DOMICILIARI A TANCREDI E PLACIDI; INDAGATO VICE SINDACO RIGA, SI DIMETTE
''SISTEMA DI MAZZETTE IN CAMBIO DI LAVORI''; SIT-IN IN 50 SOTTO IL MUNICIPIO

TANGENTI E APPALTI SISMA: 4 ARRESTI,
E' BUFERA SUL COMUNE DELL'AQUILA

Pubblicazione: 08 gennaio 2014 alle ore 07:04

L’AQUILA - Bufera sul Comune dell'Aquila per un presunto "sistema" formato da politici, imprenditori e funzionari pubblici al centro di un giro di mazzette negli appalti post sisma che stamattina ha portato all'arresto di quattro persone e a numerose perquisizioni nella provincia aquilana.

Ai domiciliari sono finiti Pierluigi Tancredi, 60 anni, attuale dirigente dell’Asl numero 1, più volte assessore della Giunta di centrodestra negli anni Duemila, all’epoca dei fatti consigliere comunale delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città; Vladimiro Placidi, 57, ex assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali durante l'ultimo periodo del primo mandato del sindaco Massimo Cialente, nonché ex direttore del disciolto Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila; Daniela Sibilla, 38, dipendente del Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi mandati di assessore, e Pasqualino Macera, 56, all’epoca dei fatti funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno S.p.a..

Nell'inchiesta ci sono anche quattro indagati: il vice sindaco dell'Aquila, Roberto Riga, che si è dimesso in seguito all'inchiesta, Mario Di Gregorio, direttore del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio del Comune dell’Aquila, all’epoca dei fatti funzionario responsabile dell’ufficio Ricostruzione, sospeso dall'incarico, Fabrizio Menestò, ingegnere di Perugia, all’epoca dei fatti direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di palazzo Carli, sede del rettorato dell’Università dell’Aquila; Daniele Lago, imprenditore di Bassano del Grappa (Vicenza), presidente della Steda Spa.

L'INCHIESTA ''DO UT DES''

L'operazione, effettuata da 40 agenti della polizia dell'Aquila in collaborazione con le squadre Mobili di Teramo e Perugia, che hanno proceduto anche a numerose perquisizioni, è denominata “Do ut des” e fa riferimento a tangenti che coinvolgono il Comune dell’Aquila su appalti legati alla ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009 e, in particolare, a lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati.

Gli indagati sono accusati di aver creato un sistema ben radicato di tangenti per ottenere dazioni di denaro per l’aggiudicazione degli appalti, sono ritenuti responsabili, insieme a imprenditori, tecnici e faccendieri, a vario titolo, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita.

''MAZZETTE GIÀ POCHI MESI DOPO SISMA DELLE 3.32''

Il sistema corruttivo ruotava intorno a un nucleo centrale costituito da amministratori attuali e in carica all'epoca dei fatti, tutti aquilani e quindi terremotati.

I reati, secondo l’accusa, sono stati commessi nel capoluogo nel periodo da settembre 2009, pochi mesi dopo il devastante sisma che aveva causato 309 vittime, a luglio 2011,.

L’entità degli appalti contestati è di 500 mila euro, mentre è stata accertata l’appropriazione indebita, attraverso la contraffazione della documentazione contabile, da parte di alcuni indagati, della somma di 1 milione 268 mila euro, relativa al pagamento di alcuni lavori.

Condotte attraverso presìdi tecnici, in particolare intercettazioni ambientali e telefoniche, le indagini per gli inquirenti hanno mostrato l’esistenza di un sistema corruttivo, in base al quale alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post-terremoto pagavano tangenti, sia in denaro che attraverso veri e propri m.a.p. (moduli abitativi provvisori), nei confronti di funzionari pubblici, per l’aggiudicazione di alcuni appalti relativi a lavori di messa in sicurezza.

Le misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta dei sostituti procuratori della Repubblica dell’Aquila Antonietta Picardi e David Mancini, coordinati dal procuratore della Repubblica Fausto Cardella.

Le perquisizioni si sono concentrate in studi professionali ma soprattutto al Comune dell'Aquila in cui sono custoditi i progetti e i finanziamenti del post-terremoto.

RIGA SI DIMETTE: "LO FACCIO PER LASCIARE TRANQUILLA L'AMMINISTRAZIONE"

"Mi tiro da parte come ruolo di vice sindaco e assessore perché vorrei lasciare tranquilla l'amministrazione comunale, il sindaco e la Giunta senza avere dubbi sulla propria attività".

Così Roberto Riga, indagato nelll'inchiesta della procura su tangenti e appalti nel post-terremoto, annuncia le sue dimissioni dalla Giunta di centrosinistra comparendo in conferenza stampa accanto al resto dell'esecutivo.

"Non ho ancora pensato alla sostituzione - ha detto il sindaco, Massimo Cialente - ma in questo momento non ci possiamo permettere di avere nemmeno un'ombra perciò è giusto che si faccia da parte per avere la possibilità di difendersi".

Nell'incontro con la stampa è stata anche annunciata la sospensione del dirigente indagato Mario Di Gregorio. (alb.or.)

L'ACCUSA: A TANCREDI ''REGALATI'' 5 MAP RIVENDUTI A 200 MILA EURO

"Le indagini hanno dimostrato il giro di soldi, le tangenti, cosa non facile", ma "non si tratta di una indagine sul Comune ma su persone che ruotano intorno a esso", ha spiegato Grasso nel corso della conferenza stampa.

Al centro dell'inchiesta l'impresa Steda srl dell'imprenditore Daniele Lago, venuta all'Aquila per accaparrarsi appalti pagando tangenti ad amministratori e faccendieri.

Tangenti pagate in contanti, "con consulenze fittizie" e addirittura con moduli abitativi provvisori come nel caso di Pierluigi Tancredi, all'epoca dei fatti consigliere comunale e delegato comunale per la ricostruzione, poi dimessosi da entrambe le cariche, al quale la Steda ha dato cinque moduli abitativi provvisori ancora da montare che secondo l'accusa Tancredi avrebbe rivenduto ricavandone 200 mila euro.

Il lavoro più importante è la messa in sicurezza in affidamento diretto, perché in piena emergenza terremoto, di Palazzo Carli, ex sede del rettorato, per un valore di circa 5 milioni di euro.

Secondo l'accusa, la Steda sarebbe stata imposta dagli ex amministratori finiti ai domiciliari alla ditta Silva che aveva avuto l'incarico, tanto che si procedette a una associazione temporanea d'impresa.

L'inchiesta nasce da un contenzioso avviato dalla stessa azienda aquilana Silva contro la Steda in particolare per lavori non pagati per un importo di circa un milione e 300 mila euro, che compaiono nell'inchiesta con l'accusa di appropriazione indebita a carico dell'impresa veneta.

"Le indagini condotte dalla polizia e coordinate dalla procura della Repubblica mirano ad assicurare trasparenza nell'attività di aggiudicazione degli appalti, in particolare per procedure più regolari possibili", ha proseguito Grasso.

"Si tratta di indagini delicate che interessano tutto il Paese per via della ricostruzione per questo illustriamo gli elementi che hanno portato il gip a firmare i provvedimenti - ha continuato Grasso - I fatti risalgono al periodo che va dal 2009 al 2011 e le indagini sono partite dal novembre 2012 e proseguiranno".

Nel merito Grasso ha sostenuto che dalle indagini fatte anche con l'ausilio di intercettazioni e riscontri bancari è emerso "un sistema corruttivo tangentizio di un gruppo per avere appalti che riguarda casi specifici e che rivela una prassi, un modus operandi sulla trattazione della materia degli appalti all'Aquila".

IL LEGALE DI TANCREDI: ''VERSAMENTI LEGITTIMI''

"I versamenti contestati dalla procura a Pierluigi Tancredi sono il frutto lecito dell'attività lavorativa della moglie Concetta Toscanelli, tra l'altro recentemente passati al vaglio dalla Guardia di finanza dopo un rilievo della Banca d'Italia, che ha esaminato uno per uno i giustificativi dei pagamenti e non ha riscontrato irregolarità".

Lo afferma Maurizio Dionisio, avvocato dell'ex consigliere comunale dell'Aquila, finito agli arresti domiciliari insieme ad altre tre persone nell'ambito di un'indagine su presunte tangenti negli appalti post-sisma.

"Quanto alla vicenda dei cinque moduli abitativi provvisori 'regalati' e rivenduti per 200 mila euro, che i magistrati configurano come 'dazione' della ditta Steda - aggiunge il legale - rientra nel novero della professione di mediatore immobiliare che Tancredi svolge dopo essere stato autorizzato dall'Azienda sanitaria locale della provincia dell'Aquila, ente nel quale presta servizio".

"Quei map - rivela l'avvocato - sono ancora ben visibili nel campo base della Steda, a Coppito".

"Tancredi, per il resto, non ha avuto altri rapporti con l'impresa veneta - prosegue Dionisio - anzi, è stato firmatario, insieme all'ex capo del dipartimento nazionale di Protezione civile Guido Bertolaso e all'allora prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, di un documento nel quale si sottolineava l'esigenza di far lavorare le ditte del capoluogo".

"Confidiamo nell'operato della magistratura - dice ancora - e siamo ansiosi di fornire la nostra versione dei fatti ai giudici nel momento in cui il mio assistito verrà interrogato".

"Mi preme segnalare - conclude Dionisio - che la misura cautelare richiesta è 'a termine': se non ci saranno istanze di proroga scadrà tra 15 giorni, ed è stata autorizzata dal gip a meri fini probatori, cioè per sole esigenze investigative, necessarie per sentire gli indagati Roberto Riga, Mario Di Gregorio e Fabrizio Menestò". (pi.bi.)

MENESTO': "SONO TOTALMENTE ESTRANEO"

"Preso atto delle notizie apparse sulla stampa e del contenuto degli atti notificati preciso di non essere indagato per fatti corruttivi e di essere totalmente estraneo rispetto a ogni vicenda di carattere penale contestata": a dirlo è Fabrizio Menestò, 65, ingegnere di Perugia, all'epoca direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di palazzo Carli, sede del rettorato dell'Università dell'Aquila coinvolto nell'inchiesta sul post sisma.

Lo fa attraverso il suo difensore, l'avvocato David Zaganelli.

"Sono sereno - sottolinea Menestò all'Ansa - e fornirò ogni necessario elemento circa la mia estraneità in occasione del programmato mio interrogatorio".

LE REAZIONI

RIGA: ''UN FULMINE A CIEL SERENO, SONO INNOCENTE''

"Un fulmine a ciel sereno su una vicenda che non conosco. Confido nella magistratura che faccia il suo corso, fornirò elementi per mettere in evidenza la mia piena estraneità".

Così il vice sindaco dell'Aquila, Roberto Riga, indagato nell'ambito dell'operazione su tangenti e appalti post-terremoto che ha portato a 4 arresti.

"Per le mie azioni c'è la piena tracciabilità - sottolinea - comunque ho un'informazione di garanzia, non un rinvio a giudizio".

Quanto alle possibili conseguenze politiche e in particolari eventuali dimissioni dalla Giunta Cialente, "non ci sto ancora pensando", conclude. (alb.or.)

CIALENTE: ''STO MALISSIMO, MI SENTO TRADITO''

Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, dopo l'operazione che ha portato agli arresti e alle perquisizioni per gli appalti post-terremoto, ha convocato a stretto giro una riunione della Giunta comunale "per cercare di capire, analizzare fatti e assumere le decisioni conseguenti".

"Sto malissimo, mi sento tradito, perché ho sempre raccomandato a tutti la massima trasparenza e il rispetto della legge - ha spiegato il sindaco - Avevo nominato Placidi (Vladimiro, ex assessore arrestato ai domiciliari, ndr) per le sue capacità tecniche perché in quei drammatici momenti mi serviva un tecnico e ho scelto lui in quanto direttore generale del Consorzio beni culturali, istituzione della quale il Comune è il maggiore azionista, ed ho pensato che fosse il tecnico più bravo".

In riferimento a Pierluigi Tancredi, già assessore con il centrodestra e consigliere d'opposizione fino al 2010, pure arrestato ai domiciliari, "la sua delega è stata mantenuta per soli due giorni in seguito alla levata di scudi in seno alla maggioranza. Poi Tancredi si dimise perché mi disse che voleva lavorare nella ricostruzione come agente per la ricerca di appalti. La Sibilla è una sua collaboratrice, gli altri non li conosco".

Per ora Cialente non ha fatto nessun commento sulla posizione del vice sindaco Roberto Riga (Api) che risulta tra gli indagati. Il sindaco ha fatto sapere che il vice sindaco non riuscirà a prendere parte alla Giunta.

PEZZOPANE: "CONSEGUENZE NEGATIVE SU PROCESSO RICOSTRUZIONE"

"La vicenda venuta allo scoperto dall'operazione di Polizia 'Do ut des', che oggi ha portato a 4 arresti per tangenti legate ai fondi post terremoto, è un brutto colpo alla ricostruzione, provo amarezza e delusione. Magistratura e forze di polizia stanno facendo il loro dovere e mi auguro si faccia piena luce sull'intera vicenda e che si individuino tutti i responsabili"

Lo afferma la senatrice del Partito democratico ed ex assessore comunale Stefania Pezzopane.

"Oltre allo scandalo per il fatto in sé, avverto purtroppo la spiacevole impressione che tutto questo avrà ulteriori conseguenze negative sul processo di ricostruzione".

"Questa mattina, anche qui in Senato - prosegue Pezzopane - tra le persone che mi chiedevano spiegazioni, serpeggiava la delusione per quello che viene percepito come una sorta di senso di tradimento nazionale. Mi chiedono 'ma davvero con i soldi della ricostruzione si fanno queste cose? Anche in Abruzzo? A L'Aquila?'. Mi rammarica inoltre  che questa ennesima vicenda  appanni l'enorme lavoro, onesto e rigoroso, di centinaia di ottimi amministratori e imprenditori. Temo che sarà sempre più difficile ottenere consenso alle nostre richieste di risorse e di attenzione nazionale, se si dà spazio  a vicende e comportamenti illegali".

"Speculare su una tragedia - conclude la Pezzopane - è inaccettabile, tanto più che la ricostruzione dell'Aquila e del cratere è appena cominciata e serviranno sicuramente tanti altri fondi per completarla. Per ora quello emerso dalle indagini sembra un fatto isolato, che però coinvolge figure con importanti ruoli istituzionali. Spero possano dimostrare la loro innocenza, ma rimane un peso grande come un macigno e l'amarezza è enorme".

BENEDETTI (PD): "TURBAMENTO MA NO PAURE"

"Turbamento c'è senz'altro, ma anche la consapevolezza che non bisogna avere paura quando la magistratura interviene: non ci può essere ricostruzione senza onestà e trasparenza".

Così il presidente del Consiglio comunale dell'aquila, Carlo Benedetti, sull'inchiesta che ha portato alla scoperta di presunte tangenti sulla ricostruzione che si è abbattuto sul Comune.

"Comunque, i fatti oggetto di causa - spiega Benedetti che di professione fa l'avvocato - sono molto lontani dal complesso comunale, sfiorano il comune".

In merito alle dimissioni del vice sindaco, Benedetti ha chiarito che Riga ha mostrato "una grande sensibilità politica".

MELILLA (SEL): "INDIGNAZIONE E RIBREZZO"

"Le inchieste giudiziarie e gli arresti di oggi all'Aquila sulla ricostruzione che toccano la Curia e il Comune e settori dell'imprenditoria e della pubblica amministrazione, destano indignazione e ribrezzo".

Lo afferma in una nota il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla.

"Non è possibile che ci siano persone di alta responsabilità istituzionale ed economica - prosgeue - che abbiano speculato sulla pelle dei terremotati aquilani. Ferme restando le garanzie costituzionali degli indagati, esprimiamo il più convinto sostegno all'azione degli organi preposti al controllo, alla vigilanza e alla repressione di ogni fenomeno criminale collegato alla ricostruzione".

"Tre mesi fa ho presentato in Parlamento una richiesta di Commissione di inchiesta parlamentare sui fenomeni di corruzione legati alla ricostruzione dell'Aquila. Quella proposta è stata lungimirante e tornerò a chiedere oggi la messa in discussione della mia proposta nell'interesse della città e dei suoi cittadini onesti", conclude.

CIALENTE: "OMBRA CHE GETTA DISCREDITO SULLA CITTA'"

La Giunta comunale convocata con urgenza dal sindaco, Massimo Cialente, in seguito alla vicenda giudiziaria per tangenti che ha colpito il comune dell'Aquila, è terminata, ma le risultanze verranno rese note in una conferenza stampa alle 12 e 30.

Sindaco e assessori parleranno dopo l'incontro con la stampa della questura, come ha sottolineato lo stesso Cialente.

Il suo vice sindaco, Roberto Riga (Api), indagato nell'ambito dell'operazione "do ut des", è ancora chiuso con la polizia nella sua stanza per la perquisizione.

Cialente ha comunque parlato con i giornalisti e ha spiegato che per lui: "è un fulmine a ciel sereno, mi sento tradito, sono un garantista e chiedo alla magistratura di fare piena luce e controllare ogni angolo del Comune. La cosa drammatica è che qualsiasi ombra getta discredito sull'immagine di una città che deve essere ricostruita. Anche se per quanto si è potuto capire finora, pare che il tutto sia circoscritto a un appalto per la messa in sicurezza di un palazzo. Ma qualsiasi pelo rovina l'immagine dell'Aquila".

Nel sottolineare che "sono un garantista e spero che tutti gli indagati possano dimostrare la loro estraneità ai fatti", Cialente ha ribadito che "il 15 dicembre 2009 ho nominato Placidi come vero assessore tecnico in quanto direttore del consorzio dei beni culturali del quale il comune è il maggiore azionista".

In riferimento a Pierluigi Tancredi, Cialente ha spiegato che "quando non c'era nessuno e la sede comunale era alla Guardia di Finanza e le riunioni si facevano alla scuola di San Francesco, Riga mi disse che il consigliere comunale di opposizione era disponibile a dare una mano. Dopo una settimana Riga mi fece firmare la delega ma in poche ore ricevetti centinaia di sms di cittadini inviperiti e allora dissi a Tancredi che la città non lo voleva e ritirai l'incarico che durò quindi 48 ore. Gli altri arrestati non li conosco".

In riferimento al vice sindaco Riga, sul quale circolano voci di dimissioni, Cialente ha spiegato che "parlerò con lui".

"Oggi sarebbe dovuti venire un ministro che ha disdetto la visita perché non ci sono novità. Sono 1.500 giorni che lavoro 12-13 ore al giorno, non posso rimproverami nulla, ribadisco che mi sento tradito, mi sono raccomandato correttezza e trasparenza, abbiamo gli occhi del mondo addosso e bisogna stare attenti anche a prendere un caffè".

RIFONDAZIONE COMUNISTA: "DIMISSIONI IMMEDIATE DI RIGA E DI GREGORIO"

"Gli arresti per corruzione di Tancredi e Placidi segnano un gravissimo punto di svolta: per la prima volta vengono accertate responsabilità di ex esponenti dell'amministrazione all'interno di quell'intreccio perverso tra singoli politici e imprenditori nella speculazione sui puntellamenti che il partito di Rifondazione comunista fu tra i primi a denunciare anche a livello nazionale, chiedendo chiarezza sulle procedure di affidamento".

È quanto si legge in una nota firmata da Francesco Marola, segretario provinciale Prc L'Aquila, Goffredo Juchich, segretario circolo Prc A. Casamobile L'Aquila, ed Enrico Perilli, capogruppo del partito al Comune.

"In questo contesto, in cui probabilmente emergeranno altre responsabilità - spiegano - anche gli avvisi di garanzia rischiano di intaccare la fiducia dei cittadini nei confronti nella Giunta. C'è bisogno di un segnale inequivocabile, pertanto il Partito della Rifondazione Comunista ritiene necessarie le dimissioni immediate del vicesindaco Riga e il ritiro degli incarichi conferiti a Di Gregorio, ormai pluri-indagato, come condizione per continuare la propria esperienza nella Giunta Cialente".

"Inoltre - aggiungono - anticipare l'attuazione del piano anti-corruzione, con la rotazione periodica dei dirigenti, è una questione non più rinviabile. Ciò permetterebbe di sottrarre la gestione della cosa pubblica a queste possibili degenerazioni, restituendo la priorità alla politica rispetto allo sviluppo di poteri personali".

"Da tempo stiamo denunciando l'esistenza di una questione morale - concludono - a partire dalla vicenda emblematica delle convenzioni urbanistiche, in cui il consolidarsi di zone d'ombra trasversali alle varie amministrazioni ha consentito il verificarsi di situazioni illegittime. Anche su questa vicenda auspichiamo l'azione pronta della magistratura".

LCV: "IMMEDIATO COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE"

"Il tempestivo commissariamento del Comune dell'Aquila per il ripristino di condizioni normali per la vita dei cittadini e la ricostruzione post-sisma".

A chiederlo è il movimento civico L'Aquila che vogliamo dopo gli arresti per presunte tangenti nell'ambito della ricostruzione post terremoto che hanno scosso l'amministrazione aquilana, "ipotesi di reato gravissime - prosegue la nota - che manifesterebbero consistenti elementi di continuità con l'attuale amministrazione cittadina".

ALBANO (PD): "FATTO DA NON SOTTOVALUTARE"

"L'inchiesta giudiziaria che coinvolge soggetti con decisive responsabilità nella ricostruzione della nostra città è un fatto delicato che non intendiamo sottovalutare, in nessun modo".

Lo scrive in una nota Stefano Albano, segretario aquilano del Partito democratico.

"La trasparenza è una categoria imprescindibile in politica e nell'amministrazione pubblica, e questo vale ancora di più all'Aquila, dove sono in gioco la vita e la sofferenza delle persone".

"La trasparenza da noi assume una connotazione ulteriore, che ha a che fare con il rispetto dovuto a tutti gli aquilani e ai terremotati. Bene ha fatto il sindaco a sospendere Di Gregorio, bene ha fatto Riga a dimettersi".

"La ricostruzione dell'Aquila, che è un processo che va avanti e andrà ancora avanti, deve concretizzarsi senza ombre e sospetti. Nemmeno minimi. La battaglia continua e pretende trasparenza, noi continueremo a chiederla, ne va della credibilità di questa lotta, che non può farne a meno".

LIRIS (FI): "CENTROSINISTRA HA RESPONSABILITÀ POLITICHE"

"Il garantismo che da sempre appartiene alla nostra cultura non ci consente di parlare di responsabilità penali: sono altri gli organi deputati a questo. L'attuale amministrazione comunale, alla guida della città ormai da sette anni, ha grosse responsabilità politiche delle quali non si può far finta di niente".

Questo il giudizio del capogruppo al Comune dell'Aquila di Forza Italia, Guido Liris.

"È messa in discussione l'organizzazione politica, la trasparenza amministrativa e la certezza delle regole nel processo di ricostruzione: le responsabilità sono in capo al sindaco e alla sua maggioranza di oggi e di ieri. Proprio per questo non è credibile la sinistra di oggi e di ieri (anche di chi è seduto sugli scranni del Parlamento) che si dichiara indignata, addolorata e tradita".

"L'indignazione, il dolore e il senso di tradimento sono, infatti, gli stati d'animo della città dell'Aquila e di tutto il  territorio aquilano che, sempre più deluso e disilluso, vede il processo di ricostruzione come una macchina sempre più lenta, senza capacità programmatica né prospettive concrete e credibili".

"Aspettiamo l'evolversi degli eventi confidando nel lavoro della magistratura e delle forze di polizia. Qualcuno sostiene che trovare fondi a Roma sarà ora più difficile? Pretestuoso. Invito coloro che si riconoscono nell'attuale governo nazionale a non accampare scuse sul reperimento delle risorse finanziarie e a lavorare con maggiore efficacia e dedizione per il bene di questo territorio".

MANTINI: "IN RICOSTRUZIONE POCA TRASPARENZA"

"A prescindere dal merito, che non commento, i provvedimenti giudiziari confermano le preoccupazioni che abbiamo più volte espresso, nella ricostruzione dell’Aquila c’è poca trasparenza, poca concorrenza, con un forte rischio di mercati illegali e di favoritismi".

Lo afferma l'ex deputato dell'Udc Pierluigi Mantini.

"Occorre rafforzare la cultura e la prassi delle gare pubbliche e gli uffici a ciò dedicati, come il Provveditorato alle opere pubbliche, e in tal senso vigileremo per il rispetto della legalità ad ogni livello".

APL: "CIALENTE HA RESPONSABILITÀ GIGANTESCHE, SI DIMETTA"

"L'inchiesta e gli arresti sui puntellamenti sono solo l'ultimo episodio che segna definitivamente il tramonto politico del sindaco Cialente e della maggioranza che lo sostiene".

Lo dichiara in una nota Appello per L'Aquila.

"Solo 20 giorni fa ponemmo con forza e quasi da soli il tema della legalità e della trasparenza a fronte della pubblicazione di alcune intercettazioni. Facemmo delle richieste al sindaco che non rispose se non con i soliti insulti nel tentativo di minimizzare la voragine della questione morale che ha sotto i piedi".

"Lo stesso inaccettabile atteggiamento lo assume anche oggi: sono singoli episodi, le indagini sono circoscritte, mi sento tradito. Non scherziamo, la responsabilità politica del sindaco è gigantesca, gli indagati sono uomini da lui scelti prima e dopo in Giunta e ai vertici dell'amministrazione".

"Il sindaco stesso mesi fa denunciò, con una clamorosa chiamata in correo, gli appetiti spartitori della sua maggioranza. Il minimizzare, il non prevenire possibili conflitti di interesse, affidare ruoli delicati a chi ha già avuto a che fare con la giustizia, difendere l'indifendibile, sono il terreno di coltura in cui attecchisce il malaffare, per questo la reazione del sindaco è pericolosa e irresponsabile".

"Lo abbiamo sempre detto e oggi lo ripetiamo: quando le coalizioni vengono formate unicamente sulle spartizioni di potere il risultato non potrà che essere il saccheggio. Per questo ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni: il sindaco si dimetta per consentire alla città una nuova stagione politica legittimata da un rinnovato mandato popolare. Al di la delle inchieste abbiamo assolutamente bisogno di un cambio di passo per ricostruirci, cosi invece ogni giorno si inciampa. E non potrà che andare peggio".

"Questa è l'ultima chiamata anche per i partiti e i consiglieri di maggioranza: avete ancora la possibilità di uno scatto di dignità, di capire che è necessario un cambiamento radicale. Non avete più scusanti ormai, siete fuori tempo massimo, se non vi dissociate da questa Giunta siete e sarete complici di portare il nostro territorio alla rovina".

"È giunto il momento di ricostruire la politica per rifondare la nostra città. È il mandato che abbiamo ricevuto, è quello che stiamo tenacemente tentando di fare con coraggio, passione e senza compromessi insieme a tanti uomini e donne".

"Gli ultimi accadimenti impongono non solo a noi ma a tutta la parte sana della società un'ulteriore assunzione di responsabilità per riprendere in mano il nostro destino e vincere la sfida che la storia ci ha posto davanti. Ora, non domani".

"Per queste ragioni, per queste urgenze richiediamo la convocazione immediata di un Consiglio comunale straordinario".

ASSEMBLEA CITTADINA: "FAMELICI SCIACALLI SCELTI DA CIALENTE"

"Alla luce dei recenti arresti e dell’apertura delle indagini nei confronti dei funzionari ed ex assessori dell’amministrazione comunale, l’Assemblea cittadina dell’Aquila chiede le immediate dimissioni del sindaco Massimo Cialente e dell’intera Giunta".

È quanto afferma l'assemblea cittadina dell'Aquila.

"È inaccettabile che la città debba vivere l’ennesima ignominia arrecata da famelici sciacalli che hanno lucrato vantaggi personali dal disastroso, insanguinato terremoto del 6 aprile 2009".

"Gli approfittatori, questa volta, sono di casa: ex assessori e funzionari scelti personalmente dal sindaco, collocati in alcuni nodi strategici della ricostruzione, i quali hanno colto, già alcuni mesi dopo il terremoto, le ghiotte possibilità loro offerte di illeciti arricchimenti personali. Tutto ciò, mentre 35 mila concittadini erano ricoverati nelle tendopoli e altrettanti esiliati nella costa".

"Anche se quella del sindaco dovesse essere considerata semplicemente come una scelta infelice, il primo cittadino deve rispondere personalmente, innanzitutto per ragioni etiche, davanti alla comunità amministrata, di tanta sprovvedutezza e leggerezza".

"Il danno arrecato alla città ed all'intero cratere sismico è diventato irreparabile. Come si può pretendere di reclamare dal Governo centrale quanto è legittimamente dovuto ai terremotati, per ricostruire il devastato territorio, se la sfregiata immagine offerta è quella del malaffare, insediatosi così prepotentemente all’interno delle stesse amministrazioni? A queste autentiche nefandezze, come reagiranno i cittadini dell'intero Paese e della stessa Europa che sono stati così vicini e solidali sin dall'indomani della tragedia?".

"'Gli indagati hanno rivelato una dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività, arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costituire società ad hoc, a rappresentare realtà fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onestà e trasparenza. Da ciò si ricava la certezza della reiterazione di reati della stessa specie', scrive il gip Romano Gargarella nell’ordinanza d’arresto, motivando le esigenze cautelari".

"In attesa che la magistratura faccia il suo corso, le conseguenze politiche generate dal malaffare devono percorrere la via obbligata di una sola scelta di responsabilità: dimissioni".

"Scelta che restituisca in tal modo dignità all'intera città martoriata e ai suoi cittadini e che, a distanza di cinque anni dal sisma, non consenta di rubare loro un futuro fattosi sempre più incerto e compromesso".

SEL: "CHIAREZZA SU VICENDE RICOSTRUZIONE"

"Chiediamo che su tutte le vicende legate alla ricostruzione si faccia chiarezza in tempi rapidi individuando le reali responsabilità e ripulendo le discussioni dalle false indiscrezioni".

Lo scrivono in un comunicato gli esponenti di Sinistra ecologia libertà Giustino Masciocco, capogruppo al Comune dell'Aquila, il coordinatore provinciale del partito, Umberto Innocente, e quello comunale, Pina Leone.

"Le inchieste giudiziarie e gli arresti di oggi sulla ricostruzione che toccano la Curia e il Comune e settori dell'imprenditoria e della pubblica amministrazione, destano indignazione e ribrezzo e Sel manifesta la sua grande preoccupazione rispetto alla gestione della cosa pubblica che si è avuta nel post terremoto".

"Riteniamo, infatti, che chi si propone a gestire la cosa pubblica deve avere comportamenti  trasparenti e consoni a ricoprire  ruoli chiave nelle pubbliche amministrazioni".

"Per le inchieste già in atto e su tutto il passato chiediamo di fare immediatamente chiarezza rispetto a cosa è successo e all’individuazione delle responsabilità individuali. Per il futuro c’è bisogno di attuare strategie politiche per aumentare il controllo e la trasparenza dell’azione amministrativa".

"Bisogna continuare, forse con maggiore celerità, lungo la strada che questa amministrazione, anche grazie all’azione politica di Sel, ha già intrapreso: sono stati emanati due provvedimenti molto importanti per cercare di arginare il fenomeno di possibili malversazioni nella gestione delle cosa pubblica: il primo riguarda il regolamento anti-corruzione che è stato recepito e adeguato alla struttura organizzativa dell’amministrazione per renderlo più efficace; il secondo è l’istituzione della centrale unica di committenza, già deliberata dalla Giunta comunale, che prevede un solo ufficio che si occupi di appalti, gare, consulenze acquisti".

"Questi due provvedimenti permetteranno maggiore controllo da parte dei cittadini e maggiore tracciabilità dei processi amministrativi".

"La chiarezza e la trasparenza degli atti amministrativi e la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche per il governo della città è secondo noi la strada principale per evitare il ripetersi di episodi come quelli che sono oggi sotto indagine".



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di Sandra Console
L’AQUILA - Una cinquantina di persone in rivolta sotto la sede comunale di Villa Gioia all'Aquila dopo i quattro arresti nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica su tangenti e appalti post-terremoto. Il sit-in è nato sulla rete,... (continua)

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