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UNIVAQ: PRONTE AZIONI CONTRO DI ORIO, RETTRICE INVERARDI CAUTA

Pubblicazione: 27 gennaio 2016 alle ore 11:03

L'AQUILA - L'Università dell'Aquila ha aperto una indagine interna per stabilire che posizione prendere nei confronti del professor Ferdinando Di Orio, che il tribunale di Roma ha ritenuto colpevole di aver indotto, nel suo ruolo di rettore, il suo collega di Ateneo, Sergio Tiberti, a consegargli 89mila euro non dovuti (processo incardinato per il reato di concussione, capo di imputazione che alla luce della riforma Severino del 2012 è divenuto induzione indebita a dare o promettere utilità).

L'Ateneo, una volta ricevuta la sentenza, coinvolgerà anche il Collegio di disciplina per una presa di posizione ed un provvedimento immediati.

La gestione del caso è curata dal direttore generale Pietro Di Benedetto, che secondo quanto si è appreso avrebbe già chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato.

All'interno dell'Università è palpabile un clima di tensione, con pressioni da parte di diversi docenti che sollecitano all'attuale governance una presa di posizione e provvedimenti immediati nei confronti di Di Orio, dove è ancora ordinario di Storia della Medicina.

Sempre secondo quanto si è appreso, poi, il tribunale di Roma notificherà la sentenza sia al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca che all'Ateneo.​

"Certamente abbiamo il dovere di aprire un nostro procedimento amministrativo interno di cui non posso però prevedere l'esito, c'è un Collegio di disciplina che si esprime relativamente a problemi che possono riguardare qualunque nostro dipendente", ha detto la rettrice Paola Inverardi davanti al Senato Accademico, e lo ha ribadito interpellata da AbruzzoWeb sulla sentenza di condanna a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici nei confronti del suo predecessore.

"Della sentenza, di cui per ora abbiamo notizia solo dagli organi di stampa non essendo stati ancora direttamente interessati, non possiamo che prendere atto - dice la Inverardi - Sicuramente non possiamo far finta che non sia successo nulla".

"L'Università - aggiunge - farà quello che deve, abbiamo dei procedimenti interni che dobbiamo verificare, non è una cosa che succede tutti i giorni, quindi per fortuna non abbiamo una pratica consolidata".

La rettrice, dal canto suo, dice di non aver ricevuto "alcun pressing" per estromettere Di Orio dall'Università: "Tutti si aspettano che ci comportiamo in modo corretto ma non è in atto nessuna sollevazione e non ho ricevuto alcuna pressione in alcuna direzione".



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