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DENUNCE DI UN GRUPPO DI GIOVANI IMPEGNATI NELLE PROVE DI AMMISSIONE CHE PER ORA VOGLIONO RESTARE ANONIMI: ''UNA RAGAZZA HA AVUTO IL TELEFONO PER TUTTO IL TEMPO'', ''ABBIAMO INTENZIONE DI REAGIRE A QUESTA INGIUSTIZIA''

TEST MEDICINA: ''GRAVI IRREGOLARITA' A L'AQUILA'', STUDENTI DAI CARABINIERI

Pubblicazione: 04 settembre 2019 alle ore 06:25

L'AQUILA - Telefoni in bella vista, penne nascoste e tirate fuori al momento giusto per mettere le ultime crocette, anche a tempo ormai scaduto e, addirittura, in fila per la consegna degli elaborati nell’ambito delle prove di ingresso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila: gravi irregolarità che hanno spinto più di un giovane a segnalare gli accadimenti alla Commissione competente ed altri, rimasti inascolatati, a denunciare direttamente con esposti ai carabinieri. 

Sarebbe successo di tutto ieri mattina all'Università dell'Aquila durante i temuti e difficili test di ingresso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia che si sono svolti in contemporanea su tutto il territorio nazionale.

All’Aquila, in diverse centinaia hanno affollato l'ateneo per candidarsi a conquistare i 137 posti disponibili. Cinque o sei le aule a disposizione degli aspiranti camici bianchi.

Le segnalazioni e le testimonianze sono arrivate ad Abruzzoweb da parte di un gruppo di giovani candidati che hanno raccontato, chiedendo l’anonimato per timore di ritorsioni, particolari precisi: alcuni ragazzi che avevano partecipato alle prove anche negli anni precedenti, hanno affermato senza mezzi termini che queste cose non si sono mai verificate, almeno non nelle modalità di ieri.

"Nella mia aula una ragazza ha avuto il telefono in mano per tutta la prova - spiega un candidato ad Abruzzoweb - Altri invece sono riusciti a nascondere le penne, che teoricamente dovrebbero essere consegnate all'ingresso, fino alla fine. E hanno continuato a fare il test anche in piedi, mentre erano in fila per consegnare il foglio".

Comportamenti che si sarebbero verificati in diverse aule e, infatti, in molti casi le prove sono state ritirate dopo la compilazione dell'apposito verbale. 

Ma giustizia non è stata fatta dappertutto, come viene spiegato: "Come altri ragazzi anche noi, per la nostra aula, abbiamo segnalato alla commissione questi comportamenti scorretti ma ci è stato risposto che ormai era già troppo tardi. Ci siamo rivolti ad un consulente Consulcesi che ci ha suggerito di denunciare direttamente l'accaduto ai carabinieri e un gruppo di ragazzi lo ha già fatto, ora provvederemo anche noi".

Una situazione che, come sottolineato da alcuni candidati a questo giornale, non si è mai verificata negli anni passati. Una probabile spiegazione potrebbe essere un eccessivo timore per le domande di cultura generale, circostanza che ha spaventato non poco gli studenti.

Nel recente passato, infatti, il ruolo della cultura generale era "simbolico", solo 2 quesiti su 60. Quest'anno invece è stata ridotta la quantità delle domande di logica, che passano da 20 a 10. Mentre quelle di cultura generale sono 12, fino allo scorso anno erano 2.

Uno "scoglio" che va ad aggiungersi ad una serie di tribolazioni a cui gli aspiranti medici imparano subito ad abituarsi, in una prospettiva sempre meno rosea che disegna un futuro incerto, costellato da un eccessivo carico di responsabilità e una sempre crescente difficoltà nel contesto lavorativo, considerato anche l'allarme lanciato in più di un'occasione sulla carenza di personale sanitario, problema che affonda le sue radici in una mancanza di programmazione, condizione che rende inaccessibili a molti diverse specializzazioni.

Intanto in molti annunciano battaglia: "abbiamo intenzione di andare avanti e di reagire a questa ingiustizia. Sappiamo bene a quanti sacrifici si vada incontro ancora prima di prendere parte al test e, proprio per questo, queste scorrettezze non possono passare impunite".  (azz.cal.)



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