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UNIVERSITA' L'AQUILA: LA CORSA A RETTORE ANCORA ALL'INSEGNA DI DIORIANI E ANTI DIORIANI

Pubblicazione: 13 maggio 2019 alle ore 06:00

L'AQUILA - Vecchi rancori incrociati e un astio sopito nei confronti del Gran Sasso Science istitute (Gssi), la cui nascita è stata osteggiata da una buona fetta del mondo accademico, riaffiorano man mano che ci si avvicina alle elezioni del nuovo rettore dell'Università dell'Aquila.

La campagna elettorale per la importante consultazione in programma a giugno è in pieno svolgimento e, nonostante scontri e contrapposizioni non emergano pubblicamente, tensioni e strategie più o mento ‘cruente’ sono alla base della grandi manovre.

In questi giorni si assiste al ricollocamento di molti, tra presidi e professori, che in passato si erano divisi tra sostenitori e oppositori di Ferdinando Di Orio, rettore dal 2004 al 2013.

E tutto è finalizzato a “costruire” l’alleanza vivcente per i due sfidanti, che sono due medici del dipartimento di scienze cliniche applicate biotecnologiche (Discab), Edoardo Alesse, ordinario di Patologia generale, e Carlo Masciocchi, pro rettore dell’Ateneo e ordinario di Radiologia e primario del reparto diagnostica per immagini dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Stando ai retroscena, nei mesi scorsi si è lavorato ad una candidatura unitaria, una sorta di “pacificazione” e fino alla fine, soprattutto Alesse, ha pensato di poter essere l’unico a correre. Tanto da mostrarsi nervoso nell’assemblea generale del 9 aprile in cui sono stati presentati i programmi.

Ma a tenere banco è stato in questi giorni un intervento “interno” dell’ex rettore, Ferdinando Di Orio, per circa un decennio alla guida dell’ateneo, il quale sia pure non essendo più decisivo per aver perso larghissima parte del potere, nel suo intervento è rivelatore degli equilibri e delle alleanze: in tal senso, in una nota inviata il 10 aprile sull’assoluzione da parte della Corte dei Conti dall'accusa di danno erariale nell'ambito del processo sui maxi affitti, non ha esitato ad attaccare sia la rettrice uscente, Paola Inverardi, sia la professoressa Maria Grazia Cifone, ex preside della Facoltà di Medicina (oggi Dipartimento Mesva), sua storica sostenitrice, lasciando dunque chiaramente riferimento a un sostegno, seppur implicito, proprio nei confonti di Alesse.

Da ricordare che la Inverardi ha avuto la meglio proprio sulla Cifone alle elezioni di sei anni fa. È l’ordinario di Patologia generale è stato sfidante di Di Orio, nel 2007, in una elezione che ha visto un epilogo plebiscitario per l’ex padre padrone dell’ateneo, che aveva al fianco la Cifone.

LA NOTA DI DI ORIO

Carissime amiche e carissimi amici,

Vi trasmetto l’articolo apparso ieri sul  Centro che mi ha reso, per quello che vale, la giustizia che aspettavo da tempo. Me lo ha inviato un caro collega della ex Facoltà di ingegneria il prof. Antonio Orlandi.

La cosa più singolare e commovente nello stesso tempo, è che chi ha scritto l’articolo è il prof. Visconti non certo una persona che durante il mio rettorato mi era particolarmente vicina o che abbia avuto da me particolari concessioni, anzi spesso ci siamo confrontati molto duramente.

Tra l’altro non lo sentivo da oltre 6 anni.

L’importante che qualcuno si sia ricordato di me, cosa che per esempio non è successo e non succede nelle attuali vicende per il rettorato. Ma tutto sommato ritengo che sia giusto che la vita vada avanti e che ciascuno si posizioni come meglio crede . Nel dibattito per il rettorato avrei potuto consigliare qualche domanda visto che, impropriamente, pur non essendo candidata era presente l’ex rettore, colei che girava, ai tempi immediatamente post terremoto, per Coppito con sotto il braccio la laurea del nonno mentre noi lavoravamo in condizioni miserevoli. Ma giustamente i rapporti migliorano anche quando le ferite sono state sanguinose.

Una domanda avrei fatto sommessamente : che titoli aveva Boemonte Zobel per diventare presidente dell’azienda per il diritto allo studio?

Ringrazio Marcello Alecci che con la sua solita onestà intellettuale ha posto il problema di quali vantaggi avrebbe avuto l’università dell’Aquila dal Gssi.

Vi ringrazio di cuore delle belle parole che mi avete scritto rispondendo alla mia comunicazione sull’esito della sentenza della Corte dei Conti. Sarò diventato ormai molto “fragile” ma alcune mi hanno veramente commosso.

Un abbraccio a tutti,
Ferdinando.



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