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SI ALLARGA GAP OCCUPAZIONALE: PER IL MEZZOGIORNO I POSTI DA CREARE PER RAGGIUNGERE I LIVELLI DEL CENTRONORD SONO CIRCA 3 MILIONI

SVIMEZ: ALLARME ''TRAPPOLA DEMOGRAFICA'', REDDITO CITTADINANZA NULLO SU LAVORO

Pubblicazione: 04 novembre 2019 alle ore 18:45

ROMA - "Si riallarga il gap occupazionale tra Sud e Centro-Nord, nell'ultimo decennio è aumentato dal 19,6% al 21,6%: ciò comporta che i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro-Nord sono circa 3 milioni". 

È quanto emerge dal Rapporto Svimez. 

"La crescita dell'occupazione nel primo semestre del 2019 riguarda solo il Centro-Nord (+137.000), cui si contrappone il calo nel Mezzogiorno (-27.000)", viene sottolineato. 

"L'Italia si allontana dall'Europa" e "il divario Nord-Sud rimane non sanato". 

È così che funziona quello che la Svimez definisce come il "doppio" gap a svantaggio del Mezzogiorno. 

"L'Italia - spiega il direttore Luca Bianchi - segue il profilo di crescita europeo con un'intensità sempre minore e il Mezzogiorno aggancia in ritardo la ripresa e anticipa le fasi di crisi". 

Guardando alle cifre: "Nel 2018 il PIL del Mezzogiorno è ancora oltre 10 punti al di sotto dei livelli del 2008; nel Centro-Nord mancano ancora 2,4 punti percentuali".

"Dall'inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati", nel rapporto viene lanciato l'allarme sulla "trappola demografica". 

In Italia nel 2018 si è raggiunto "un nuovo minimo storico delle nascite", si ricorda, sottolineando che al Sud sono nati circa 157 mila bambini, 6 mila in meno del 2017. La novità, spiega, è "che il contributo garantito dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli". 

La Svimez poi giudica "utile il Reddito di cittadinanza" ma sostiene che "la povertà non si combatte solo con un contributo monetario: occorre ridefinire le politiche di welfare ed estendere a tutti in egual misura i diritti di cittadinanza", spiega l'associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno in occasione della presentazione del Rapporto 2019. 

"Peraltro - sottolinea - l'impatto del Reddito sul mercato del lavoro è nullo, in quanto la misura, invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro".

Nel Rapporto si ricorda che da "diversi anni la Svimez ha proposto l'introduzione anche nel nostro Paese di una politica universale di contrasto al disagio e all'esclusione sociale, per questo va accolta con favore la scelta del Primo Governo Conte di porre al centro della manovra di bilancio 2019 una misura di contrasto alla povertà, il Reddito di Cittadinanza". 

Anche se la Svimez sottolinea "che la povertà non si combatte solo con un contributo monetario e che identificare la misura come una politica per il Mezzogiorno è scorretto perché si basa sulla dannosa semplificazione che vorrebbe dividere il Paese nei due blocchi contrapposti e indipendenti di un Nord-produttivo e un Sud-assistito. Il Reddito di cittadinanza, si sostiene, "è una misura 'nazionale' di contrasto alla povertà, le politiche per il Mezzogiorno, soprattutto dopo la crisi, dovrebbero passare attraverso una ridefinizione delle politiche di welfare e sul tema dei 'diritti di cittadinanza'".



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