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NUOVO RINVIO RESTITUZIONE CHE INTERESSA 200 AZIENDE PER 120 MLN DI EURO: ANNUNCIO PEZZOPANE, 'TEMPO PREZIOSO PER CHIUDERE VICENDA CON COMMISSIONE EUROPEA'; SINDACO BIONDI, 'MINIMO SINDACALE, MA BUONA NOTIZIA'

TASSE POST-SISMA L'AQUILA: ''NELLA LEGGE
DI BILANCIO, PROROGA DI ALTRI SEI MESI''

Pubblicazione: 06 dicembre 2019 alle ore 15:15

L'AQUILA - Altri sei mesi di proroga, ristto alla scadenza del 31 dicembre per la restituzione delle tasse ridotte sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 considerati dalla Commissione europea un aiuto di Stato. Una partita che riguarda 200 le aziende che rischiano di dover restituire quasi 130 milioni di euro, tra tasse arretrate e interessi di mora. Un migliaio, invece, i posti di lavoro a rischio".

Questi prevederà l'emendamento che sarà inserito in finanziaria. Ad annunciarlo la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane.

Fiducioso il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d'Italia, che però lo considera il "minimo sindacale".

“Il governo ha fatto propria la proposta che avevo suggerito con un ordine del giorno approvato dalla Camera nel decreto sisma - spiega Pezzopane - e la inserisce nell’elenco proroghe nella legge di bilancio. Sei mesi di proroga per favorire le conclusioni della soluzione definitiva, questa è la proposta che il governo inserisce nella legge di bilancio in discussione al Senato e poi alla Camera".

"La proroga è assolutamente necessaria per favorire il concludersi delle trattative in corso per definire la soluzione finale al problema delle tasse sospese nel 2009 e da restituire. La nuova Commissione europea si è insediata nei primi giorni di novembre ed il Governo italiano ha avviato una serrata trattativa seguita direttamente dal Ministro per gli affari europei, Vincenzo Amendola, e dal suo capo di gabinetto Lucentini. Trattative a cui stanno collaborando con impegno rappresentanti delle categorie produttive ed istituzioni che voglio anche in questa circostanza ringraziare. La questione tasse sospese e da restituire, è un tema complesso e delicato che si trascina da tempo e che deve assolutamente essere chiuso. Stiamo soffrendo una grave ingiustizia che va superata assolutamente”.

Nel 2011 la legge di bilancio abbassò al 40% la percentuale delle tasse sospese e da restituire all’indomani del sisma. La decisione non fu comunicata alla Commissione europea che ha considerato quel provvedimento un aiuto di Stato. Di conseguenza è partita la procedura di infrazione europea con richiesta alle aziende di restituzione del 100% delle tasse sospese, e questo dopo 10 anni.

"Dobbiamo far comprendere in tutti i modi che aiuti di Stato non furono e che la trattativa deve concludersi positivamente per le imprese. Con la proroga di sei mesi, mi auguro proprio che si possa chiudere in positivo. Nel decreto sisma sono stata io stessa a presentare come relatrice un emendamento riguardante il sisma del centro Italia. Anche lì abbiamo con questo decreto abbassato a 40% le somme da restituire tra 10 anni, ma ho immediatamente fatto approvare un emendamento che stabilisce la quota di de minimis entro cui si applica la deroga, in maniera da evitare alle aziende del Centro Italia lo stesso tormento che è toccato alle aziende aquilane. Se lo avessero fatto anche 10 anni fa, non staremmo in questa situazione kafkiana e pericolosa per le nostre aziende per i lavoratori delle stesse. Una proroga necessaria, con l’ambizione di chiudere la vicenda definitivamente”. 

Biondi a sua volta afferma che se "in legge di bilancio sarà confermata con una norma specifica la proroga di sei mesi dei termini per la presentazione, da parte delle aziende coinvolte, della documentazione per la restituzione di tributi e imposte sospese dopo il sisma 2009 allo Stato Italiano su richiesta dell'Europa sarebbe una buona notizia ma, al contempo, il minimo che ci si potesse aspettare".

"Spero vivamente che questo lasso di tempo venga utilizzato da parte del governo per confrontarsi con gli uffici di Bruxelles e individuare una soluzione definitiva che consenta a centinaia di imprese, e quindi di padri e madri di famiglia, di tirare finalmente un sospiro di sollievo. - spiega il sindaco - La questione tasse, peraltro, non sarà l'unica che dovrà essere affrontata con urgenza dall'esecutivo nazionale. Nel 2020 termineranno gli stanziamenti della tabella E della legge di stabilità 2015 ed è assolutamente necessario individuare nuove risorse per finanziare il completamento del processo di ricostruzione in atto che, altrimenti, rischierebbe una dolorosa e ingiustificata battuta d'arresto".



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