di Alberto Orsini
L'AQUILA - Il silenzio assoluto, carico di dolore, delle migliaia di persone presenti in piazza Duomo è stato rotto solo dai 309 rintocchi delle campane della chiesa delle Anime Sante. Un rintocco per ogni persona a cui il terremoto, esattamente due anni fa, ha strappato la vita.
Si è conclusa così e con la successiva lettura dei nomi delle vittime la notte del ricordo di quel tragico 6 aprile 2009, quando la stessa piazza in cui oggi gli aquilani ricordano in silenzio i loro martiri fu un punto di ritrovo per molti di loro, scampati alle macerie delle loro case.
La giornata dedicata al dolore e al ricordo è iniziata con la fiaccolata, seguita da AbruzzoWeb con una diretta web, delle 18 mila persone che sono partite dalla Fontana luminosa per raggiungere iazza Duomo, attraversando i vicoli bui e feriti del centro storico della città, disabitato dal 6 aprile 2009.
Presenti alla fiaccolata, tra le altre autorità, Massimo Cialente, Gianni Chiodi e Franco Gabrielli.
"Molte morti sono accadute dove non dovevano accadere", ha commentato il sindaco dell'Aquila. Per il presidente della Regione "le differenze di vedute e le polemiche vanno messe da parte". Il capo della Protezione civile, invece, ha rivelato di sentirsi "nel cuore ancora prefetto dell'Aquila".
Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare dell'Aquila, si è detto commosso dalla "presenza di tanti giovani" mentre il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, ha sottolineato che "l'anno scorso ci fu più strumentalizzazione. Questo fa ben sperare verso la ricostruzione"
Presenti alla manifestazione anche i familiari delle vittime della Casa dello studente, che hanno sfilato sorreggendo uno striscione con le foto dei ragazzi morti e la scritta: "È triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa".
Il silenzio carico di dolore del corteo è stato rotto solo in un momento. Un cittadino ha infatti contestato il governatore Chiodi mentre il corteo percorreva via Strinella. Il presidente della Regione, impassibile, ha evitato di replicare.
Un gruppo di familiari delle vittime si è poi fermato per qualche minuto di raccoglimento davanti il sito del crollo di via Gabriele D'annunzio dove sono morte 17 persone. Il fiume di fiaccole è poi arrivato in piazza Duomo per la lettura dei nomi delle 309 vittime.
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IL PERCORSO
Viale Gran Sasso, piazza Battaglione Alpini (Fontana Luminosa), viale Malta, via Castello, via Tagliacozzo, via Strinella, via Girolamo da Vicenza (tratto compreso tra via Cecioni e il tunnel di Collemaggio), via Caldora, viale di Collemaggio, viale Crispi, via Iacobucci, viale Rendina, via XX Settembre
CIALENTE: "DOPO DUE ANNI PREVALE UN SENSO DI SFIDUCIA''
L'AQUILA - “L’anno scorso c’era molta più aspettativa. A distanza di due anni sento che tra la gente sta subentrando un senso di sfiducia. E questo significherebbe la morte della città”.
Lo ha affermato il sindaco Massimo Cialente ai microfoni del Tg3 in collegamento in diretta da piazza Duomo.
“Blocco completo della ricostruzione pesante - ha affermato - i soldi ci sono ma sono fermi da un anno e mezzo. La ricostruzione del tessuto socio economico non è ancora iniziata. L'anno scorso c'era tensione ma anche aspettativa, anche perché il governo era stato molto presente. Ora veniamo da un anno in cui si va avanti stancamente. Sentiamo di non essere più al centro dell’attenzione paese”.
Su quali siano le richieste al governo, il sindaco ha detto: “Avendo risolto da poco il problema relativo alla ricostruzione cosiddetta ‘pesante’, ora bisogna affrontare il tema del rilancio economico e produttivo, assolutamente necessario”.
GABRIELLI: ''IL PERCORSO E' DURO, SERVE MAGGIORE COESIONE''
L'AQUILA - "Ci sono momenti dedicati all'ufficialità ed altri, come quello di questa sera, che, invece, attengono alla dimensione personale".
Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, intervistato da TvUno, motivando la sua presenza a L'Aquila al fianco dei cittadini in occasione della fiaccolata del ricordo.
"È l'occasione anche - ha aggiunto Gabrielli - per salutare e riabbracciare tante persone a cui voglio bene".
"Certo - ha proseguito Gabrielli - non si può negare né quanto è stato fatto né quanto c'è ancora da fare, che è moltissimo, come ho sempre detto".
"L'auspicio - ha concluso l'ex prefetto - è che il percorso da fare venga affrontato con una maggiore coesione della comunità locale: in questa vicenda le divisioni e le incomprensioni sono le cose che maggiormente mi danno dispiacere".
(ha collaborato Giorgio Alessandri, dalla redazione Elisa Marulli)
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05 Aprile 2011 - 20:53 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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