TERREMOTO: PARCO MEMORIA
A PIAZZALE PAOLI, RACCOLTA
FIRME PER DIRE ''NO''

Pubblicazione: 03 gennaio 2018 alle ore 12:58

Piazzale Paoli a L'Aquila

L'AQUILA - Un gruppo di residenti di piazzale Paoli, all'Aquila, ha avviato una petizione per dire no alla realizzazione del Parco della Memoria, che dovrebbe sorgere in una delle aree in cui c'è stato il maggior numero di vittime con il terremoto del 6 aprile 2009.

I cittadini stanno raccogliendo le firme per chiedere all'amministrazione comunale che il piazzale sia lasciato com'era prima del sisma, con una parte di parcheggi e un'area verde.

Il progetto del Parco, realizzato da Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio, prevede invece una maxi piazza su tre livelli con una grande peschiera e al suo interno un obelisco, ed è fermo al palo dal 2016 in attesa di essere appaltato.

La mobilitazione dei residenti lascia interdetti i familiari delle vittime del terremoto, che con Antonietta Centofani del comitato familiari vittime casa dello studente lancia una provocazione: "Quanto alla fiaccolata commemorativa che si svolge la notte del 5 aprile e che i familiari delle vittime organizzano da anni, affiancati sin dalla prima (6 luglio 2009) da un gruppo di giovani, il 3 e 32, forse è bene che se ne occupi la città, se vuole ricordare. A noi non serve, perché l'assenza di chi abbiamo perduto ha marchiato per sempre le nostre vite".

"Questa città, con le doverose eccezioni, non se lo merita un luogo della memoria", commenta amareggiata la Centofani, che ricorda come ci sia "un protocollo d'intesa a firma della precedente amministrazione, l'Adsu e l'Università degli studi dell'Aquila che prevede la realizzazione di una spazio della memoria, la cui ideazione è affidata agli studenti dell'Università e dedicato a tutti gli universitari periti, e non solo agli otto ragazzi assassinati alla Casa dello studente".

"È il  tributo obbligatorio che la città deve a queste giovani vite, che molto hanno dato, anche in termini economici, alla comunità. E quel luogo deve continuare ad essere di monito per chi costruisce e per chi governa perché non si dimentichi mai più che gli edifici pubblici, e in prima battuta le scuole di ogni ordine e grado, gli studentati, le sedi universitarie, debbano garantire la massima sicurezza. Se non altro, perché accolgono il futuro di questo paese".

"Il 21 dicembre - ricorda la Centofanti - c'è stata una cerimonia nel piazzale della Scuola primaria De Amicis per ricordare tutti gli studenti e le studentesse che nella notte del 6 aprile 2009 persero la vita. Per incuria, leggerezza e responsabilità di molti: privati cittadini che a quei ragazzi avevano affittato, a caro prezzo e al nero,  stamberghe fatiscenti e lo Stato, nelle sue declinazioni, a partire dalla Protezione Civile e la Commissione Grandi Rischi, strumento principe per la valutazione dei livelli di sicurezza a tutto campo".

"L'occasione della cerimonia - spiega - era rappresentata dalla donazione, da parte del Comitato vittime casa dello studente, dell'albero di Natale che per otto anni aveva illuminato le macerie che avevano sepolto otto ragazzi. Per non dimenticare. A quella cerimonia era stata inviata a mezzo stampa e tramite Facebook tutta la città. Non si è visto nessuno. Perciò non mi stupisce la querelle in corso riguardo il luogo della memoria, con annessa difesa di alberi secolari (che non devono essere necessariamente abbattuti)".

"A quasi nove dal sisma - ricorda infine la Centofanti - c'è solo un luogo dove è possibile leggere i nomi di tutti coloro che ci hanno lasciato, la Cappella della Memoria presso la Chiesa delle Anime Sante".



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