IL MISTER E IL CAPITANO DEI ROSSOBLU' RACCONTANO IL LORO GIORNO DELLA
MEMORIA, ''SI 'VIVE' TUTTO L'ANNO'', ''NON DIMENTICO LA NOTTE DI 5 ANNI FA''

TERREMOTO: L'AQUILA CALCIO, 6 APRILE A GUBBIO
LA 'PRIMA VOLTA' DI PAGLIARI, I RICORDI DI POMANTE

Pubblicazione: 04 aprile 2014 alle ore 08:04

Giovanni Pagliari
di

L’AQUILA - L’allenatore e il capitano.

Sono loro a scandire con le parole e con le sensazioni della vigilia di quello che per gli aquilani e per gli altri che lo hanno vissuto, sulla propria pelle all’Aquila o altrove, è il giorno della memoria.

Mister Giovanni Pagliari e Marco Pomante.

Timoniere in panca e caposquadra in campo, con addosso i colori rossoblù dell’Aquila Calcio che tenta di acciuffare i play off, storici, di Prima divisione Lega Pro, per gli ‘antichi’ la Serie C1.

Domenica 6 aprile saranno cinque anni dal sisma del 2009. Cinque anni, che se non ti prendi qualche boccata d’ossigeno sembrano mille. L’Aquila Calcio vivrà il 6 aprile in trasferta a Gubbio. Con centinaia di tifosi al seguito, guidati dai Red Blue Eagles pronti con una coreografia ancora segretissima, com’è giusto che sia.

E allora, ecco le sensazioni dei due uomini di rappresentanza del governo rossoblù sul terreno di gioco.

Per Pagliari, sbarcato all’Aquila il 10 aprile di un anno fa al posto dell’esonerato Maurizio Ianni, si tratta della ‘prima volta’, anche se, ammette, “certe emozioni, al di là del momento e della ricorrenza, le ho vissute dal primo giorno che ho messo piede all’Aquila. Qui allenare è diverso, far tornare un briciolo di serenità, di sorriso a un popolo in sofferenza è l’obiettivo di tutti. Ci siamo riusciti con la promozione in Prima Divisione, sarebbe più di un sogno entrare nei play off per giocarci la Serie B".

"Domenica a Gubbio sarà senza dubbio emozionante - dice ancora il tecnico marchigiano - nella mia carriera non mi era mai capitata una cosa del genere. In questo anno qui in Abruzzo sono diventato amico di persone che il terremoto lo hanno sofferto più di altri, purtroppo, quindi comprendo il dolore e la frustrazione di chi ha perduto tutto”.

"Mi auguro di poter continuare questo percorso di condivisione di cose belle, L’Aquila e gli aquilani stanno soffrendo tanto e meritano tanto. Noi ci siamo, vogliamo esserci".

Discorso un po’ diverso per capitan Pomante.

"Da dentro la viviamo come una partita normale, anche se sappiamo cosa vuol dire quella data per gli aquilani. Siamo contenti dei tifosi al nostro seguito, ci sarà uno stimolo in più”, dichiara ad AbruzzoWeb il difensore rossoblù, che racconta il suo 6 aprile, vissuto quando indossava la casacca biancazzurra del Pescara e viveva a Silvi Marina, stesso ‘equatore’ pescarese.

"Ho sentito tutto, ho sentito quelle scosse terribili. Le ricordo ancora, è impossibile dimenticarle, figuriamoci cosa possono provare le persone che erano all’Aquila e nelle zone colpite con più violenza. Molti aquilani che già conoscevo sono venuti a Silvi a cercare aiuto, li abbiamo sostenuti in ogni modo, da abruzzese sono orgoglioso di quanto fatto per questa gente".

Pomante lo scorso anno ha anche preso parte alla fiaccolata per le vie del centro storico distrutto, insieme ai compagni di squadra, c’era ancora Ianni in panca.

"Un’emozione particolare, ma io soffro comunque tutte le volte che esco per andare in centro. Mi fa male vederlo ridotto così. Da capitano,  non posso fare altro che garantire l’impegno di noi in campo domenica a Gubbio. Come sempre, certo, ma con un sapore diverso dal solito. Per L’Aquila, per le vittime del 6 aprile. E per chi, da vivo, lotta senza mai fermarsi per la città".



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