I GIUDICI AMMINISTRATIVI BACCHETTANO INPS E INAIL: ''BLOCCATE IL RECUPERO''
ESULTANO CONFCOMMERCIO E PEZZOPANE, ''ORA BATTAGLIA CON L'EUROPA''

TERREMOTO: TASSE AL 100%, C'E' LO STOP
IMPRESE AQUILANE VINCONO RICORSO AL TAR

Pubblicazione: 12 settembre 2013 alle ore 21:06

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L’AQUILA - Prima vittoria al Tar del “cratere” aquilano contro la restituzione al 100% delle tasse sospese a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

Il ricorso era stato presentato ai giudici amministrativi dalla Gran Sasso Acqua e dalle associazioni di categoria delle imprese locali per contestare la richiesta avanzata da Inps e Inail di non concedere l’abbattimento al 40% prevista dalla legge di stabilità per il 2012, grazie al famoso emendamento firmato dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta.

Il tutto a causa di una presunta infrazione alla disciplina degli aiuti di Stato sollevata dal ministero del Lavoro, all'epoca retto da Elsa Fornero, dopo la notifica dell’agevolazione alla Comunità europea, che ne sta ancora valutando la compatibilità.

La sentenza, invece, ha annullato gli atti con i quali gli istituti previdenziali, su indicazione del dicastero del Welfare, avevano disposto l’immediato recupero degli sgravi fiscali e contributivi riconosciuti dalla legge 183 del 2011 alle imprese localizzate sul territorio colpito dal terremoto.

LEGGI LA SENTENZA

I giudici hanno riconosciuto che l’immediato recupero, peraltro integrale, in danno degli originari beneficiari, in presunta attuazione dell’ingiunzione di sospensione impartita dalla Commissione Ue, è illegittimo perché non è mai stata dichiarata in via definitiva l’illegalità dell’agevolazione concessa sotto forma di riduzione degli oneri fiscali e contributivi.

Inoltre il rimborso al 100% delle tasse costituisce una violazione dei generali principi del legittimo affidamento e di proporzionalità, considerato che l’agevolazione è stata disposta con atto avente forza di legge e dunque se anche lo Stato è contravvenuto al divieto di concedere aiuti di Stato prima della notifica dell’aiuto all’Europa, doveri di lealtà procedimentale imponevano di considerare la situazione maturata in capo ai contribuenti che in buona fede avevano beneficiato delle agevolazioni.

“La sentenza desta particolare soddisfazione nei ricorrenti e nei singoli associati di categoria che si erano visto modificare il regime contributivo sul quale avevano legittimamente confidato con la prospettiva di un ricalcolo delle contribuzioni in relazione al ‘de minimis’ e connesso recupero di ingenti somme”, ha commentato l’avvocato aquilano Roberto Colagrande, che ha curato il ricorso.

In precedenza una scappatoia alla scure europea era arrivata proprio da Bruxelles, nel regolamento numero 733 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Ue il 31 luglio scorso: al punto 7 della premessa si stabiliva chiaramente che "in base all'esperienza acquisita è possibile definire chiare condizioni di compatibilità".

Per questo gli aiuti economici concessi per i danni derivanti da calamità naturali "non danno luogo a distorsioni significative della concorrenza".

La spada di Damocle della restituzione pesa sulla testa di circa 7 mila "partite Iva", tra imprese e professionisti, e rischia di depredare il territorio dell'Aquila e del "cratere" sismico di circa mezzo miliardo di euro di soldi "abbonati" al 60% dopo la tragedia di quattro anni e mezzo fa, con il restante 40% da rimborsare in 120 rate.

LE REAZIONI

SANTILLI (CONFCOMMERCIO): “PRIMO PASSO, ORA BATTAGLIA CON LA UE”

“Un primo, importante, risultato, a sostegno delle imprese aquilane duramente colpite dal sisma del 6 aprile 2009”.

Lorenzo Santilli, presidente della Camera di commercio della provincia dell’Aquila, esprime soddisfazione per la sentenza del Tar che ha bocciato le circolari Inps e Inail con le quali i due istituti previdenziali chiedevano alle imprese del cratere la restituzione immediata e totale dei contributi sospesi dopo il terremoto.

Una battaglia che la Camera di commercio sta conducendo unitamente alle categorie produttive, Ance L’Aquila, Confindustria, Apindustria, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Confartigianato e Cna, ordini professionali e Gran Sasso Acqua Spa.

“I giudici amministrativi - sottolinea Santilli - hanno finalmente avvalorato una logica che sembrava persa e cioè che una circolare non può contraddire una legge dello Stato. Certamente questo è un primo risultato positivo, che per ora ci conforta sulla giustezza di alcune nostre posizioni rivendicate fin dall’inizio”.

Il presidente della Camera di commercio evidenzia come sia “scampato il pericolo di un recupero immediato delle tasse non versate dopo il sisma. Questo, almeno per il momento - afferma - fa tirare un sospiro di sollievo alle imprese aquilane e ai professionisti, che devono affrontare già troppe difficoltà dovute alla situazione economico-sociale legata al post-sisma”.

Ma Santilli invita a tenere alto il livello di guardia, in vista della trattativa con l’Ue: “Il vero responso da attendere - conclude - è quello che arriverà dall’Europa sulla definizione di aiuti di Stato. Ci auguriamo che, in quella sede, il Governo italiano faccia sentire il proprio peso”.

PEZZOPANE (PD): "BATTAGLIA ANCHE CONTRO EQUITALIA"

“Si tratta di una sentenza che ristabilisce la tutela dei diritti di una popolazione e di un tessuto economico che hanno pagato, in tutti i sensi, già troppo a quel terribile sisma”.

Lo dice la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane.

“Lo avevamo detto in tutte le lingue e in tutte le sedi - prosegue - Anche in Parlamento l’onorevole Giovanni Lolli, in un proverbiale scontro in aula nella passata legislatura con il ministro Elsa Fornero, aveva ribadito che i due istituti non potevano, con una circolare, andare contro una legge dello Stato, peraltro conquistata al prezzo di manifestazioni, mobilitazioni di massa e conseguenti denunce e processi”.

Secondo la Pezzopane “vanno ringraziati, per questo risultato, tutti coloro che non si sono fatti intimidire dalla spietata burocrazia di Inps e Inail, battendosi per tutta la città e per la sopravvivenza del suo comparto economico. Vorrei citarli tutti - elenca - Gran Sasso Acqua Spa, Ance, Edilfrair, Confindustria, Apindustria Pmi, Confcommercio, Coldiretti, Cia, nonché l’avvocato Roberto Colagrande che, con tanta professionalità, li ha rappresentati”.

“Questo risultato è tanto più importante perché, oltre a fare giustizia nella questione specifica, ci incoraggia ad aprire un’altra vertenza nei confronti di Equitalia - rincara poi - che rischia di fare analoga brutta figura non solo per insensibilità, ma anche per scarsa conoscenza dei problemi ancora aperti. In queste settimane, anche in sintonia con le amministrazioni locali del ‘cratere’, voglio concordare tutte le iniziative da intraprendere e da portare in Senato in relazione alla ricostruzione”.

“In particolare, dobbiamo prepararci per l’apertura della discussione sulla legge di stabilità nazionale. Servono le risorse finanziarie per proseguire l’opera di ricostruzione dei Comuni del ‘cratere’ - conclude - Il tavolo nazionale, presso il ministero dell’Economia, è già attivo, ma ora bisogna entrare nel merito, per inserire nella legge di Stabilità le risorse necessarie”.



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