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MAMMA DELLA VITTIMA AI DOMICILIARI. INDAGINI PARTITE DA RELAZIONE PSICOLOGA A CUI LA 12ENNE AVEVA RACCONTATO ABUSI SUBITI DALL'UOMO

VIOLENZA SESSUALE SU MINORE A L'AQUILA: ARRESTATI PATRIGNO E MAMMA

Pubblicazione: 26 ottobre 2018 alle ore 19:26

L'AQUILA - Violenza sessuale in concorso e continuato, maltrattamenti in famiglia in concorso, violenza privata continuata e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice in concorso, nei confronti della figlia minorenne della compagna.

Con queste accuse, ieri mattina all'Aquila, la Squadra Mobile ha arrestato un cittadino romeno, 45enne, e posto ai domiciliari la compagna, una cittadina moldava 44enne, entrambi residenti nel capoluogo abruzzese.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale dell'Aquila Mario Cervellino, su richiesta del sostituto procuratore, Guido Cocco, al temine dell’attività di indagine avviata dalla Squadra Mobile del capoluogo che ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due. 

Un lungo incubo durato circa due anni, quello vissuto dalla minore, all’epoca 12enne, costretta a subire abusi sessuali e violenze da parte dei due arrestati, in un degradante contesto familiare. 

L’uomo ricorreva a minacce e violenze per costringere la minore a subire i rapporti sessuali e la madre sarebbe stata complice, in più occasioni, di maltrattamenti e responsabile di atteggiamenti omissivi in merito agli abusi sessuali che avvenivano in casa mentre lei era assente.  

A causa di continui maltrattamenti, di frequenti e violenti litigi dei due adulti, spesso in palese stato di ubriachezza, dinanzi alle figlie minori, già nel novembre 2017, il Tribunale per i minorenni aveva sospeso la potestà genitoriale e la 12enne, insieme alla sorellina più piccola, erano state allontanate da casa e affidate ai servizi sociali. 

Proprio durante il periodo di affidamento, la vittima aveva riferito, nel corso di un colloquio con la psicologa, gli abusi subiti dal patrigno, comunicati successivamente al personale della Squadra Mobile. 

La relazione della psicologa, la raccolta di numerose testimonianze e le operazioni tecniche operate dagli investigatori della Squadra Mobile, hanno permesso di costituire un completo quadro accusatorio, pienamente condiviso dal Pubblico Ministero, che hanno portato all’esecuzione delle misure cautelari.



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