DI PARDO: ''ABBATTERE MURO PREGIUDIZIO VERSO SPORT DA COMBARRIMENTO''.
IL CAMPIONE ZANNETTI: ''NON E' VERO CHE NON SONO ADATTI ALLE DONNE''

TENTATO STUPRO L'AQUILA: MAESTRO DI KICK, ''IL CONTRATTACCO SUL RING COME NELLA VITA''

Pubblicazione: 04 ottobre 2018 alle ore 09:01

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L’AQUILA - Difesa da strangolamento, liberazione da prese al corpo, ma soprattutto un contrattacco efficace in caso di pericolo, a prescindere dalla grandezza o dalla forza di un ipotetico aggressore, perché “la debolezza spesso è solo una condizione mentale e con la tecnica e l’allenamento si può acquisire consapevolezza, determinazione e imparare a contrattaccare, sul ring come nella vita”. 

Anche se il nome può trarre in inganno, i cosiddetti “sport da combattimento” e le arti marziali in genere, nascono come discipline che insegnano il rispetto per l’avversario e come difendersi in situazioni di emergenza.

Dopo il caso del tentato stupro all’Aquila da parte di Aman Kedir, eritreo di 28 anni, rifugiato politico arrestato lunedì mattina con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza aquilana, atleta di Kickboxing, che sarebbe  riuscita ad evitare la violenza sferrando un colpo contro il suo aggressore e rompendogli il naso, si sono riaccesi i riflettori su tutti quegli sport considerati da sempre “troppo violenti”.

Eppure la giovane si è difesa, riuscendo a sottrarsi al violentatore, nella notte tra sabato e domenica, nei giardinetti tra viale Ovidio e viale Gran Sasso, proprio grazie a quelle tecniche di contrattacco apprese sul ring, tanto che molte giovani, proprio in questi giorni, hanno mostrato curiosità, chiedendo informazioni sui corsi delle varie palestre cittadine.

“Dopo l’uscita di questo particolare sui quotidiani, alcune ragazze ci hanno contattato per avere informazioni sui corsi - spiega ad AbruzzoWeb il maestro di Kickboxing, di origine pugliese, ma aquilano di adozione, Francesco Di Pardo del World Gym Center di Sassa - Il fatto che grazie ad un colpo una donna sia riuscita ad evitare una violenza ha destato quasi stupore nella comunità, ma ogni ragazza può imparare a difendersi, non è un evento raro, basta sapere come fare”.

Il maestro Di Pardo, che vanta partecipazioni a gare nazionali ed internazionali, sottolinea che “non stiamo parlando di uno sport per ‘offendere’, ma per contrattaccare, è solo un dettaglio, una parola, ma cambia il senso e lo spirito stesso della Kickboxing”.

La Kick è un insieme di altre discipline, come Pugilato, Muay thai, Boxe e arti marziali in generale, per questo viene considerato uno degli sport più completi, insieme all’Mma (mixed martial arts), per difendersi e contrattaccare.

Secondo il maestro, alla base della mala informazione su questi sport, “che sono un’eccellente soluzione per chi vuole imparare a difendersi, c’è un enorme muro di pregiudizio, negli anni spesso sono stati demonizzati tutti gli sport da contatto pieno perché considerati troppo violenti, soprattutto per le donne e i bambini, ma non è assolutamente così e il caso del tentato stupro lo dimostra. Bisogna abbattere questo muro e provare ad andare in palestra, a salire sul ring, aprirsi e conoscere davvero la Kick o altri sport simili, perché solo così si potrà prendere coscienza di cosa sono e soprattutto di cosa insegnano”, aggiunge Di Pardo.

“Abbiamo 7 ragazze che si allenano con noi, tanto che dopo la notizia del tentato stupro ho ricevuto molte chiamate da parte di gente che voleva sapere se conoscevo la vittima, ovviamente non sappiamo chi si sia, ma voglio lanciare un messaggio a tutte le ragazze: la debolezza è solo mentale, se si prende coscienza del proprio corpo e del proprio spirito, ci si sente più forti, questo è il primo passo fondamentale, poi le tecniche si apprendono e si fanno proprie con l’allenamento. Durante un’aggressione, ci tengo a precisarlo, è importante mettere a terra l’aggressore, ma poi bisogna scappare e mettersi al sicuro, sempre!”, conclude il maestro.

Sulla stessa linea di pensiero anche il 25enne aquilano Marco Zannetti, dell’Eagle fight team che si allena all’interno della Sporting Center, campione in varie discipline come l’Mma e il Brazilian jiu jitsu (Bjj).

“Le arti marziali e tutti gli sport a contatto sono ottimi per una crescita fisica, mentale e per prendere coscienza delle proprie possibilità, soprattutto per le donne che spesso si sentono deboli rispetto agli uomini, non è così, possono essere meno forti, possono avere meno muscoli, ma la debolezza è solo una condizione mentale, imparare a governare le proprie capacità e affinare la tecnica, aiuta a non sentirsi insicuri di fronte a nulla e saper reagire, appunto, in ogni situazione”, spiega Zannetti, conosciuto come “Zanna”.

“Il tentato stupro dovrebbe farci riflettere, viviamo in una società che ancora vede questi sport come ‘violenti’, ‘non adatti alle donne e ai bambini’, ecco è esattamente il contrario, sono discipline che insegnano dei valori, primo tra tutti il rispetto per il nostro compagno o l’avversario e dalle quali si apprendono tecniche di autodifesa che magari non utilizzeremo mai nella nostra vita, o magari possono salvarci da una situazione orribile, come il caso dell’Aquila”, sottolinea il giovane campione. 

Entrambi, infine, augurano alla giovane vittima dell’aggressione “di poter superare il prima possibile questo evento così traumatico”.



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