SULMONA: SI DIMETTE SINDACO CASINI, ''MAGGIORANZA NON C'E' PIU'''

Pubblicazione: 10 agosto 2018 alle ore 19:25

SULMONA - La sindaca di Sulmona (L'Aquila) Annamaria Casini si è dimessa oggi pomeriggio.

Lo ha fatto dopo aver abbandonato l'aula consiliare mentre era in corso la discussione sulla riclassificazione dell'ospedale di Sulmona a ospedale di Primo livello.

Una seduta consiliare burrascosa che ha fatto riesplodere la crisi all'interno della maggioranza che sembrava chiusa con la verifica di quindici giorni fa. A riproporre la questione della coesione della maggioranza e dei programmi da attuare è stato il consigliere comunale Andrea Ramunno (Adesso Sulmona) che mentre ci si accingeva a votare all'unanimità la delibera per l'ospedale ha chiesto la parola facendo riesplodere la crisi.

"Abbiamo chiesto due volte una verifica e questa nostra richiesta è stata disattesa - ha detto Ramunno - prendo atto che in questo momento l'amministrazione comunale non è in grado di rispondere alle sfide che ci si propongono, il sindaco prenda atto anche lei di questa situazione".

Dichiarazioni che hanno gelato l'aula ma soprattutto la sindaca, che poco dopo ha abbandonato l'aula anticipando di fatto la decisione maturata nel pomeriggio

È durata appena due anni, dal 20 giugno 2016 ad oggi, l'esperienza amministrativa del sindaco Casini e della coalizione civica alla guida del Comune di Sulmona.

Due anni segnati da una maggioranza che ha portato avanti il proprio mandato, incontrando difficoltà, provocate sia dalle incertezze dovute sia ad una coesione spesso rivelatasi fragile sia ad una macchina burocratica, che come nel caso della ricostruzione post sisma e di altri interventi, anche ordinari, ha mostrato tutta la sua farraginosità e lentezza, ostacolando l'azione amministrativa.

La coalizione civica aveva dalla sua parte la presenza di giovani che hanno suscitato speranze negli elettori, per uno svecchiamento della classe politica cittadina, dando vita ad una classe politica nuova. Speranze franate oggi pomeriggio con la lettera di dimissioni del primo cittadino.

 

La Casini ha poi diffuso una lunga nota, pubblicata integralmente sotto, per spiegare le ragioni della scelta.

La sindaca già alla fine di dicembre aveva rimesso il mandato in polemica contro la decisione del Governo di autorizzare la realizzazione della centrale di compressione Snam a Case Pente, per poi tornare sui suoi passi.

LA LETTERA DEL SINDACO

Ho sempre lavorato, senza risparmiarmi, al servizio di Sulmona e ad esclusivo interesse della cittadinanza. Ho sempre pensato che il principale obiettivo di questa amministrazione fosse quello di dare alla città la stabilità necessaria, unica condizione per consentire la risoluzione di numerosi e grandi problematiche che si trascinano da anni". Ho sempre ritenuto importante riportare questa città alla normalità politica e amministrativa, ecco perché viaggiavo con caparbietà tra mille difficoltà in questa direzione, nonostante la consapevolezza che i risultati si sarebbero visti nel tempo.

Mi sono sempre messa a disposizione con grande spirito di servizio e lealtà ad un progetto politico che non era solo il mio. Ho sostenuto e portato avanti con tutte le mie forze un impegno preso con i cittadini di Sulmona, che diedero un consenso altissimo alla nostra proposta, dando fiducia ad una squadra giovane che avrebbe dovuto portare non solo una ventata di novità, ma soprattutto una innovativa progettualità per il bene della città.

Nella situazione complessa verificatasi negli ultimi mesi, sia politicamente che amministrativamente, ho combattuto con tenacia e determinazione al fine di evitare un’interruzione del mandato ed un’ulteriore commissariamento che Sulmona non merita. 
Ho continuato a lottare contro tutto e tutti anche quando sono stata lasciata da sola perfino dalle forze che mi avevano sostenuto fin dall’inizio.

Ho portato avanti con forza e determinazione battaglie a salvaguardia della nostra città e del territorio pensando al futuro dei nostri figli, quelle contro il progetto Snam e la chiusura del Tribunale, quelle per una  sanità migliore, i trasporti, quelle per ottenere maggiore sicurezza nel nostro territorio, anche con un nuovo modello di Protezione Civile ottenendo risorse finanziarie a questo scopo e quelle per realizzare uno sportello unico di progettazione europea, per lo sviluppo della nostra città.

E poi la riorganizzazione degli uffici comunali, anche questa fin ora ostaggio di tensioni e veti di cui se ne sono fatti protagonisti proprio quei consiglieri che stanno operando per indebolire la maggioranza, facendo venir meno anche in aula presenza e dibattito. Ed ancora la ricostruzione, con il potenziamento dell’ufficio sisma, la gestione associata dei servizi sociali, l’edilizia scolastica, un percorso di rilancio culturale. Ma tante altre cose sono state seminate, perché è il tempo che può dare soddisfazione a tante energie progettuali di un Amministrazione che vuole incidere veramente.

Due anni che hanno visto una faticosissima azione per far risalire la china ad una città martoriata da anni di instabilità, mal governo, dissidi e divisioni.

Pochi mesi fa era stato finalmente raggiunto un equilibrio politico con il coinvolgimento attivo di tutti i gruppi in una nuova giunta espressione di una maggioranza rinforzata con una riorganizzazione delle deleghe funzionale a valorizzare le singole competenze e affrontare al meglio tutte queste sfide, e si stava portando avanti il lavoro in maniera proficua, in un clima positivo e collaborativo.
Il Comune di Sulmona non può essere trattato come  un tavolo di poker, dove si rilancia ad ogni giro  per  accaparrarsi un piatto che rischia di rivelarsi perfino vuoto, visto che i temi concreti e le politiche per la città lasciano il passo a sterili discussioni su posizioni di forza tra i singoli gruppi.

Dopo mesi di tira e molla, di discussioni inutili, caratterizzate da poca sostanza sollevate da singoli consiglieri e dei loro sfoghi sulla stampa, sarebbe stato logico che arrivassero a scelte individuali conseguenziali e responsabilmente coerenti. Ma niente.

Ho assistito ad azioni di consiglieri comunali, che, in questi anni, anziché lavorare con progetti per la città, hanno profuso tanta energia solo per indebolire questa Amministrazione, ne è prova la scarsissima attività di Commissione su temi o proposte politiche da presentare in aula, dove invece si assisteva ad assenze strategiche o a interventi inopportuni a difesa del proprio operato politico.

La coalizione che ha sostenuto questo progetto oggi ha dimostrato di essere di fatto venuta meno, attraverso azioni ed omissioni indebolendo il progetto politico che doveva essere di reale cambiamento, per ideali e azioni.

Oggi c’è stata l’ultima e più grave dimostrazione di come si stia giocando sulla pelle delle persone e della città. E a questo gioco io non ci sto. Ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità rispetto ad un progetto che non è solo del sindaco, ma è di un intero gruppo, una maggioranza incartata su discussioni sterili che poco hanno a che fare con il bene di Sulmona.

Non hanno avuto il coraggio nè la giusta maturità di affrontare in modo deciso i problemi per portarli ad una risoluzione positiva insieme o di rinunciare alla poltrona. Mi assumo, come ho sempre fatto, le mie responsabilità e anche per loro conto, con grande dolore e rammarico per tutto quanto avrei voluto continuare a fare per la mia città, ho deciso di concludere il mandato prematuramente. Ritengo questa inutile litigiosità, che sa di vecchia politica e che tanto ho cercato di contrastare,  di fatto, la vera causa della mia sofferta decisione.

Il mio è un atto di grande coraggio in quanto ritengo che non sia rispettoso nei confronti della città restare a lottare inutilmente tra le beghe politiche o presunte tali, che nulla hanno a che fare con il mio modo di intendere la politica e di operare per risolvere i problemi di Sulmona. Beghe che hanno di fatto minato e rallentato l’azione Amministrativa.

Voglio ringraziare i numerosi cittadini che mi hanno manifestato in questi anni e soprattutto in questi ultimi mesi il loro sostegno e tutti coloro che mi hanno incoraggiato a tenere duro e a non mollare, consapevoli delle numerose difficoltà e della complessa situazione in atto.

Sono stati per me la forza che mi ha consentito di guidare un’Amministrazione concentrata sui problemi della comunità, in una faticosissima azione per far risalire la china ad una città martoriata da anni di instabilità, mal governo, dissidi e divisioni  che hanno minato nel tempo anche il buon andamento della macchina amministrativa.

 



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