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TERAMO: SINDACO A STUDENTI, ''DIVERSITA' E NORMALITA' NON ESISTONO, ESISTE SOLO SPECIALITA'''

Pubblicazione: 16 settembre 2019 alle ore 09:43

TERAMO - " La scuola ha istituzionalmente due compiti: trasmettere alle nuove generazioni la cultura e attrezzare i giovani perché siano in grado di svolgere la loro parte nella società. Perciò, essa non deve ridursi alla acquisizione di informazioni, nozioni e alla mera conoscenza; a tutto ciò, che pure è fondamentale, va unita la preparazione a vivere nella realtà. Sto parlando di educazione. E in questa parola c’è tutto il senso e il metodo del cammino, dell’avventura nella scuola: tenere alla vita, alle proprie domande, ai propri desideri, e così scoprire che si ha un posto nel mondo.  Ma non confondete la strada e la meta, lo strumento e lo scopo.".

È uno dei passaggi del messaggio che il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, ha inviato a tutti gli studenti in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico.

"Nella scoperta dell’altro non cercate mai il diverso perché la diversità e la normalità non esistono, esiste solo la straordinaria specialità che ciascuno di voi, nessuno escluso, porta con sé perché sia donata reciprocamente nella miracolosa scoperta del vivere insieme.  E, così, invito tutti voi ad affrontare l’anno che comincia sempre con il sorriso, ricordando che nulla è più appagante del crescere insieme, del camminare nella bellezza e nella risposta alla fame di vita", ha aggiunto il primo cittadino

Un augurio anche alle famiglie: "non si limitino a mandare i figli a scuola ma giorno dopo giorno costruiscano in loro la consapevolezza che a scuola si va per prepararsi alla vita. Siate presenti senza essere ingombranti; vicini senza essere invadenti; autorevoli senza essere autoritari", ha scritto ancora D'Alberto.

IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI TERAMO

Ricomincia per tutti, oggi, l’anno scolastico. Buon inizio a tutti voi: insegnanti, studenti, personale amministrativo e ausiliario.  La scuola ha istituzionalmente due compiti: trasmettere alle nuove generazioni la cultura e attrezzare i giovani perché siano in grado di svolgere la loro parte nella società. Perciò, essa non deve ridursi alla acquisizione di informazioni, nozioni e alla mera conoscenza; a tutto ciò, che pure è fondamentale, va unita la preparazione a vivere nella realtà. Sto parlando di educazione. E in questa parola c’è tutto il senso e il metodo del cammino, dell’avventura nella scuola: tenere alla vita, alle proprie domande, ai propri desideri, e così scoprire che si ha un posto nel mondo. 

Ma non confondete la strada e la meta, lo strumento e lo scopo. Per dirla in modo semplice, bisogna ricordarsi che lo scopo dell’educazione è la felicità; e la scuola, l’istruzione, la preparazione professionale ne sono lo strumento, la strada. La scuola, cioè l’impegno cui siete quotidianamente chiamati, è la culla delle vostre attese, il luogo dove la scintilla che avete nel cuore e nella testa deve trovare piena luce; ed è l’officina della società. Gli insegnanti sono il motore di tutto questo. Noi siamo al loro fianco, pronti a rispondere alle loro attese; li invito a coltivare il merito e stimolare con tenacia coloro che hanno bisogno d’aiuto. Il compito educativo è una meravigliosa avventura, che risponde a ciò che il cuore dell’uomo desidera di più: apprendere. Credo che sia proprio questo desiderio e il riconoscerne la bellezza, al di là di tutte le difficoltà che ci sono, che dia il senso vero e profondo della vostra missione. Noi amministratori intendiamo sostenere questo  impegno, lavorando per costruire luoghi sempre più adeguati, sicuri, belli, funzionali. 

Su questo, semplicemente, noi, come tutte le altre istituzioni della Repubblica, dobbiamo solo chiedere scusa e recuperare in fretta e con determinazione il terreno perso.  Un augurio anche alle famiglie: non si limitino a mandare i figli a scuola ma giorno dopo giorno costruiscano in loro la consapevolezza che a scuola si va per prepararsi alla vita. Siate presenti senza essere ingombranti; vicini senza essere invadenti; autorevoli senza essere autoritari.  Infine, gli studenti: vi sollecito a mettere negli studi un supplemento d’animo in più, coltivando la serietà, la precisione, l’onestà, la puntualità, il comportamento rispettoso, il dovere, fare lezione. E che la scuola sia formatrice di senso critico. Ciò cui siete chiamati è la bellezza. “Siate affamati” diceva Steve Jobs; ecco è così: vivete i vostri anni e il vostro compito, consapevoli che sedete tra i banchi per diventare ciò che siete, per trovare la risposta ai vostri più radicati sogni.

Non permettete che tutto scivoli via nella banalità.   Ma soprattutto, cari ragazzi, interessatevi, sempre, a ciò che vi circonda. Siate costantemente curiosi, vivete ogni giorno come una scoperta e ogni scoperta come un dono, individuale e collettivo. Pretendete sempre la libertà di essere voi stessi, ma non dimenticate mai il dovere del rispetto. Il rispetto per i vostri insegnanti che, qualsiasi cosa dicano o facciano, sono e saranno sempre dalla vostra parte;  il rispetto per gli spazi e per i luoghi delle vostre scuole: sono vostri come di tutti, rendeteli ogni giorno più belli; ma soprattutto il rispetto per i vostri compagni e per i vostri amici, sono la forza che vi consentirà di crescere insieme, di non sentirvi mai soli. Ricordando il motto di Don Lorenzo Milani, "I care",  abbiate a cuore la gioia degli altri, tendete la mano a chi è più in difficoltà perché nessuno resti indietro e solo. Nella scoperta dell’altro non cercate mai il diverso perché la diversità e la normalità non esistono, esiste solo la straordinaria specialità che ciascuno di voi, nessuno escluso, porta con sé perché sia donata reciprocamente nella miracolosa scoperta del vivere insieme.  E, così, invito tutti voi ad affrontare l’anno che comincia sempre con il sorriso, ricordando che nulla è più appagante del crescere insieme, del camminare nella bellezza e nella risposta alla fame di vita.



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