• Abruzzoweb sponsor

TETOVO-L'AQUILA SOLA ANDATA: LA STORIA DI DULLI
EMIGRATO CON LA FAMIGLIA, ''QUI LA MIA FORTUNA''

Pubblicazione: 23 settembre 2013 alle ore 08:14

di

L'AQUILA - Abdula Salihi, per tutti Dulli, è un ragazzo come molti: i suoi genitori hanno cercato fortuna altrove, migrando dalla Macedonia all'Italia, con in tasca un biglietto di viaggio di sola andata.

Quando lui aveva sette anni e sua sorella solo pochi mesi, è stato costretto a lasciare amici e casa, per approdare nell'Aquilano, a Picenze, frazione del comune di Barisciano e lì mettere le sue nuove radici, in un mondo completamente sconosciuto.

E ora Dulli fa il piastrellista, ha 25 anni ed è marito e padre, ha una bambina di pochi mesi che crescerà tra i monti del capoluogo abruzzese, con una lingua e delle tradizione che risiedono al di là dell'Adriatico.

“Io vorrei che non si perdesse la nostra storia - spiega Dulli ad AbruzzoWeb - la lingua, la religione, sono rimaste le uniche tracce delle nostre origini. In casa parliamo albanese così mia figlia conoscerà due lingue”.

Secondo lui, il primo problema da risolvere all'Aquila è la mancanza di mediatori linguistici “non capire fa sì che le informazioni si fraintendano e tra immigrati non si capisca più quali sono i diritti e i doveri e tutto si ingigantisce. Servirebbe un mediatore linguistico”.

Di dov'è originario?

Sono un albanese della Macedonia e vengo da Tetovo.

Quando è arrivato in Italia?

Nel 1994, quando avevo 7 anni. Mio padre stava qui dal 1989 e poi l'ho raggiunto insieme a mia madre e a mia sorella che aveva solo 7 mesi. Siamo arrivati in pullman e poi in nave, avevamo tutti i documenti per entrare. Mio padre aveva un regolare permesso di soggiorno.

Quindi lei ha frequentato le scuole all'Aquila?

Si, fino alla terza media a Barisciano. Avevamo la casa a Picenze, e passava a prenderci l'autobus. Questo mi ha permesso di imparare subito la lingua, infatti non ho mai avuto problemi a comunicare.

È difficile emigrare?

La scelta difficile è toccata ai miei genitori. È dura far crescere bambini in un posto nuovo, c'è il rischio che si perda tutto, dalle tradizione al legame con i parenti, alla religione.

Ma lei non ha dimenticato le sue origini tanto che si è sposato con una albanese. Dalla vostra unione è nata una bambina che ora ha sette mesi. Quali sono i problemi che avrebbe comportato, per lei, sposare un'italiana?

Quando si è nella fase dell'innamoramento i problemi non si vedono, ma quando si passa al matrimonio allora si evidenziano. A meno che uno dei due non si converta nell'altra religione, questa può essere un grande limite.

Sua moglie vive con lei?

Si, viviamo insieme a Pettino. Ci siamo conosciuti a Tetovo, ci siamo fidanzati e lei è venuta in Italia quando ci siamo sposati, solo allora ho potuto fare tutta la documentazione necessaria al trasferimento.

È contento che sua figlia crescerà qui?

Sono contento che cresca in Italia perché può fare una vita migliore rispetto a quella che avrebbe avuto in Macedonia. Potrà avere un lusso in più, magari due paia di scarpe anziché uno.

Vorrebbe tornare a Tetovo?

L'intenzione è di tornare, ma sarà difficile. Il posto presenta ancora molti problemi, ci vorranno anni perché torni a essere veramente vivibile. Comunque lì ho la casa che mi ha lasciato padre e cerco di mantenerla bene per lasciarla ai miei figli.

Che lingua parlate in casa?

L'albanese, altrimenti si rischia di perdere totalmente le radici, e vogliamo che lo impari anche mia figlia.

Com'è la situazione in Macedonia per cui preferiti rimanere?

Non abbiamo uno Stato che ci tutela, non abbiamo lavoro, non abbiamo niente, solo la famiglia. Addirittura siamo ai ferri corti con i greci per il nome della nostra nazione, perché in Grecia c'è una regione che si chiama Macedonia e, secondo loro, noi non abbiamo il diritto di chiamare allo stesso modo il nostro Paese. Solo gli albanesi macedoni che hanno la cittadinanza italiana possono muoversi dentro il paese senza difficoltà.

Avete altri parenti in giro per l'Europa?

Ho i parenti in Svizzera, Germania, Slovenia, ci confrontiamo e vediamo che ci sono altre nazioni dove si hanno più garanzie e sono più tutelati, ma non mi sposterei mai dall'Italia perché questo è il paese che mi ha dato la fortuna di vivere come sto ora.

Qual è la sua religione? Riesce a praticarla anche qua?

Siamo musulmani, cerchiamo di rispettare la religione il più possibile. Mia moglie non ha il velo, perché penso che se verremo giudicati nell'altro mondo sarà in base alle nostre scelte. Però non mangio maiale, non bevo alcool, pratico il ramadan e la preghiera cinque volte al giorno, lavoro permettendo.

Si è mai sentito emarginato?

Mai. Le vecchie generazioni di migranti avevano una forte difficoltà a integrarsi ma la mia generazione sta iniziando a concretizzare qualcosa: unendosi per creare un luogo d'incontro, per dare una mano all'integrazione e alla socialità.

Lei fa il piastrellista, ma si impegna anche per aiutare chi si trova nelle sue stesse condizioni.

Io e altre persone abbiamo messo insieme un'associazione culturale macedone, abbiamo la sede al centro polivalente dell'Aquila. Vogliamo dare una mano alla prima generazione di immigrati che ha avuto difficoltà a integrarsi e ancora oggi non ci riesce.

Cosa può fare, secondo lei, il Comune dell'Aquila per aiutarvi?

Avere un occhio di riguardo in più sull'immigrazione, dare fondi per incentivare l'integrazione. Sarebbe utile un mediatore culturale, al Comune, alla Questura, a questo serve la nostra associazione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui