UNIVAQ: CINQUE ''FURBETTI DEL CARTELLINO'' INDAGATI
PER TRUFFA, FACEVANO FATTI LORO IN ORARI DI LAVORO

Pubblicazione: 10 agosto 2017 alle ore 19:59

Paola Inverardi

L’AQUILA - In cinque avrebbero timbrato il cartellino badge di presenza sul posto di lavoro, all’Università dell’Aquila, per poi allontanarsi “per svolgere attività professionali e personali”.

Come rivelato dal quotidiano Il Messaggero, è quanto sostiene la procura della Repubblica del capoluogo a seguito delle indagini svolte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia aquilana, diretto dal capitano Francesco Nacca.

Nella recente chiusura delle indagini preliminari il sostituto procuratore Antonietta Picardi ha ipotizzato il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

A tradire gli indagati sarebbero stati i rilevatori di posizionamento Gps sistemati sulle loro auto e le conversazioni telefoniche e ambientali catturate dalle microspie.

Secondo alcune indiscrezioni diffuse dal quotidiano, il via all’inchiesta sarebbe stato dato da un esposto anonimo che, pur nella sua genericità nel racconto dei fatti, avrebbe comunque suscitato l’interesse dal Pm

GLI INDAGATI

Si tratta di Angelo Gaudieri, Maria Paola Colatei, Luca Testa, Lucia Pandolfi e infine Francesco Bizzarri, tutti in qualità di dipendenti dell’Ateneo.

Il primo inquadrato nella categoria elevate professionalità, nell’area tecnico-scientifica ed elaborazione dati e coordinatore laboratori didattici; il secondo assegnato al dipartimento di Scienze fisiche e chimiche, nel laboratorio Laser X.

La Colatei è assegnata al dipartimento di Medicina chimica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), con svolgimento delle attività di supporto alle attività didattiche di Neuropsichiatria infantile e, all’occorrenza, presso quest’ultimo reparto.

La Pandolfi, per anni primo cittadino di Montereale e candidata alle ultime elezioni regionali, stretta collaboratrice del governatore, Luciano D’Alfonso, in qualità di dipendente impegnata presso il Centro di riferimento regionale dei trapianti dell’ospedale San Salvatore “ed autorizzata - si legge sempre nell’avviso della conclusione delle indagini preliminari svelato dal Messaggero - a frequentare la sede di Coppito 2, per lo svolgimento di mansioni amministrative, dove si svolgono le adunanze del Consiglio di Dipartimento”.

Infine Bizzarri, che è anche presidente del Cus, assegnato al dipartimento di Scienze chimiche applicate e biotecnologie (Discab) e autorizzato a frequentare la sede di Coppito 2, per lo svolgimento di mansioni amministrative e legate alla didattica.

LE ACCUSE

Secondo l’accusa, costoro “con artifizi e raggiri consistiti nel far risultare la loro ininterrotta presenza in servizio e sul posto di lavoro, secondo gli orari registrati mediante timbratura del badge, inducevano in errore l’amministrazione nella contabilizzazione della retribuzione, non corrispondendo le ore di presenza con quelle registrate per diversi giorni e allontanandosi dal posto di lavoro per recarsi in altri luoghi decentrati, impegnavano l’orario lavorativo per svolgere attività professionali e personali. Il periodo preso in considerazione dagli investigatori va da gennaio a marzo di quest’anno”.

Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per decidere se farsi interrogare dall’autorità giudiziaria, presentare memorie difensive, oppure chiedere che sulla vicenda giudiziaria si facciano degli approfondimenti.

Sono assistiti dagli avvocati Antonio Valentini, Danilo Iannarelli, Maurizio Capri, Giampiero Berti De Marinis e Marco Ferrone.



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