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UNIONE RUGBY: 'L'AQUILA RISCHIA DI SPARIRE DA CAMPI NAZIONALI, SILENZIO PREOCCUPANTE'

Pubblicazione: 23 agosto 2019 alle ore 07:50

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L'AQUILA – “Il Rugby aquilano rischia di scomparire definitivamente dai campi che contano. Entro il 10 settembre bisogna trovare i fondi per sostenere un campionato di serie A, ma se nessuno si farà avanti saremo costretti a sciogliere la società e ripartire da zero”.

È il grido di dolore di Pierfrancesco Anibaldi, presidente dell’Unione Rugby L’Aquila, società nata lo scorso anno dalla fusione di quattro realtà cittadine, Gran Sasso, Polisportiva L’Aquila, Vecchie Fiamme e L’Aquila Neroverde.

“La spesa massima che potrebbe affrontare la società al momento è di circa 150 mila euro - ha spiegato ad AbruzzoWeb il Anibaldi - ma ne servono almeno altri 200 mila per poter affrontare in serenità un campionato nazionale”.

Con la mancata iscrizione alla serie A de L’Aquila Rugby Club, storico club del capoluogo abruzzese con alle spalle due campionati di Eccellenza e altrettanti in A, l’Unione è rimasta dall'anno scorso l'unica squadra a rappresentare L'Aquila nel campionato nazionale, che ha costi al momento "insostenibili" per il club.

Come già accaduto in passato, l'alto livello tecnico dei ragazzi, il grande senso di attaccamento alla maglia e lo spirito di sacrificio dimostrato dagli atleti e dallo staff non bastano per poter salvare il rugby: non basterà, neanche questa volta, l’impegno e la forza dei giocatori, ma servono fondi e qualcuno disposto a sposare il progetto.

“Non riesco davvero a spiegarmi come L'Aquila, un capoluogo di regione, non si possa permettere una squadra che è la massima espressione dello sport cittadino. È assurdo perdere un titolo in questo modo”, ha detto ancora il presidente del club.

Non rappresenterebbero un problema neanche i debiti dell’anno passato, circa 50 mila euro, secondo quanto riportato da Anibaldi, perché “reperibili”, ma per poter affrontare il campionato la cifra necessaria si aggira attorno ai 300 mila euro.

Lo scorso 12 agosto, inoltre, il presidente del club e il consigliere d'amministrazione Antonio Nardantonio avevano lanciato in un incontro con la stampa un disperato appello alla città, agli imprenditori e alla politica locale.

Il presidente dell’Unione aveva addirittura proposto di modificare lo statuto della società affinché potessero entrare nel club, fino ad oggi riservato agli affiliati Fir (Federazione italiana rugby), anche imprenditori.

Da quell’incontro, però, nulla è cambiato: “Nessuna novità, neanche una telefonata, solo silenzio attorno a noi: sono tutti bravi a parlare, ma la verità è che non si è manifestato un interesse reale da parte della politica o del mondo degli imprenditori”, ha sottolineato Anibaldi.

Lo statuto, in realtà, non è stato ancora modificato perché, come ha precisato il presidente, “cambiarlo senza una proposta non ha senso, perché in quel caso, il 10 settembre, la società verrà sciolta; la situazione potrebbe cambiare solo se qualche imprenditore si farà avanti. A quel punto faremo tutte le modifiche necessarie allo statuto”.

L’Unione si è già iscritta al campionato, ma se non dovesse trovare le risorse necessarie, perderebbe comunque il diritto a partecipare alla serie A e dovrebbe ripartire dalla C.

Infine Anibaldi ha voluto rimarcare il fatto di “non essere attaccato alla poltrona”: “Siamo disposti tutti a farci da parte se necessario, a patto che qualcuno prenda realmente a cuore il rugby aquilano. Abbiamo investito molto per portare a termine lo scorso campionato, anche soldi personali, ma se le cose non cambiano non possiamo che ripartire da zero”, ha concluso.



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