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TRIVELLE: INTERROGAZIONE DI MELILLA A RENZI SU CONCESSIONI SCADUTE

Pubblicazione: 13 aprile 2016 alle ore 11:54

VASTO - “Nove delle 44 concessioni, oggetto del referendum del 17 aprile, erano già scadute a fine 2015, alcune anche da vari mesi, altre da anni ( una addirittura dal 2009). Ciononostante le compagnie petrolifere continuavano ad operare come se niente fosse”.  

È  l'interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio Matteo Renzi, del deputato abruzzese di Sel-Si Gianni Melilla a pochi giorni dal referendum sulle trivelle in adriatico. 

“Queste piattaforme sono nel mare di 4 regioni adriatiche: Abruzzo, Marche, Veneto ed Emilia Romagna.. La legge di stabilità del 2016 ha sanato queste irregolarità come si evince dal bollettino degli Idrocarburi del Mise guidato dalla ministra Guidi, in data 31 dicembre 2015. Si è cioè sanato a posteriori la illegalità, attraverso la modifica della disciplina della normativa sulla durata delle concessioni legandola alla vita utile del giacimento con effetto retroattivo: un bel regalo alle compagnie petrolifere! Proprio questo tema è oggetto del prossimo referendum del 17 aprile” prosegue Melilla.

“Le concessioni produttive scadute e beneficiarie del regalo della modifica legislativa introdotta dalla legge di stabilità sono in Italia  9, per le acque abruzzesi è stata rilasciata la B.C 5- AS scaduta il 12 novembre 2014 : 5 piattaforme e 4 pozzi in un'area vicina alla costa nord di Pescara. La società concessionaria è la Adriatica Idrocarburi  ( 100% Eni )” si legge nel testo dell’interrogazione.

E aggiunge: “il fondato sospetto è che si sia voluta scongiurare l'ipotesi di un imminente smantellamento delle piattaforme, a costi elevati per le compagnie, come ben evidenzia l'inchiesta giornalistica del Fatto quotidiano. Inoltre vi è il capitolo oscuro delle concessioni non più produttive con scadenze lontane nel tempo e le piattaforme  mai smantellate. In Abruzzo la B.C 1 LF della Edison è scaduta il 27 agosto 2015".

"Di fronte a istanze di proroga delle concessioni presentate con largo anticipo sulle scadenze originarie il MISE non ha effettuato le verifiche necessarie ed è stato inadempiente non bloccando la produzione di idrocarburi oltre la scadenza prevista”.

“Il fatto che sia arrivata la benevola sanatoria dal 1 gennaio 2016, con la legge di stabilità, rende ancora più evidente la opacità del comportamento  del Mise e dei suoi uffici preposti all'esame tempestivo delle autorizzazioni alle concessioni e proroghe alle compagnie petrolifere", prosegue Melilla.

Il deputato conclude con la richiesta di “quali iniziative intenda assumere per accertare la gravità dei fatti sopra denunciati e rimuovere i responsabili di questo comportamento al fine di fare chiarezza e affermare l'interesse generale al risanamento ambientale, e alla libera concorrenza del mercato”.

 



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