• Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

TEATRO: A SCUOLA DAL 'MATTATORE' MILO VALLONE
''GASSMAN E FOA' I MIEI MAESTRI, UNA FORTUNA''

Pubblicazione: 10 gennaio 2014 alle ore 10:31

Milo Vallone
di

PESCARA - Molti sono gli artisti che, innamorati del teatro, acquisiscono una solida formazione presso Il Cantiere Teatrale Adriatico, una sala teatrale nel cuore della città di Pescara, la stessa che ha dato anche i natali a Milo Vallone, attore e regista che ha creato questa scuola di formazione per trasformare il sogno di molti aspiranti attori in realtà.

"Bisogna seguire i propri sogni sempre, ma con intelligenza", questo il motto di Vallone, artista che non ha mai abbandonato la sua grande passione per il teatro. Una passione nata per caso, nell'intimità della propria casa, da bambino, guardando i cartoni animati in televisione.

Molti dei giovani che si sono fatti le ossa nella scuola di Vallone, via via sono stati inseriti nel mondo del teatro e oggi hanno la fortuna di occuparsi di una passione diventata un vero e proprio lavoro, riuscendo a inserirsi in produzioni di spettacoli, recital, videoclip, cortometraggi.

Tutto questo grazie all'incontro umano e professionale dei singoli partecipanti che costruiscono nell'intimità del proprio io dei nuovi personaggi capaci di suscitare nel pubblico, vero giudice, che applaude delle emozioni, dei sentimenti, di far rivivere dei ricordi attraverso gesti, parole, musiche di sottofondo.

Vallone, con spontaneità sottolinea che è importante non perdere di vista le proprie passioni spiegando il segreto del suo successo, fatto di studio, perseveranza e fortunati incontri come quelli con  Foà e Gassman, ma ammette che bisogna anche fare i conti con il caso che a volte non è gentile con le persone: se non si riesce in ciò che si ama, a malincuore bisogna avere la forza di cambiare strada.

Questa sera Vallone debutterà al teatro Millelire di Roma con il nuovo testo Serenamente.

Vallone, quando ha scoperto che il teatro era la sua vera, grande passione?

Mi viene subito in mente il primo ‘avviso’ durante la mia infanzia, quando mio padre si divertiva la domenica mattina a far scrivere a noi piccoli della famiglia delle sceneggiature che poi mettevamo su pellicola. Mentre crescevo, poi, sono stato rapito dalla figura di un cartone animato molto celebre in quegli anni, Candy, Candy, in particolare dal personaggio di Terence in cui m'identificavo. Durante le scuole superiori invece venivo considerato il vero cialtrone della classe. Spinto dall'entusiasmo, anche dei miei amici, qualche anno fa ho deciso di iscrivermi a scuola di recitazione. Lì realizzai: il teatro sarebbe stata la mia vita.

Qual è stato dunque il primo vero passo nella sua formazione che poi l'ha portata ad avere una carriera fortunata?

È accaduto tra i 15 e i 18 anni. Sono stato per circa tre anni in una piccola scuola di recitazione di Pescara che purtroppo non c’è più, ma ha sfornato molti talenti qui, si chiamava Il Gruppo Quattro, gestito dalla gloriosa Anna Maria Tiberio alla quale devo riconoscenza. Per me quella scuola è stata una vera palestra, malgrado la giovane età dopo i corsi andavamo subito in scena con spettacoli al Teatro 'Massimo', al 'Circus'. La sera c'era un pubblico di adulti, la mattina invece c'erano anche le scuole a seguirci.

Da abruzzese, crede che le sue origini abbiano avuto influenze sulla sua carriera?

Sicuramente. Io credo che noi abruzzesi siamo figli di un Dio minore, ci sono delle regioni che fanno fatica ad imporre ed esportare i propri talenti, siamo in un certo senso schiacciati da presenze che ci fanno diventare pigri, nel nostro caso la vicinanza con Roma è un'ombra per noi, crediamo quasi di non avere speranze. Questo aspetto varia da caso a caso, io non posso lamentarmi perché ho scelto di studiare qui a Pescara, però il mio mestiere mi porta ad andare anche fuori. Purtroppo il momento di crisi che stiamo vivendo rende difficile la professione, non è semplice creare un prodotto ed esportarlo fuori dai propri confini.

A proposito di crisi: il momento storico che stiamo vivendo sicuramente scoraggia chi ha delle passioni forti come quella per il teatro. A un giovane intenzionato a portare avanti la carriera  teatrale, lei cosa consiglierebbe?

I sogni vanno sempre seguiti, è un diritto ma anche un dovere, parto da questo presupposto. È un modo per rispettare se stessi, non ci si può arrendere di fronte alle difficoltà. Certo è che il sogno va seguito con sguardo realistico nei confronti della realtà, per non renderlo un'utopia. Scindo sempre la virtù della perseveranza dal maleficio dell'ostinazione, concetti simili ma differenti nella sostanza, bisogna perseverare ma se a un certo punto la realtà invita a non continuare per seri motivi, bisogna fermarsi. Oltre alla bravura nell'andare avanti con i propri sogni ci vuole anche tanta fortuna, se talento e fortuna si danno appuntamento il sogno si realizza, altrimenti ci sono tante cose belle. Insomma, si può cambiare strada.

Però lei con i suoi laboratori teatrali invita chi ha la passione per il teatro ad andare avanti o almeno a provare.

Sì, è esatto. Da dieci anni è così con Il Cantiere Teatrale Adriatico. Organizziamo dei corsi abbastanza completi, ci sono diversi insegnanti che si occupano delle varie discipline, dizione, canto, training, tutte materie che servono a formare un attore. Il cantiere è il luogo del fare, noi facciamo teatro, siamo degli artigiani.

Ha lavorato con molti artisti durante la sua carriera, ma ce n'è qualcuno che in particolare ha lasciato un segno nella sua vita o addirittura l'ha aiutata a migliorarsi?

Si, diverse figure. In particolare, uno è un maestro con cui ho avuto il privilegio di lavorare ed è Arnoldo Foà, oggi 95enne, ancora attivo, uno dei più grandi attori italiani di sempre, capace di riuscire a stravolgere delle concezioni o meglio delle convinzioni che io avevo sul teatro, mettendo tutte le mie conoscenze in discussione. Un altro è il grande Vittorio Gassman, che ha ricoperto tutti i ruoli dell'arte teatrale, non solo recitazione, ed ha migliorato sul piano metafisico il mio modo di fare teatro. È riuscito a portare il teatro anche nei ruoli più periferici, dove la gente non si poteva permettere il biglietto per lo spettacolo.

Lei non ha lavorato solo come attore ma anche come regista. Perché questo passaggio?

L’ho fatto soprattutto negli ultimi anni. Prima di farlo, ho dovuto guadagnare delle conoscenze tecniche appropriate sulla cinepresa e considerarmi maturo. Gli ultimi lavori che ho portato in scena sono una commistione tra cinema e teatro, per me è stato un modo per far convivere la “moglie con l'amante” come dico sempre, essendo due realtà che amo molto non ho potuto farne a meno.

In merito alla cinepresa, viene subito in mente il prodotto del tutto made in Abruzzo dal titolo Anno Zero.

Il mio primo esperimento, ma al contrario: mentre nei miei spettacoli il teatro ospita il cinema, per questa produzione il cinema ha ospitato il teatro. L'ho girato su elementi fotografici che volevo venissero fuori, ma, soprattutto, volevo che la pienezza della recitazione teatrale ci fosse ma in minor misura. Mi piaceva molto l'idea della rappresentazione.

Attualmente a cosa sta lavorando, oltre ai corsi nel Cantiere?

Sono molto impegnato come autore, ho investito molti anni prima di iniziare a farlo. Questa sera sarò in debutto a Roma con Serenamente, un atto unico, insieme a Marika Cotognini, un'attrice con la quale sto lavorando parecchio negli ultimi tempi, anche lei abruzzese come me, è di Sulmona, in provincia dell’Aquila. È un testo che esplora la realtà che c'è fra verità e menzogna. Poi riprenderò uno spettacolo che è andato in scena l’estate scorsa allo 'Spoltore Ensemble', Il Sogno di Cabiria. In più non mancano molti altri  progetti per l'estate 2014, sui quali lavorerò nei prossimi mesi.

Per informazioni sui corsi di Milo Vallone è possibile chiamare la scuola al numero 085/4549249 o mandare una mail all'indirizzo [email protected]

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui