|
L'AQUILA - Avrebbero fatturato servizi per i funerali solenni delle vittime del terremoto svolti da altre imprese incaricate dai parenti degli scomparsi e regolarmente incassato i pagamenti della Protezione civile nazionale.
È l’ultimo scandalo, il più squallido, della lunga lista relativa alle numerose attività seguite al tragico sisma del 6 aprile 2009 quando all’Aquila e nel circondario morirono 309 persone.
Per la presunta speculazione, a quasi tre anni dallo spaventoso sisma, la procura della Repubblica dell’Aquila ha messo sotto inchiesta con l’ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato l'impresa Taffo Gaetano e figli Snc, che ha sedi nel capoluogo e a Roma.
Azienda che, attraverso il proprio legale, respinge le accuse, dichiarandosi estranea ai fatti e auspicando una veloce conclusione delle indagini “prima del processo mediatico”.
Nei guai i fratelli Piero e Luciano Taffo, ai quali il pm Simonetta Ciccarelli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini e l’avviso di garanzia: saranno interrogati nei prossimi giorni.
Alla ditta in questione, nei drammatici e concitati momenti successivi al sisma, l'allora prefetto dell'aquila, Franco Gabrielli, poi diventato capo della Protezione civile nazionale, ha affidato l'incarico della gestione dei servizi funebri nell'ambito dei funerali solenni, dopo che la Taffo Snc era stata presentata come la più grande azienda della città.
Circostanza, quest'ultima, che ha fatto storcere il naso ad alcuni concorrenti.
Dalle indagini della Guardia di finanza dell’Aquila sono emerse fatture per falsi servizi per la fornitura di 29 bare e 20 trasporti di salme. L'importo della truffa è stato quantificato in circa 40 mila euro.
Stando ai riscontri delle Fiamme Gialle, i servizi non svolti ma fatturati e incassati dall’impresa Taffo si riferiscono sia ai funerali solenni, che hanno riguardato 205 vittime, sia a quelli privati, svolti nei posti di origini della restante parte delle vittime.
Entrambe le fasi delle cerimonie sono state gestite dalla prefettura e dalla Protezione civile nazionale, con quest’ultima che si è accollate le spese.
A far scattare i sospetti sono state le segnalazioni, portate avanti anche con toni molto duri, da alcuni parenti delle vittime che hanno sostenuto le spese dei funerali privati e poi presentato rimborso non pagato, e da imprese funerarie concorrenti.
Le verifiche sono state svolte dalla Protezione civile e dalla Prefettura.
Alla fine il prefetto, Giovanna Iurato,con nota del 30 giugno 2011, ha chiesto al Comando provinciale della Gdf “di voler esperire gli accertamenti necessari alla verifica dell’effettivo svolgimento, da parte della Taffo Snc, dei servizi funerari relativi alle vittime del sisma sopra menzionate”.
Dopo alcuni mesi di indagine, gli investigatori hanno individuato le ipotesi di reato attraverso testimonianze dirette e documentazione.
Anche se su tutta la vicenda ci sono punti non chiariti perché è stato impossibile per gli investigatori ricostruire tutte le fasi di quei drammatici giorni, considerando che hanno evitato di coinvolgere i parenti delle vittime per non rendere ancora più dolorose ferite che non si rimargineranno mai.
LA REPLICA DEI TAFFO: "ESTRANEI AI FATTI"
"La Taffo snc dichiara la sua estraneità ai fatti contestati ed oggetto di avviso di garanzia".
È quanto si apprende da una nota firmata dall'avvocato del foro aquilano Paolo Vecchioli in merito all'indagine avviata dalla procura della Repubblica dell'Aquila e condotta dalla Guardia di finanza del capoluogo relativa a una presunta truffa realizzata in occasione dei funerali solenni per le vittime del terremoto del 6 aprile 2009.
Secondo l'accusa sarebbero state emesse fatture false per la fornitura di 29 bare e 20 servizi di trasporto.
"Nei modi e termini di rito si provvederà a dimostrare, anche documentalmente, l’infondatezza di quanto contestato. - prosegue la nota - Per quant’altro la snc provvederà a tutelarsi relativamente a fatti calunniosi e/o diffamatori e, nel senso che precede, ha conferito mandato allo studio in intestazione".
"Ci si auspica una solerte e veloce definizione della fase delle indagini al fine di ogni più ampia valutazione dei fatti contestati e dei riferimenti specifici degli stessi da sottoporre alle garanzie della difesa e prima di ogni processo mediatico".
ARTICOLI CORRELATI:
03 Febbraio 2012 - 19:15 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
|