SUMMIT MMT: ULTIMO GIORNO DI LEZIONI, ''E' ORA DI USCIRE DALL'EUROCRIMINE''

Pubblicazione: 21 ottobre 2012 alle ore 10:26

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RIMINI - Si apre la seconda e ultima giornata del summit numero 2 dedicato alla Modern Money Theory (MMT), al pala 105 di Rimini.

Il convegno sull'economia organizzato dal giornalista Paolo Barnard ha coinvolto Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez, economisti di fama mondiale chiamati a spiegare al pubblico presente, che ha finanziato il convegno, le soluzioni per uscire dall'Euro e dalla crisi che ha investito l'eurozona. Nel corso del summit verranno spiegati i dettagli del manifesto basato sugli studi trattati sul palco da presentare alla politica nazionale e locale.

Il prossimo fine settimana, Barnard e la squadra Mmt saranno a Cagliari.

Dopo la lunga sessione di ieri, nel corso della quale gli economisti hanno spiegato i motivi della crisi europea e fornito le 'armi' per uscirne, come il ritorno alle sovranità monetarie e della spesa a deficit positivo per i Paesi dell'Unione, si torna oggi sul palco del palasport riminese per la sessione conclusiva delle lezioni e per la parte dedicata alle domande del pubblico agli economisti.

Prima di iniziare e dopo la performance di Forstater, che ha 'suonato' a parole il 'blues della Mmt', Barnard ha lasciato la parola a Rossella Giavarini, imprenditrice di Parma e presidente di Reimpresa, associazione che si è fatta promotrice del summit.

"Non lasceremo distruggere le nostre imprese - ha dichiarato la Giavarini - quello che sta succedendo alle nostre aziende è un crimine, ma noi non siamo delle multinazionali potenti, noi siamo persone che hanno lavorato sempre. Chiediamo a tutti gli imprenditori, alle casalinghe, ai giovani, alle persone comuni, di unirsi a noi in questa lotta per salvare l'Italia".

TERREMOTO EMILIA: GIAVARINI, ''LO STATO NON AIUTA L'ECONOMIA, E' DEVASTANTE''

Ad AbruzzoWeb, la Giavarini ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione dell'Emilia terremotata.

"L'Emilia è una regione particolarmente attiva - afferma l'imprenditrice - la parte produttiva in cui è avvenuto il terremoto rappresenta un pezzo notevole del prodotto interno lordo. I segnali negativi ci sono. Da quello che so attaverso gli imprenditori, non si muove nulla, non ci sono aiuti consistenti per la ripresa, doveva essere il primo posto a ricevere aiuti. Lo Stato non immette denaro per riattivare l'attività produttiva, per aiutare i terremotati deve invece alzare le accise della benzina. Questo credo sia sconcertante, per non dire devastante".

"Sul terremoto dell'Aquila - continua - vedo che c'è chi esalta e chi demolisce gli interventi fatti. Non so quale sia la realtà di questa politica in cui c'è contesa e non unità, non saprei cosa rispondere".

Il piatto Mmt, anche per questa seconda e ultima giornata di lezioni, ha come 'pietanza' predominante la struttura dell'Euro, sui cui effetti benefici in Italia si è spesso dibattuto a vari livelli, dal politico all'economico, ma mai nessuno aveva mai veramente messo in discussione l'intero impianto della moneta unica, finendo per considerarne gli aspetti più negativi soltanto con il deflagrare della crisi globale.

Tra il pubblico è papabile l'interesse per Forstater, accademico Mmt dell’Università del Missouri KC, "fra i protagonisti del salvataggio dell’Argentina dopo il default del 2001".

"Cosa è accaduto all’Argentina negli anni 90?", si è chiesto lo statunitense, che ha subito risposto: "è entrata in uno schema di indebitamento 'Ponzi', dal nome dato da Minsky. Ponzi descrive diverse posizioni debitorie di famiglie, aziende, banche: uno schema di indebitamento continuo in cui i nuovi debiti servono per pagare i debiti precedenti, e via così, fino all’esplosione del sistema finanziario. Nel sistema monetario moderno con valuta fluttuante, non ci si ritrova in questa situazione, però è ovvio che se un Paese si indebita nella valuta di un altro Paese (come l'Argentina con il dollaro, ndr), allora rischia di ritrovarsi nella situazione di questo genere".

"Uno dei motivi della ripresa dell’Argentina dalla crisi economica - ha spiegato - con il ritorno del tasso di cambio fluttuante,fu introdotto il programma Jefes per l’occupazione, definibile come “programma di occupazione dei capi famiglia. Era interessante vedere che questo programma fosse ispirato dal nostro lavoro all’università di Kansas City. Rimasi sorpreso quando ricevetti una telefonata dal ministero del Lavoro argentino. Mi invitarono per fare da consulente per il ministero. In genere dall’estero chiamano i professori americani di Harvard e Chicago. Il nostro lavoro era comparso in una rivista sponsorizzata dall'Organizzazione mondiale del lavoro di Ginevra (ILO)che fa parte delle Nazioni Unite.Tre raccomandazioni del piano denominato 'Jefes' erano basate sulla MMT e poi realizzate dal centro C-Feps, il centro per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi, fondato da me eWarren Mosler".

"Daniel Kostzer - ha continuato nella sua lezione Forstater - ex ministro argentino del Lavoro, quando ha saputo che venivo in Italia, mi ha detto 'Bene, tu sei quello che ha salvato l’Argentina'. Non vorrei darvi questa impressione, non si tratta di iniziative attribuibili ad un singolo individuo, perché credo sia più importante ringraziare l’allora ministro argentino del Lavoro, appunto Kostzer, che ha avuto il coraggio di realizzare qualcosa di così audace in un Paese nei guai come l’Argentina in quel momento, e in un brevissimo lasso di tempo. Lui assunse una idea che aveva letto in una rivista della Ilo, per realizzare un enorme programma di garanzia dell’occupazione in Argentina nell’arco di tre mesi. Era riuscito ad applicare questo programma con il 5 poer cent della popolazione argentina che partecipò al programma, il che non è poco. Noi non eravamo nelle università di grido solitamente rinomate: io ero di Kansas City, non era facile presentarmi. C’è voluto coraggio e una grande e ambiziosa visione. Il Fmi prevedeva il disastro per l’economia argentina, avallato dagli economisti mainstream, che insistevano sul fatto che l’Argentina avrebbe pagato un altro prezzo sul default. Prima del default l’Argentina era tutta concentrata sull’austerità e politiche fiscali severe, politiche monetarie che sostenevano il tasso di cambio fisso per rafforzare la credibilità. Credo che riconoscete queste parole, qui in Italia. La ripresa argentina è stata aiutata dalla domanda interna senza aiuto da parte del Fondo monetario internazionale e di altre organizzazioni internazionali. Il Fmi voleva che fosse annullato il programma Jefes per tutelare ipoteche e mutui sulle loro case".

"Il tasso di cambio argentino era fisso - ha precisato l'economista - e subito dopo il default il tasso di cambio è schizzato in altoper poi scendere un poco ed ora stabilizzarsi. E i prezzi? Quando la crisi colpì, i prezzi crebbero, ma poi si abbassarono e l’inflazione è rimasta piuttosto bassa, l’incremento dei prezzi in realtà si è concentrato in un anno, 18 mesi al massimo. Anche il pil, dopo il crollo del 2001, poi è cresciuto. Nel 2002 la disoccupazione era al 20 per cento, nel 2007 era sotto il 10. Secondo il regime di austerità, il Fmi, c’era la proiezione di una crescita superiore rispetto a quella registrata in realtà, fino al 13 per cento di errore del Pil nel 2001. Dopo il piano 'Jefes', il Fmi ha previsto un tasso di crescita minore invece rispetto a quello realizzato. Un anno previdero l’1 per cento e invece fu del 9".

Uno dei punti cruciali nelle critiche mosse nei confronti della Mmt è rappresentato dal sospetto che una teoria monetaria impregnata di spesa a deficit possa somigliare tragicamente al modello consumistico targato Usa. Ascoltando i discorsi di chi si è avvicinato per la prima volta alla Mmt, emerge il timore di una ripetizione più o meno ritinteggiata di quel modello capace di consumare risorse naturali a una velocità impossibile da sostenere.

Forstater non ha alcun dubbio di sorta al riguardo. "Il settore pubblico può usare tecnologie meno nocive per l’ambiente, può lavorare con più tranquillità in relazione alle risorse ambientali".

"Il programma 'Jefes' - secondo la testimonianza di Forstater - offriva 150 pesos al mese al capofamiglia in cambio di 4 ore di lavoro al giorno, con lavoro in forma di servizio e manutenzione di piccole attività, ed erano inseriti in programmi di formazione che prevedevano anche il completamento dell’istruzione obbligatoria. Molti di noi teorici riteniamo che in un programma di lavoro garantito anche la frequenza scolastica di un certo tipo andrà considerata un lavoro. Questo è uno dei punti forti: certe attività pubbliche, non a scopo di lucro, quindi non in competizione con il settore privato, possono garantire tantissima flessibilità nel modo in cui tali attività possono essere progettate perché le aziende private sono obbligate dalla concorrenza a scegliere tecnologie avanzate o usare certe risorse per abbattere i costi e aumentare i profitti, e tutto questo è logico. Una economia con forte disoccupazione perché dovrebbe utilizzare un tipo di occupazione ad alta intensità di capitale per il settore pubblico? Sarà un metodo quindi ad alta intensità di lavoro e non di capitale, cosa questa che appartiene di natura al sistema privato che resterà autonomo".

Molte le occasioni di colpire l'Unione Europea e il mondo della speculazione finanziara sfruttate da parte di uno degli uomini più conosciuti nel mondo dell'economia, Warren Mosler, 'padre' della Mmt con un recente passato proprio da speculatore finanziario, e di Alain Parguez, personaggio di spicco del mondo dell'economia francese, probabilmente l'intellettuale più ferocemente contrario alla struttura dell'Unione così come è stata concepita secondo le sue stesse testimonianze di uomo a stretto contatto con una figura chiave della costruzione dell'Europa che conosciamo oggi, Francois Mitterand.

Per Mosler, "l'elettore medio non sa che l'euro è il problema, anzi sembra che l'euro sia qualcosa di positivo. Molti dicono che anche prima le cose non andavano benissimo, ed ora vedono tassi di interesse bassi, e pensano che l'euro sia utile. Attualmente, piuttosto che dare la colpa alla valuta, preferiscono dare la colpa ai propri governi: la spesa, la corruzione, e tutto ciò a cui oramai siamo abituati. Con i nuovi governi le cose non cambiano: anche se cambiano i governi, il problema resta. Possono essere di destra o di sinistra ma con questa politica di riduzione del deficit e l'euro, che le persone tra l'altro ritengono positiva, allora le cose non miglioreranno mai. Inoltre le cose oramai sono così compromesse e le aspettativa così basse, che se la disoccupazione scendesse dall'11 per cento al 10, si griderebbe al miracolo. Anche dei piccoli miglioramenti vengono accolti positivamente, invece la disoccupazione dovrebbe stare al 3 per cento".

"Il governo italiano - ha quindi suggerito Mosler - può concedere dei crediti di imposta ad esempio per l'energia verde. Con i crediti di imposta prima si spende e poi si raccolgono i crediti con le stesse imposte. Quindi prima il credito viene speso, e poi viene restituito: chi non lo usa immediatamente è identico a una obbligazione, viene accettata come equivalente al denaro per il pagamento delle imposte. I politici, però, ritengono che sia sbagliato spendere più di quanto si tassa: è la stessa cosa che se l'Italia abbandonasse l'euro e tornerebbe alla lira avremmo lo stesso problema di oggi: sappiamo perché ci serve un deficit, perché equivale ai risparmi che fanno funzionare l'economia. Deficit governativo uguale risparmio del settore privato, questa equazione è sempre identica, sono la stessa cifra. L'Italia può tornare alla piena occupazione, sarebbe possibile farlo anche nell'Unione europea ma anche se non dovesse essere emesso alcun titolo e anche senza tassi di interesse i leader politici non lo faranno perché lo considerano deficit. Questi discorsi dei politici equivale a dire che i bambini non sono degli investimenti ma delle spese. E se non facessimo più bambini, a cosa servirebbe tutto il resto? Nulla. Infatti anche negli Usa dove bisogna pagare tutto, abbiamo messo "la nascita dei bambini" fuori mercato, e le percentualità di natalità sono bassissime".

Ai miei tempi, negli anni '50 e '60 - ha ricordato - chi non aveva istruzione lavorava per 2 dollari l'ora, e con quei soldi, che erano pochi, ci si poteva sposare, avere tre figli, comprare la casa, la moglie poteva anche non lavorare finché i bambini andavano a scuola, la scuola era pubblica, l'università era pubblica.  Io ho frequentato l'università del Connecticut e i miei genitori non erano ricchi, pagavo 300 dollari. Oggi vedo che ci sono due persone che lavorano, ma non resta niente alla fine del mese: i bambini devono essere considerati un investimento e non una spesa. Negli Stati Uniti sappiamo che abbiamo un problema di dipendenza, gli anziani crescono, scendono i lavoratori. L'unica cosa che ci serverà davvero per il futuro è l'istruzione, e questa è la prima cosa che tagliano.Tutto questo è un crimine contro l'umanità".

Il fondatore della Mmt ha poi annunciato che si presenterà alle elezioni nel parlamento Usa.

"Io vivo nelle Isole Vergini e quest'anno mi presenterò nelle elezioni in Parlamento, ma ho poche necessità di vincere. Se arrivo in congresso sarà un uragano là dentro. Mi hanno chiesto perché mi sono presentato e dico che è questione di coscienza".

Gettonatissima la questione della tassazione dei ricchi, spesso utilizzata dai politici per lanciare messaggi di speranza agli elettori dal conto in banca spesso quasi vuoto.

Partendo dal dramma della disoccupazione, Mosler ha formulato un suo pensiero ben preciso.

"Se il problema è la disoccupazione, questo è un problema del governo che spende poco e tassa troppo. Ci sono tanti modi per ripristinare un equilibrio con un adeguamento, o si aumenta la spesa pubblica o si riducono le tasse.Se si tassano i ricchi, di solito la loro abitudine di spesa non cambia e fa molto male all'economia, e l'economia andrà meglio. La questione è: se non si tassano i ricchi, e aumentano le spese, l'economia andrà altrettanto bene, quindi a cosa serve tassare i ricchi? Il motivo è 'ingegneria sociale', che è un motivo valido, ma non va confuso con una fissazione e irrigidimento dell'economia, o una fissazione dell'economia. Quello che conta è la distribuzione dei consumi e questo non va confuso con il conto corrente bancario".

Gli ha fatto eco Parguez. 

"Quando si tassano i ricchi, molti dimenticano che queste tasse non danno in realtà risorse, perché non siamo più nell'economia agraria. Sono d'accordo con Mosler, perché l'odio nei confronti dei consumi fa dimenticare che il regime di Francois Hollande in Francia ha decretato che i ricchi sono coloro che guadagnano più di 3 mila euro al mese".

Nel corso del pomeriggio, spazio alle domande del pubblico. Alcuni gruppi di cittadini presenti al summit si sono riuniti all'esterno del palasport sia ieri che oggi, per discutere i passi successivi a questo secondo convegno Mmt. Presenti anche gli 'scissionisti' che hanno organizzato il primo summit del febbraio scorso, ormai fuori dal gruppo di Barnard per dissidi con lo stesso giornalista.

Prossima tappa Mmt a Cagliari il 27 e 28 ottobre.



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