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TERREMOTO AVEZZANO: LA CERIMONIA, 'IMPARARE DA DOLORE DI 100 ANNI FA'

Pubblicazione: 13 gennaio 2015 alle ore 16:04

Un momento della cerimonia

AVEZZANO - Le campane di 37 comuni hanno suonato contemporaneamente alle 7.52 in ricordo delle oltre 30 mila vittime a 100 anni dal sisma dell’11° grado della scala Mercalli che colpì la Marsica, ma anche il Reatino e il Frusinate, quel 13 gennaio del 1915.

In concomitanza con i rintocchi delle campane e la sirena del Comune di Avezzano, un gruppo di escursionisti del Cai ha acceso fumogeni tricolori sul Monte Velino a quota 2.486 metri e al Memorial del Monte Salviano, ad Avezzano, si è svolta una commossa cerimonia con le autorità, civili e religiose.

Altra tappa delle commemorazioni, la presentazione del francobollo e dell’annullo filatelico da parte di Poste Spa. Il francobollo è diviso in due: nella parte alta è raffigurata la chiesa di San Bartolomeo prima del terremoto, simbolo di Avezzano, mentre nella parte bassa, in grigio, vengono rappresentate le macerie della città.

A seguire c’è stato l’incontro delle istituzioni con gli studenti.

Tra le personalità, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, e il presidente del Comitato d’onore del centenario, Gianni Letta.

Alle 17 la messa solenne di commemorazione nella Cattedrale di Avezzano, presieduta dal vescovo delle diocesi dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, e concelebrata dagli Arcivescovi e dai Vescovi dell’Abruzzo e del Molise, di Ascoli Piceno, di Rieti, di Sora.

“MAI PIU’ COME NEL 1915 E NEL 2009”

Mai più 1915 e 2009: il centenario del sisma della Marsica che fece oltre 30 mila morti, e il terremoto dell’Aquila con 309 vittime “rappresentano una lezione per il presente e per il futuro”.

Questo quanto espresso dalle autorità alla commemorazione celebrata al Memorial alle pendici del monte Salviano ad Avezzano.

Celebrazioni che hanno aperto ufficialmente la commemorazione dei cento anni del sisma marsicano che colpì 37 comuni del territorio.

Tra i presenti il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, oltre ai sindaci della Marsica, e il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente.

“Il centenario - ha detto Letta - assume un grande significato per l’oggi e per il domani. Ritroviamo il nostro nome e il nostro impegno a preparare il futuro dei nostri figli. La memoria è la liturgia attraverso la quale la comunità ritrova la convivenza”.

Il sindaco di Avezzano, Di Pangrazio, ha sottolineato che “la Marsica seppe rialzarsi grazie al coraggio delle popolazioni locali e a uno sforzo collettivo che oggi ci appare in tutto il suo eroismo”.

Il presidente della Regione, D’Alfonso, ha sottolineato l’importanza di dire no “all’improvvisazione” e ha espresso l’auspicio che in Abruzzo “nasca una straordinaria capacità di protezione civile”.

ANCHE UN FRANCOBOLLO IN MEMORIA

Dopo aver partecipato alla commemorazione del centesimo anniversario del terremoto nella Marsica, la presidente di Poste Italiane, Luisa Todini, insieme alla vice presidente della Croce Rossa, Maria Teresa Letta, ha partecipato a un incontro pubblico in cui è stata sancita la donazione alla Cri (al prezzo simbolico di 1 euro), da parte di Poste Italiane, di un veicolo Fiat Ducato, precedentemente in dotazione dei servizi postali, che sarà ora utilizzato come ufficio mobile per le telecomunicazioni nelle attività di soccorso.

LE REAZIONI

LEGNINI, “IMPARARE LA LEZIONE DELLA PREVENZIONE”

“L’Italia deve imparare la lezione della prevenzione”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, nel corso di un evento nell’ambito delle commemorazioni dei 100 anni dal sisma della Marsica.

“La messa in sicurezza deve essere l’obiettivo primario dell’agire pubblico”, ha detto Legnini sottolineando che occorre “strutturare meglio il periodo che passa tra la risposta immediata e il dopo, la ricostruzione” evidenziando anche che “troppe volte sono presenti malaffare e corruttele”.

D’ALFONSO, “DA ESPERIENZA DI DOLORE NASCA GRANDE PROGETTO”

“Ricordare chiama in causa la memoria ma questo deve significare prendere come insegnamento quello che è già accaduto. Grande forza alla Marsica, grande solidarietà ai caduti e grande stretta di mano ai Comuni marsicani che oggi rivivono quella catastrofe. Il terremoto con il carico di dolore e di sangue è un’esperienza estrema ma non possiamo attendere che si verifichi il fatto distruttivo per capire, riflettere e costituirci in comunità”.

Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, questa mattina intervenendo alla cerimonia.

“Torniamo a 100 anni fa - ha proseguito il presidente - c’era un sistema Paese assolutamente impreparato a reagire alle catastrofi e in ragione di questa assenza, all’inizio, scattò una straordinaria capacità di solidarietà delle persone, delle famiglie dei piccoli e medi Comuni. Quello che è successo ha la forza di una grande lezione. Scattiamo una foto a quella data. Davanti alle catastrofi c’è bisogno di una legge che precisi cosa deve accadere affinché le istituzioni recuperino legittimazione”.

Per D’Alfonso “non può andare in onda l’improvvisazione. Oggi occorre precisare compiti, doveri, organizzazione. Dobbiamo rilevare anche come una Protezione civile moderna non chiama in causa solo i pubblici poteri ma anche la comunità, la società stessa - ha aggiunto - Con questo spirito coltivo l’impegno affinché l’Abruzzo si faccia riconoscere per la forza di realizzare una grande organizzazione di Protezione civile, perché, con i Comuni e con le esperienze associative, nasca una straordinaria capacità di protezione”.

Il presidente si è poi soffermato sull’aspetto della sicurezza. “Facciamo in modo - ha continuato - innanzitutto, che il territorio venga messo in sicurezza attraverso una legge che coinvolga ovviamente anche Ra regione. Inoltre, dobbiamo aiutare questa realtà a edificarsi come grande territorio, da qui abbiamo bisogno che si determini, alla luce di quell’esperienza di dolore e di solidarietà, un grande progetto”.

“Dalla memoria di quella esperienza nasca una grande ambizione progettuale quella di istituire una grande città territorio”, ha concluso il governatore.

PELINO: “PRIORITA’ A POLITICHE DI MESSA IN SICUREZZA”

La senatrice di Forza Italia Paola Pelino ha voluto ricordare questa mattina nell’aula del Senato le vittime della immane tragedia che esattamente cento anni fa colpì la Marsica con il drammatico evento sismico nel quale morirono più di trentamila persone.

Al termine della discussione sulla riforma della legge elettorale, la parlamentare azzurra è intervenuta con un messaggio di commemorazione e insieme di riflessione.

“Esattamente cento anni fa, la Marsica e l’intero Abruzzo furono colpiti al cuore da un evento tra i più catastrofici della storia - ha sottolineato la Pelino - palesando la vulnerabilità dell’uomo di fronte a stragi naturali che distruggono all’improvviso e in pochi istanti vite umane e interi territori, lasciando un senso di insicurezza e paura diffuse”.

“Anche alla luce del terribile terremoto che ha riguardato L’Aquila il 6 aprile del 2009 e tenendo ben presenti i rischi legati alla particolarità della nostra dorsale appeninica, occorre dare la priorità assoluta alle politiche di messa in sicurezza, della tutela ambientale e in generale a  tutte le misure necessarie a prevenire gli effetti drammatici di questi eventi”, ha concluso.

CIALENTE, “UN LIBRETTO DI CIRCOLAZIONE PER OGNI CASA”

Per ogni edificio “un libretto di circolazione che contenga un tagliando per la sicurezza antisismica e una piccola assicurazione a crescere per coprire una parte dei possibili problemi”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha lanciato una provocazione parlando a margine della prima giornata di commemorazioni dei 100 anni del sisma in Marsica.

“Il nostro è un Paese che - ha sottolineato Cialente - a cento anni dal sisma che fece oltre 30 mila morti ma soprattutto dopo i terremoti dell’Aquila e in Emilia, non ha ancora capito che va messo in sicurezza il patrimonio edilizio”.

VESPA: “L’AQUILA VIVE ANCHE SISMA DEI VIVI”

Siparietto tra Bruno Vespa e il presidente dell’Istituzione per la commemorazione del centenario del sisma della Marsica, Giovanbattista Pitoni in merito al campanilismo tra Avezzano e L’Aquila.

“A Parigi hanno sfilato quaranta Paesi - ha detto Vespa, aquilano, che ha presenziato all’annullo filatelico del francobollo per la Marsica - non è tempo di campanilismo”.

E a sancire l’unione tra i due territori è stata una stretta di mano tra i due. Poi su L’Aquila Vespa ha aggiunto: “Sta vivendo il terremoto dei vivi. Troppi vecchi che non torneranno nelle loro case e tanti bambini sradicati. Il timore, spero infondato, è che il centro storico ricostruito resti vuoto”.



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