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DOPO SEDUTA CONSIGLIO DESERTA, PRIMO CITTADINO GETTA LA SPUGNA, CENTRODESTRA IN TILT PER RIMPASTO GIUNTA; OPPOSIZIONI, ''UNA FARSA, E' INDECENTE GUERRA TRA BANDE''; SOTTOSEGRETARIO CRIMI, ''SOLDI IN ARRIVO''

NIENTE FONDI TERREMOTO E CRISI COI PARTITI, BIONDI SI DIMETTE DA SINDACO DELL'AQUILA

Pubblicazione: 14 marzo 2019 alle ore 18:06

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L'AQUILA - Il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi si è dimesso, una scelta arrivata al termine di quarantott'ore di tensioni, sia per la crisi della maggioranza sia per la mancanza di risposte da parte del sottosegretario alla Ricostruzione, Vito Crimi, incontrato ieri a Roma e dal quale ci si aspettava il via libera allo stanziamento statale che ogni anno ripiana il mega buco nel bilancio comunale da circa 12 milioni di euro, dovuto alle mancate entrate e alle maggiori spese causate dal terremoto.

L'annuncio durante una conferenza stampa convocata in fretta e furia nel pomeriggio nella sede municipale di Palazzo Fibbioni, in cui il primo cittadino ha fatto appello anche al senso di responsabilità dei partiti, soprattutto la Lega che proprio ieri con il deputato Luigi D'Eramo gli aveva intimato di convocare la coalizione per la ricomposizione dell'esecutivo, "decapitato" dopo le defenestrazioni, nei mesi scorsi, degli assessori Sabrina Di Cosimo e Anna Lisa Di Stefano, e le dimissioni di Guido Liris ed Emanuele Imprudente eletti alla Regione.

Non si sono fatte attendere le reazioni delle opposzioni che parlano di una "farsa", di una "vergognosa lotta per il potere e le poltrone che dilania il centrodestra, sulla pelle della città", ''indecente guerra tra bande", per di più a ridosso del decennale del sisma del 6 aprile 2009. E "consigliano" a Biondi "di andarsene per davvero".

A fine giornata è arrivata anche la nota del sottosegretario Crimi: "Accolgo con dispiacere la notizia delle dimissioni del sindaco de L'Aquila, Pierluigi Biondi. Ma lo invito a non scaricare sul governo responsabilità che non ci appartengono. Proprio ieri ho personalmente garantito che la prossima settimana sarà varato il decreto sisma, il quale prevede un finanziamento di 10 milioni di euro a copertura delle minori entrate del comune aquilano. Spero che la scelta del sindaco non sia una scusa per nascondere i problemi di maggioranza interna all'amministrazione locale". 

"Non c'è mancanza di fiducia nei confronti di Crimi o del sottosegretario Gianluca Vacca che lo ha sempre accompagnato, ma fino ad oggi alle promesse non sono seguiti i fatti", ha comunque chiarito Biondi, apparso come un uomo solo, per la prima volta dopo le varie fasi che lo hanno invece visto come un forte punto di riferimento, fino alle ultime regionali dove è riuscito a imporre il candidato governatore, Marco Marsilio, e a portarlo alla vittoria, portando il suo partito, Fratelli d'Italia, ai massimi storici.

"C'è bisogno di un sindaco nelle pienezze delle proprie funzioni e di un Consiglio comunale che sappia supportare e quando serve anche correggere senza pregiudizi e giochi di posizionamento che seppur facenti parte della dialettica politica e utilizzabili come elemento di rappresentazione delle istanze - ha affermato Biondi - generano cattive interpretazioni nella cittadinanza, che vive ancora moltissimi problemi alcuni anche per le inadempienze della politica locale ma non solo e vorrebbe uno stile e una sobrietà istituzionale diversa, lezione che riguarda innanzitutto il sottoscritto".

"È necessario - ha aggiunto durante la conferenza stampa in cui ha tracciato anche il bilancio di un anno e mezzo di mandato - garantire sopravvivenza al Comune dell'Aquila in modo dignitoso e oggi senza fondi da parte dello Stato non siamo in grado di mantenere i servizi, non sono disposto né a mettere le mani nelle tasche di imprese e cittadini, né a fare l'esattore per conto terzi, voglio che questa comunità sia rispettata a qualsiasi livello, dall'alto e dal basso".

"Se non arrivano i fondi per il riequilibrio del bilancio, io che presento le firme delle mie dimissioni materialmente appena esco da qui, farò fare questo lavoro a un commissario, non farò come Cialente, non farò fare passerelle come con Zanda, non aspetterò tre ore prima delle scadenze, non aumenterò le tasse", ha affermato il sindaco dimissionario.

Nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni tra gli altri Raffaele Daniele, la cui nomina a vice sindaco, arrivata proprio ieri, era stata spiegata da Biondi con argomentazioni apparse meno comprensibili di quanto lo siano oggi: spetterà all'avvocato dell'Udc, ora adempiere alle "questioni normative" imprescindibili e seguire la "delicatissima fase che la nostra città si appresta a vivere nei prossimi giorni", come ha scritto ieri il sindaco. Almeno fino al 2 aprile, quando scadranno i termini per il ritiro delle dimissioni, che in molti danno già per scontato.

"Ieri ho avuto l'ennesimo incontro con il sottosegretario Crimi al quale ho chiesto conto di una serie di cose, la più importante delle quali è il riequilibrio dei conti del Comune - ha continuato Biondi - ma la rassicurazione c'è stata per soli 10 milioni. A differenza dei Comuni del cratere per i quali le somme sono già inserite in legge di bilancio, per il Comune dell'Aquila per una serie di alchimie e stravaganze parlamentari questo non è accaduto".

Il sindaco dimissionario ha puntato l'indice anche contro l'impasse sulla questione della restituzione delle tasse sospese nel post-terremoto che l'Unione europea chiede di restituire alle imprese: oltre cento milioni di euro per circa 300 tra aziende e professionisti.

"Se non si interviene rapidamente e prima che l'Europa avvii la procedura d'infrazione multando l'Italia, bisogna trovare la soluzione altrimenti decine di aziende si troveranno a dover restituire tutta la quota di beneficio eccedente i 200 mila euro del de minimis - ha ricordato - . Una partita sulla quale chi mi ha preceduto ha dormito sonni beati, con la decisione che neanche è stata impugnata presso la Corte Europea".

"Il dato locale, non meno importante", ha chiosato Biondi, "è che la città merita di essere amministrata con senso del dovere e sensibilità che si deve a una città ferita, in cui è in corso un percorso di rinnovamento che sapevamo essere complesso, che doveva disincrostare rispetto a quanto trovato qua dentro. Credo che questa attività non debba essere interrotta, e le ambizioni dei singoli e dei partiti non possano eccedere arrivando al punto dell'autoreferenzialità".

In prima fila, durante la conferenza stampa, anche il consigliere di minoranza Angelo Mancini e, in sala, l'assessore Carla Mannetti, il consigliere di Benvenuto Presente (la lista civica del sindaco) Daniele D'Angelo, l'amministratore unico del Sed Luciano Bontempo, e la vice presidente del Tsa Rita Centofanti, amica personale di Biondi e "regista" delle campagne elettorali.

LA DIRETTA DELLA CONFERENZA STAMPA



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