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POLEMICHE CORRONO SUI SOCIAL A MARGINE DEL CORTEO PER DIRE
NO A RESTITUZIONE INTEGRALE DELLE IMPOSTE RIDOTTE NEL POST SISMA 2009

TASSE L'AQUILA: IN CITTA' CE' CHI SI DISSOCIA
''NON MANIFESTO PER CHI SI E' ARRICCHITO!''

Pubblicazione: 17 aprile 2018 alle ore 06:30

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L'AQUILA - "Manifestare per chi? Forse per quella categoria di persone, come per esempio le ditte e gli ingegneri che con il terremoto di L'Aquila hanno fatto bingo?”.

È solo uno dei commenti velenosi su Facebook, con parecchi like in calce,  dedicati alla manifestazione di ieri per dire no alla restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma, richiesta dalla Commissione europea che considera le somme milionarie aiuti di Stato. 

Non certo l’unico lanciato sulla piazza virtuale da un aquilano, e che riflette uno spaccato della comunità cittadina a nove anni dal terremoto. Meno compatta di quello che poteva senz’altro essere, mentre  altre migliaia di cittadini erano in strada a protestare contro un salasso che metterebbe in ginocchio 350 le imprese e le partite Iva a cui sono state notificate cartelle esattoriali per complessivi oltre 100 milioni di euro a cui vanno aggiunte sanzioni e interessi.

Con pesanti riflessi anche occupazionali. La mobilitazione è stata confermata nonostante la proroga di 120 giorni dell'efficacia delle cartelle esattoriali stabilita con un provvedimento dal governo uscente, ma di cui molti dubitano dell’esistenza. È stata confermata anche la opposizione al Tar contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somme nominato dalla presidenza del consiglio che si discuterà il 18 aprile.

Alla mobilitazione hanno partecipato 2.500 persone secondo le forze dell'ordine, quasi il doppio in base agli organizzatori. Ad essa hanno aderito forze sociali, produttive, amministratori e parlamentari, imprenditori con tutti i loro dipendenti.

Una parte significativa degli aquilani però non c’era, a differenza di altre grandi mobilitazioni post-sismiche. Alcuni commercianti, va poi ricordato, non hanno aderito alla serrata, durante il passaggio del corteo.

Per indifferenza, ma anche, è lecito supporre, per un rancore che cova sotto la cenere. E questo traspare plasticamente dai commenti sui social.

“Comunque non mi piacciono le minacce di licenziamento da parte di coloro i quali con il sisma si sono arricchiti  la pressione tributaria non può essere fatta ricadere su quei pochi dipendenti assunti”, e' un altro dei commenti.

“Dirò qualcosa di impopolare - si legge in un altro post - Leggo alcune dichiarazioni sulla restituzione delle tasse di chi, con il terremoto, ci si è anche arricchito. Senza vergogna chi vuole usare i terremotati come scudi umani e minacciare licenziamenti!”.

Considerazione al vetriolo di un’altro aquilano: “Manifestazione no tax L’Aquila, per certi versi sembrava un evento dell’Ance, i cui soci qualcosa alla città dovevano restituire”.

E ancora: “Auguri per la manifestazione, ma per favore nascondete l'Ance che non aiuta la causa…", "Dovrebbero investire sul territorio per l'occupazione ma chi guadagna troppo è diventato arido e .... incosciente. Costruttori restituite qualcosa all'Aquila, ne sarete beneficiati". rintuzzano altri navigatori aquilani.

C'è poi alla manifestazione c'era...ma se ne è pentita: "Nel mio piccolo mi sono ritrovata in mezzo alle truppe cammellate non volendo. Mi sono ripromessa che non mi accadrà mai più. i fatti sono sotto gli occhi di tutti: i generali dei 'moti aquilani' hanno fallito per opportunismo? Per far ricicciare gli stessi contenuti - tenendoli nel cassetto - per rigiocarseli col solito vecchio copione in vista di elezioni? Questa manifestazione di oggi riguarda comunque, soprattutto, il grande contenitore della ricostruzione: mattoni e cemento".

C'è infine chi commenta un post dell'ex sindaco Massimo Cialente, sostendo che "pensionati, operai ed impiegati stanno da anni restituendo l'irpef sospesa dopo il sisma e continueranno fino al 2021. Perché dovremmo sostenete l'abbuono a liberi professionisti ed imprenditori?".

Al che Cialente sbotta: "L'Aquila ha i suoi nemici dentro, nella invidia ignorante. Non conoscono la differenza tra restituzione totale e parziale. Non sanno nulla di quello che abbiamo passato negli scorsi anni".

Prese di posizione forse minoritarie, ma non per questo non degne di nota, nei confronti di chi è stato in prima fila in questa manifestazione, politici, profesionisti e imprenditori, additati come espressione della parte di città che dal sisma ha avuto molti vantaggi, a differenza di un'altra parte della cittadinanza che invece è rimasta indietro, lotta quotidinamente per la sopravvivenza, si trova ad affrontare lo spettro della precarieta' cronica, della disoccupazione, dell'indigenza.

In una città che pero' risulta essere in termini di redditi medi pro capite quella più ricca d’Abruzzo, con 21.282 euro l’anno, piazzandosi nella medio-alta classifica italiana. Grazie soprattutto ad una minoranza di aquilani, che alza la media complessiva, e che si può supporre, nel post sisma si ha visto gonfiarsi i conti in banca, grazie alle opportunità garantite dal più grande cantiere edile d’Europa. A cominciare dai professionisti, i cui proventi milionari sono messi nero su bianco sul sito Open ricostruzione curato dalla Gran Sasso science istitute. 

Ed è forse per questo che, se non sono stati certo pochi e motivati i partecipanti alla manifestazione di ieri, è anche vero che potevano essere molti di più. Abitanti di una citta' dispersa urbanisticamente, ricostruita a macchia di leopardo, lacerata nell'intimo.



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