TERREMOTO: CAMPOTOSTO 7 MESI DOPO,
''RICOSTRUZIONE E TURISMO PER RIPARTIRE''

Pubblicazione: 11 agosto 2017 alle ore 07:30

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CAMPOTOSTO - "Il 18 gennaio eravamo in circa 400, oggi poco meno della metà sono nei Map all'Aquila. Di giorno in giorno qualche famiglia rientra in casa, quindi è difficile fare una stima esatta, ma sicuramente il paese ha meno abitanti di prima".

Il sindaco di Campotosto (L'Aquila), Luigi Cannavicci, traccia un bilancio tra luci e ombre a 7 mesi dal terremoto che il 18 gennaio scorso ha distrutto il paese.

E tiene a precisare: "Noi siamo a 7 mesi dal terremoto, perché c'è stato il 18 gennaio e non il 24 agosto, ci associano sempre ad Amatrice, io sono amico del sindaco Sergio Pirozzi e ospito tuttora nei nostri Map persone di Amatrice, anche a scapito dei miei concittadini, ma noi abbiamo avuto un altro terremoto".

Un evento che "ci ha distrutto quasi totalmente, ed è essenziale capirlo".

"Siamo molto avanti rispetto a quello che è successo nel 2009 - dice il sindaco - perché ho ancora le macerie del 2009, sulle quali è cresciuta la vegetazione, mentre la prossima settimana iniziamo a togliere le macerie provocate dai crolli e dagli abbattimenti del 18 gennaio. Siamo avanti anche con le ordinanze che il commissario e i vice commissari, per quanto ci riguarda il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, sono già arrivati finanziamenti ex novo".

"È bene precisare che nessun soldo del 2009 è stato trasferito al 2016, i finanziamenti che abbiamo avuto sino ad ora, 1,6 milioni di euro per la sede del Comune, 300mila euro per la chiesa di Sant'Antonio e 250mila per la sede di protezione civile, sono risorse di oggi", spiega.

"Il turismo? È sceso solo di poco, i camper parcheggiati intorno al lago sono tantissimi e ci creano persino apprensione per l'allarme incendi", confessa Cannavicci.

A non essersi mai arresi, quassù, sono anche i produttori del simbolo gastronomico per eccellenza, la Mortadella di Campotosto, anche conosciuta come coglione di mulo.

"Occorre una ricostruzione rapida, quasi immediata, alla quale affiancare l'economia delle produzioni" dice Goffredo Pandolfi, del salumificio Nonna Ina, che prepara le mortadelle in modo artigianale come un tempo e le stagiona al fumo del camino.

"La mortadella di Campotosto è il simbolo del territorio, senza una microeconomia il paese chiuderà i battenti a breve, serve un mix tra ricostruzione veloce ed economia, bisogna anche canalizzare il flusso turistico, che oggi è sterile perché le persone che vengono a gratis sulle sponde del lago è ora che lascino qualcosa sul territorio - fa osservare - noi regaliamo natura incontaminata e panorama stupendo, quando in Trentino una piazzola camper costa 40 euro".

"Nonna Ina si è tenuta a galla ma non è facile. Devo molto al mio socio, Ugo Paolini, che si è dedicato anima e corpo all'attività, io avendo anche un altro lavoro mi sono dovuto dividere", chiosa.



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