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TUTTI CONTRO VESPA: BUFERA SU INTERVISTA A PANIGALLI, ''ACCANIMENTO INCREDIBILE''

Pubblicazione: 19 settembre 2019 alle ore 20:32

L'AQUILA - "È fortunata, perché è sopravvissuta", "era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte”, "se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto".

Bufera nella Rai per alcune frasi pronunciate nella trasmissione Porta a Porta dal giornalista Bruno Vespa durante l'intervista a Lucia Panigalli, sopravvisuta ad un tentato omicidio da parte dell'ex compagno. 

Il caso esplode martedì 17 settembre, con il conduttore nel mirino delle Commissioni pari opportunità degli organismi dei giornalisti che hanno invocato i vertici Rai, mentre M5s annuncia un esposto all'Agcom e Leu in Vigilanza. 

In serata risponde l'amministratore delegato Fabrizio Salini e mette un punto: "Condivido la forte contrarietà suscitata dai toni dell'intervista", dice, spiegando che "considera la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile della Rai, su cui non sono mai tollerabili equivoci. Assicuro che saranno svolti tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza sulla vicenda". 

"Prendo atto - dice ancora Salini - che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture - a cominciare da Porta a Porta - devono aderire alla linea editoriale dell'azienda che condanna fermamente la violenza - di qualsiasi natura, in ogni forma e modo". 

A quanto si apprende c'è una forte irritazione dei vertici dell'azienda per una narrazione troppo dedicata ai fatti di cronaca nera, spesso trattati senza le dovute cautele, all'interno di Rai1. 

Una situazione di disagio che denuncia la stessa Lucia Panigalli all'Ansa: "Le luci, la concitazione, il pubblico, i tempi velocissimi mi hanno frastornato in modo tale da impedirmi di capire ciò che era appena successo, ma ora a mente più fredda dichiaro di sentirmi profondamente offesa dal tono e dai modi usati da Vespa nel corso della trasmissione. Mi sento offesa anche a nome di tutte le donne che non sono state 'fortunate' come me". 

"Desidero dissociarmi - aggiunge - da quanto apprendo che avrebbe dichiarato uno dei miei legali, fermo restando che ringrazio l'Azienda Rai per l'attenzione che da sempre riserva al mio caso". 

L'intervista aveva scatenato già ieri la prima ondata di polemiche, ma oggi è arrivata la condanna delle Commissioni pari opportunità: quella della Federazione nazionale della stampa, che insieme all'Usigrai si chiede "come sia possibile, alla luce del ruolo che la Rai svolge al servizio delle cittadine e dei cittadini, che possa venire tollerata una tale, distorta, tossica rappresentazione della violenza contro le donne". A loro avviso l'intervista è stata "in palese violazione non soltanto delle norme deontologiche e del Manifesto di Venezia, ma del contratto di servizio". 

La vicenda è finita sul tavolo dell'Ordine dei giornalisti e la Cpo dell'Ordine spiega che "Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto al Consiglio di disciplina inoltrato al consiglio territoriale del Lazio dall'Ordine nazionale in seguito alla segnalazione di una privata cittadina, sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento". Una denuncia all'Ordine e anche alla Rai arriva dalla Cpo dell'Associazione stampa romana, secondo la quale il conduttore ha violato il Testo Unico dei Giornalisti e il Codice Etico Rai. Ma anche la politica critica quanto accaduto. 

"Su temi così delicati e sulla sofferenza delle persone, tutti coloro che svolgono il difficile compito di informare devono avere la massima attenzione e delicatezza", dice la vicepresidente M5s della Camera, Maria Edera Spadoni, che annuncia "una personale segnalazione all'Agcom". 

Vespa replica alla bordata di polemiche. "Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione nazionale della stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell'incredibile dichiarazione di oggi. Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall'avvocato della sua presunta vittima". 

E poi alla vittima dice: "Alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità. Successivamente alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: 'Sono io che ringrazio voi'. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni". 



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