezzare il numero dei dirigenti, avere un solo segretario comunale, si dimezzerà anche il numero dei consiglieri e ci sarà un solo sindaco. Voci di spesa che, se messe insieme, sono molto ingenti”.

A confermare il potenziale di risparmio di soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati per investimenti e politiche attive a favore dei cittadini è, del resto, uno studio del Viminale, secondo cui le spese correnti di un comune sotto i 500 abitanti è pari a 1.077 euro per ciascun cittadino contribuente, mentre in un Comune di 1.000 abitanti il costo crolla a 663 euro, in uno di 3 mila abitanti arriva 582 euro pro capite.

Sotto una certa soglial, insomma, più il Comune è grande, e meno costa.

L’iter di fusione, va poi ricordato, prevede anche un referendum consultivo. Uno scoglio che non spaventa affatto il sindaco De Angelis.

“Di fusione si parla già da tempo e posso assicurare che la maggioranza dei cittadini è favorevole, e lo sarà ancor di più quando illustreremo gli esiti dello studio di fattibilità - spiega - dove dovrà essere quantificata la possibile riduzione della pressione fiscale, oltre a descrivere nel dettaglio gli altri vantaggi in termini di costi ed efficienza dei servizi”.

A ostacolare altre fusioni, oltre alla citata sindrome campanilistica, è la paura dei Comuni più piccoli di essere fagocitati da quelli più grossi, con conseguente perdita della rappresentanza politica in Consiglio, della discriminazione nell’utilizzo delle risorse pubbliche e anche della chiusura della sede comunale, che si presume sarà localizzata nel centro più popoloso, con conseguente perdita del traffico di persone, dipendenti e dunque di indotto economico e vitalità sociale.

"Nel nostro caso questo rischio non si pone: siamo più meno equivalenti per dimensioni e non sarà una fusione asimmetrica e discriminatoria - assicura De Angelis - Resteranno in vita le attuali sedi comunali, ripartendo i vari uffici e funzioni. Non sarà ridotto il personale, anzi con la fusione si libereranno importanti risorse economiche, per potenziare settori dove attualmente siamo sotto organico".



© RIPRODUZIONE RISERVATA

...
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui