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LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE ASSOCIAZIONE LIBERI SPECIALIZZANDI, MINERVA, AL RETTORE DELL'ATENEO AQUILANO: ''STUDENTI PRONTI A RICORRERE ANCORA UNA VOLTA AL TAR, UNIVERSITA' PERDERA' DI NUOVO''

UNIVAQ NEGA TRASFERIMENTO SPECIALIZZANDI: 'SPRECO DENARO PUBBLICO, DANNO ERARIALE?'

Pubblicazione: 02 settembre 2019 alle ore 09:22

La sede del dipartimento di Medicina dell'Universita' dell'Aquila
di

L'AQUILA - Nel 2019 sono state stanziate 89 borse di studio per gli specializzandi della facoltà di Medicina dell'Università degli Studi dell’Aquila, ma con la perdita dell’accreditamento da parte della Scuole di specializzazione, molti studenti preferiscono spostarsi in altri Atenei.

Ma "nonostante l’obbligo di rilasciare il nulla osta, come già accaduto in passato, l’Università del capoluogo, al 35esimo posto in una classifica stilata misurando il punteggio medio dei candidati al concorso di specializzazione e al penultimo, misurando l’attrattività delle Scuole stesse, continua a rigettare le istanze. Anche quest’anno l’Università sprecherà energie e denaro per resistere. Anche quest’anno perderà le cause, facendo perdere tempo e formazione ai giovani medici, per di più usando denaro pubblico. C’è forse un danno erariale?", si legge in una lettera aperta indirizzata al rettore dell’Univaq, firmata da Massimo Minerva, presidente di Als – Fattore 2a, associazione liberi specializzandi.

Una questione che dovrà essere affrontata dal successore del rettore uscente, Paola Inverardi, il professor Edoardo Alesse, che prenderà ufficialmente il suo posto dal prossimo mese di ottobre.

Tanti i casi in cui gli studenti hanno chiesto l’intervento del Tribunale amministrativo regionale per far valere i loro diritti: i giudici del Tar Abruzzo hanno sempre accolto le istanze degli specializzandi, obbligando l’Univaq a rilasciare il nulla osta.

Il Miur specifica, infatti, che “qualora lo specializzando iscritto ad una Scuola non più accreditata decidesse di voler presentare ad altro Ateneo apposita istanza di trasferimento volta ad accedere a un’altra Scuola di specializzazione della stessa tipologia di quella frequentata, si ritiene che l’Ateneo cui lo specializzando è iscritto non possa negare il proprio nulla osta al trasferimento, attese le motivazioni correlate alla ridetta istanza di trasferimento, mancato accreditamento della Scuola di specializzazione cui si è iscritti”.

Se l’ateneo non rilascia il nulla osta, è possibile avviare un’azione legale, entro 60 giorni dal rigetto dello stesso.

Le 89 borse di studio stanziate per quest’anno nel dettaglio sono: una per Allergologia ed immunologia clinica; 8 per Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del dolore; 5 per  Chirurgia Generale; 2 per Endocrinologia e malattie del metabolismo; 5 per Geriatria; 6 per Igiene e medicina preventiva, una per Malattie dell'apparato cardiovascolare; 3 per Malattie dell'apparato digerente; 10 per Medicina d'emergenza-urgenza; 6 per Medicina interna, una per Neurologia; 3 per Neuropsichiatria infantile; 8 per Ortopedia e traumatologia, una per Patologia Clinica e Biochimica Clinica; 4 per Psichiatria; 12 per Radiodiagnostica; 4 per Radioterapia, 3 per Reumatologia e 6 per Urologia.

I posti alla facoltà di Medicina, tra l’altro, sono aumentati negli ultimi anni: dai 112 del 2014-2015, si è passati ai 98 del 2015-2016, poi a 106 nel 2016-2017, 113 nel 2017-2018, 116 nel 2018-2019 ed infine a 137 nell’anno accademico 2019-2020.

Gli studenti che hanno deciso di trasferirsi e ci sono riusciti negli ultimi due anni sono circa dieci, ma la difficoltà nell’ottenere il trasferimento ed il desiderio di andarsene è tale che in un caso, uno specializzando ha addirittura deciso di abbandonare la Radiologia dell’Aquila per fare un nuovo concorso a Milano, perdendo quindi un anno.

LA LETTERA COMPLETA

Sono Massimo Minerva, presidente di Als – Fattore 2a, un’associazione di giovani medici. Tengo molto alla qualità della formazione che loro possono trovare nelle nostre Università. Facciamo il  punto della situazione: in una classifica stilata misurando il punteggio medio dei candidati al concorso di specializzazione in base all’Università di laurea, la sua Università si colloca al 35esimo posto su 41 (https://als-fattore2a.org/download/10271/).

In una classifica stilata misurando l’attrattività delle scuole di specializzazione, la sua Università si colloca al penultimo posto (https://als-fattore2a.org/download/10202/).

Nell’A.A. 2016-2017 la sua Università perdeva l’accreditamento delle seguenti scuole di specializzazione: neurologia, cardiologia e pediatria. Nell’A.A. 2017-2018 perdeva neurochirurgia e recuperava le scuole perse l’anno precedente. Nell’A.A. 2018-2019 perdeva nuovamente pediatria e perdeva inoltre chirurgia vascolare, ginecologia ed oncologia.

Quando una scuola di specializzazione non è più accreditata vuol dire che un organismo certificatore non ha ritenuta adeguata la struttura e/o i docenti e/o l’attività svolta al fine di formare i medici.

Quando una scuola di specializzazione non è più accreditata (che tale accreditamento sia stato o no richiesto) gli specializzandi hanno il diritto di avere il nulla osta per trasferirsi in scuole accreditate. Non lo dice la nostra associazione, lo dice il decreto del Miur (https://als-fattore2a.org/download/10519/). 

Lo dice all’unanimità, quindi col suo consenso, la Conferenza dei rettori (https://als-fattore2a.org/download/10867/).

Anche quest’anno, come era già successo in passato, gli specializzandi provano ad esercitare il diritto.

Anche quest’anno tale diritto è stato rifiutato. Anche quest’anno essi ricorreranno al Tar perché vengano riconosciuti i loro diritti. Anche quest’anno la sua Università sprecherà energie e denaro per resistere. Anche quest’anno la sua Università perderà le cause, facendo perdere tempo e formazione ai giovani medici. 

Per di più usando denaro pubblico (https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&schema=tar_aq&nrg=201800110&nomeFile=201900302_01.html&subDir=Provvedimenti).

Anziché spendere denaro per migliorare la qualità delle scuole, la sua Università lo spende per impedire ai giovani medici di raggiungere scuole accreditate, come è nel loro diritto. Nemmeno riuscendoci. 

Sarebbe il momento di indirizzare meglio denaro ed energie per migliorare qualità ed attrattività delle scuole di specializzazione della sua Università.  Quei giovani hanno diritto di inseguire i loro sogni. Bisogna attrarre i giovani medici, non mettere loro le manette. Anche perché, in uno stato di diritto, qualcuno gliele toglie. 

Con denaro pubblico. 

C’è forse un danno erariale?

Nell'immagine in alto la suddivisione delle 89 borse di studio stanziate per la facoltà di Medicina dell'Univesità dell'Aquila



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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