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ALLARME COMMERCIALISTI: ''NON C'E TRACCIA DI PROROGA DEI PAGAMENTI''
MELONI AL CORTEO, ''BRUXELLES NON PUO' UCCIDERE COMUNITA''';
PORTAVOCE UE, ''RESTITUIRE SOLO COMPENSAZIONI INGIUSTIFICATE''

TASSE L'AQUILA: IN MIGLIAIA IN PIAZZA,
''REDUCI DAL SISMA, VITTIME DELLO STATO''

Pubblicazione: 16 aprile 2018 alle ore 10:52

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L'AQUILA -  La città e il territorio sono scesi in piazza in migliaia - 2.500 secondo le forze dell'ordine, quasi il doppio in base agli organizzatori - per dire no alla restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma richiesta dalla Commissione europea che considera le somme milionarie aiuti di Stato: questa mattina, all'Aquila, manifestazione di protesta promossa dalla Regione e dal Comune alla quale hanno aderito forze sociali, produttive, amministratori, parlamentari e che AbruzzoWeb ha seguito in diretta video.

Come un fulmine a cile sereno, in giornata è scoppiata però una nuova emergenza: numerosi imprenditori e alcuni commercialisti denunciano infatti la mancata pubblicazione del provvedimento deciso dalla presidenza del consiglio dei Ministri con cui sono stati prorogati per 120 giorni i termini legati alla efficacia delle cartelle esattoriali.

Ragione per la quale si è fatto largo l'allarme in riferimento alla scadenza delle intimazioni di pagamento pervenute agli operatori economici: infatti, se facessero fede le cartelle esattoriali notificate nelle scorse settimane, i 30 giorni per presentare le perizie dei danni subiti nel corso del sisma scadrebbero tra il 22 e il 28 aprile prossimi.

Al termine del corteo, un portavoce della Commissione Ue ha spiegato all'Ansa che solo le compensazioni fiscali ingiustificate - ovvero quelle ricevute da imprese che non avevano attività economiche ma solo la sede legale sul territorio o che hanno ricevuto di più rispetto ai danni subiti - sono quelle che devono essere restituite. E queste riguardano esclusivamente il sisma del 2009.

Il portavoce ha ricordato che qualche settimana fa la stessa Bruxelles ha dato l'ok allo schema di aiuti da 44 milioni di euro per il 2018-2020 per i terremoti del 2016-2017. Il caso risale a una decisione del 2015, quando la Commissione ha trovato che l'insieme delle misure italiane prese tra il 2002 e il 2011 per le agevolazioni fiscali alle imprese vittime delle catastrofi naturali "non erano ben mirate" in quanto "non richiedevano in alcun modo di dimostrare di aver subito danni".

"Il risultato", sottolinea il portavoce, "è che alcune imprese hanno ricevuto compensazioni senza aver sofferto danni, e altre ne hanno ricevute di più del valore dei danni". In mattinata  la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative, ha approvato facendola propria, la risoluzione del Consiglio regionale dell’Abruzzo sulla restituzione delle tasse sospese per il sisma aquilano. La riunione Plenaria che si è tenuta a Roma, su invito del presidente Giuseppe Di Pangrazio, ha riconosciuto l’importanza del documento votato all’unanimità dal Consiglio regionale abruzzese, adottandolo come posizione dell’intera Conferenza.

LA DIRETTA DI ABRUZZOWEB

IL CORTEO

Uno striscione con la scritta "No al terremoto fiscale" e un camion con un cartello: "È incomprensibile. Reduci dal terremoto, vittime dello Stato".

Con questi slogan sono partiti in corteo all'Aquila migliaia di cittadini, imprenditori, commercianti e studenti, con politici e amministratori, nella manifestazione organizzata da Comune dell'Aquila e Regione Abruzzo per dire no alla restituzione delle tasse, sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma del 2009, richiesta dalla Commissione Europea che considera le somme aiuti di Stato.

Hanno partecipato 2.500 persone, secondo una prima stima delle forze dell'ordine, quasi il doppio secondo gli organizzatori.

Chiuse le saracinesche dei negozi. Ad aprire il corteo sono stati i gonfaloni di Comune e Provincia, con due moto della Polizia Municipale. 

Sono circa 350 le imprese e le partite Iva a cui sono state notificate cartelle esattoriali per un complessivi oltre 100 milioni di euro a cui vanno aggiunte sanzioni e interessi.

La comunità aquilana ha confermato la mobilitazione nonostante la proroga di 120 giorni dell'efficacia delle cartelle esattoriali stabilita con un provvedimento dal governo uscente. È stata confermata anche la opposizione al Tar contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somne nominato dalla presidenza del consiglio che si discuterà il 18 aprile.

A mobilitarsi anche tanti cittadini e studenti che hanno avvertito, a nove anni dal terremoto del 6 aprile 2009, il momento decisivo per un territorio che cerca il riancio tra difficoltà e ritardi; unanime da questo punto di vista la considerazione che il pagamento delle tasse sospese causerebbe il fallimento di molte imprese e la pedita di centinaia di posti di lavoro.

Il corteo è partito alle 10,30 dalla Fontana luminosa, si è snodato tra le vie del centro storico, lungo Corso Vittorio Emanuele e Corso Federico II per concludersi alla Villa comunale dove è stata allestita una postazione da cui i rappresentanti delle istituzioni terranno i loro interventi. 

Le migliaia di persone sono arrivate poco prima delle 12 alla Villa comunale, dove ha preso la parola per primo il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli: "I nostri cittadini ce la stanno mettendo tutta, ma una botta di questo genere ci riporta indietro e ci ammazza".

Il vice presidente ha poi ripercorso la vicenda partendo dal 2009 quando le tasse vennero sospese per aiutare il territorio aquilano duramente colpito. Ci hanno la restituzione già in passato, ma dopo una mobilitazione importante a Roma e con il blocco dell'autostrada abbiamo ottenuto una proroga di 6 mesi, nulla si è mosso e quindi siamo scesi nuovamente in piazza e alla fine abbiamo ottenuto il provvedimento: una restituzione dilazionata in 10 anni e con l'abbattimento del 60 per cento".

 Il vice presidente Lolli, poi, ha detto: "Stiamo subendo una ingiustizia assurda e un colpo mortale. Noi stiamo restituendo le tasse non pagate in 10 anni in battute del 60 per cento, come previsto dalla normativa vigente, ma lo Stato ha dimenticato di segnalare questa norma all'Europa. Questa è l'assurdità lo Stato sbaglia e a pagare dobbiamo essere noi, non esiste", ha spiegato. 

"Al governo Letta, al governo Renzi, al governo Gentiloni, mettendoci a disposizione in un tavolo che ha funzionato e ha spiegato quali argomenti usare, abbiamo chiesto fondamentalmente di trattare con l'Europa da forza politica, cioè quello che era stato fatto con le quote latte, quello che questo governo sta facendo con l'Ilva. Invece la nostra vicenda è stata lasciata trattare da funzionari, magari gli stessi che avevano dimenticato di fare la notifica, e abbiamo visto com'è andata a finire: c'è stata la procedura di infrazione, il governo ha resistito un anno poi ha mollato, ha fatto il provvedimento di nomina di un Commissario che dovrà recuperare in 60 giorni, all'inizio, con gli interessi, in una sola rata, tutte le tasse non versate. Molte delle aziende coinvolte - ha sottolineato Lolli - non sono in grado di pagare e chiuderanno, altre più solide avranno un buco e non potendole noi ripianare dovranno portare i libri in tribunale, con centinaia di posti di lavoro si perderanno".

"Siamo persone serie. Questa è una manifestazione per la legalità, non chiediamo condoni. Questo è il posto d'Italia dove si pagano le tasse più alte, le tasse più la rata di restituzione. Lo Stato rispetti le sue leggi. C'è una legge che dice come restituire le tasse, se i governi che si sono succeduti hanno dimenticato di fare la notifica la colpa non è nostra", ha proseguito.

A nove 9 anni dal 6 aprile 2009, però, "l'Europa si è accorta che non è stata trasmessa la notifica di tale provvedimento e a chi hanno chiesto di pagare? A noi. Non è possibile, questo non possiamo accettarlo, siamo pronti a tornare a Roma", ha concluso Lolli, accompagnato da una 'standing ovation' delle migliaia di persone presenti al corteo.

 A chiudere la manifestazione, il primo cittadino dell'Aquila Pierluigi Biondi: "Si leva la voce di un intero popolo disposto a lottare e credo che il governo non possa non tenerne conto; oggi abbiamo dimostrato che la città ribolle e si può ribellare da un momento all'altro, abbiamo dimostrato di cosa siamo capaci. Non mettano ulteriormente alla prova la nostra pazienza".

"Non è che noi non vogliamo pagare le tasse. Noi le tasse le stiamo restituendo ma con un abbattimento. L'Europa chiama 'aiuti di stato' delle agevolazioni fiscali. Abbiamo avuto un calo del Pil del 3,7 per cento - ha dichiarato il sindaco dell'Aquila Biondi - Si tratta di un'agevolazione identica ottenuta da altri territori per altre calamità. Se non si metterà un punto a questa situazione falliranno le aziende, causando una crisi occupazionale senza precedenti".

"L'obiettivo non è l'Europa, dobbiamo chiedere al governo di aprire un confronto con la comunità europea e scrivere insieme al terriotrio le regole di ingaggio, affinchè si discuta di una franchigia, un regime del 'de minimis', una rendicontazione dei danni - ha proseguito il primo cittadino".

Sulla proroga Biondi ha spiegato che "Il nuovo governo può scrivere le regole insieme a noi, può andare con la schiena dritta in Europa e riaprire la partita sulla decisione presa il 14 agosto. In sede legale stiamo gia dando battaglia, attendiamo con molta apprensione la decisione del Tribunale amministrativo regionale".

"La responsabilità è dello stato, noi abbiamo rispettato le leggi, ma paghiamo lo stesso - ha aggiunto nel corso della manifestazione - L'intera comunità pagherà le conseguenze di un errore di chi ha governato il Paese in questi anni. Se necessario andremo a Roma".

I commenti

Presente la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Se andremo al governo spiegheremo all'Europa che gli imprenditori aquilani restituiranno il 40 per cento in 10 anni, come previsto e senza interessi. Ho consegnato un dossier al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinchè intervenga sulla questione, perché l'Europa non può uccidere gli interessi di un'intera comunità".

"Non voglio parlare di governo, ma dell'Aquila e di un'Europa incapace di distinguere aiuti di stato da quello che lo stato deve legittimamente ad una popolazione colpita da un dramma", ha detto ancora la Meloni.

Per l'onorevole del Partito democratico, Stefania Pezzopane: "È mancata la burocrazia, dopo battaglie, lacrime e sangue per ottenere delle agevolazioni fiscali, non è possibile che per una notifica mancata oggi si richiede la restituzione in questo modo agli imprenditori aquilani. È un'ingiustizia stiamo chiedendo solo di attuare una legge dello Stato".

“Un segnale importante, che L’Aquila ha saputo lanciare unita: rappresentanti istituzionali, categorie economiche, cittadini”, commenta invece il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“Era particolarmente importante – prosegue Pietrucci – che la città desse un segnale di coesione e mobilitazione, a indicare che la popolazione la tematica non la ignora anzi, è consapevole della sua importanza capitale. Oggi, per l’entità della partecipazione ma anche per il clima in cui si è svolta la manifestazione, ripartiamo da un dato di fatto fondamentale: L’Aquila c’è, non abbassa la testa, è cosciente dei suoi diritti. Ora dobbiamo affrontare al meglio, senza disperdere la consapevolezza dell’importanza della coesione, i prossimi passaggi per scongiurare, a ogni livello possibile, l’assurdo pericolo della restituzione di aiuti che al nostro sistema economico erano più che dovuti”.

Il senatore della Lega, Alberto Bagnai parla di "una sinistra che prova sensi di colpa, che ha definito 'fascismo' l'interesse della difesa nazionale. Gli imprenditori aquilani si trovano in difficoltà, non possiamo trascurare l'importanza del principio secondo cui la politica deve difendere l'Italia. Il partito che ha deciso di mettere al primo posto gli italiani sta crescendo e problemi come questi saranno risolti alla radice", ha assicurato.

"Bisogna concentrare le forze affinchè a Roma si comprenda bene la situazione e le conseguenze gravissime che queste decisioni stanno portando. Così si uccidere il territorio - ha spiegato l'onorevole della Lega, Luigi D'Eramo - Dobbiamo difendere come leoni e con tutte le nostre forze L'Aquila e gli aquilani e imporci contro un'Europa matrigna".

Non è voluto mancare anche il deputato di Forza Italia, Gianfranco Rotondi: "Bisogna assistere chi fa vita economica nelle zone colpite dal sisma, che stanno lottando per rialzarsi faticosamente e creare un impegno nazionale sul tema del terremoto e tutte le conseguenze sul territorio". 

"C'è stato qualche errore di gestione in passato che deve essere corretto - ha illustrato il senatore di Forza Italia, Nazario Pagano - il nuovo governo dovrà prendere questo problema come una priorità assoluta".

Il deputato forzista Antonio Martino, noto imprenditore pescarese ha parlato di "un momento importante: essere vicini agli imprenditori è fondamentale in questa vicenda, in Europa si va solo se si conta e Silvio Berlusconi in questo è determinante perché ha autorevolezza ed è vicino a questi territori. Berlusconi come interlocutore è una figura chiave del panorama internazionale".

Siamo di fronte a un "ostacolo insuperabile", secondo Agostino Del Re, presidente della Confederazione nazionale dell'Artigianato (Cna). "È necessario portare avanti una chiara manifestazione per gli interessi dei cittadini, non solo delle imprese, perché se si colpisce il settore dell'industria, ne risente l'intera economia locale", ha proseguito.

"Stiamo pagando la sciatteria dei burocrati italiani, ora ci troviamo costretti a rincorrere una situazione molto difficile - ha dichiarato Ettore Barattelli, presidente dell'Associazone costruttri della provincia dell'Aquila, una delle categorie più esposte - Ci vuole un atto forte dei politici italiani, senza rimpallare la questione al futuro Governo. Oggi i cantieri si sono fermati: stiamo manifestando tutti insieme, imprenditori e operai, perché questa decisione coinvolge i cittadini aquilani ad ogni livello".

"Le conseguenza saranno disastrose ci saranno fallimenti e chiusure in tutto il territorio e non possiamo permetterlo. Vogliamo rispondere così a questa iniquità - ha detto ancora il presidente dell'Ance - a Roma andremo se non ci saranno risultati da questa nostra azione".



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