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LUIGI DI IANNI RACCONTA LA SUA INVENZIONE DI MARKETING E RISPARMIO

SULMONA: IL PANE DI IERI CONTRO LA CRISI,
''VENDITE DA 5 A 50 CHILI, UN SUCCESSONE''

Pubblicazione: 05 marzo 2013 alle ore 08:53

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SULMONA - Luigi Di Ianni, panettiere di Sulmona (L’Aquila) trova la sua personale ricetta per combattere la crisi e lancia un mese fa l’idea del ‘pane del giorno prima’ scontato al 50%, decuplicando le vendite.

Il commerciante peligno fa di necessità virtù e offre ai suoi clienti un prodotto di qualità alla metà del prezzo.

Un pane preparato con le patate, secondo la ricetta tradizionale delle nonne, che non perde la freschezza il giorno seguente, come spiega ad AbruzzoWeb.

"È buonissimo anche nei giorni successivi: ha un profumo e un gusto migliori".

Dopo l’iniziale stupore dei clienti, in pochissimo tempo il pane in saldo registra un incremento nelle vendite di oltre il 1.000%, da 5 a 50 chili al giorno e fa già proseliti in Abruzzo.

“Ho saputo che alcuni panettieri di Pescara e Raiano stanno vendendo il pane a metà prezzo - prosegue - Ne sono felice, spero che potranno farlo ancora in tanti”.

Una tecnica di marketing studiata da Di Ianni che preferisce non proporre direttamente il prodotto alla sua clientela per non “urtarne la sensibilità”.

“Ho deciso di apporre cartelli in negozio, aspettando che la gente superasse autonomamente i tabù e me lo chiedesse spontaneamente, senza doversi vergognare. È stata la scelta migliore, secondo me”.

Una soluzione che salvaguarda le tasche dei consumatori e che potrebbe essere applicata a tanti altri prodotti, secondo il commerciante: "Il concetto è lo stesso. È tutto recuperabile se si vuole, senza intaccare la qualità. In campo ortofrutticolo, per esempio".

Come è nata l’idea?

Mi ero stancato di vedere risorse importanti buttate via così. Chili e chili di pane sprecati o dati agli allevatori della zona per gli animali da cortile. È un pane come quello che facevano le nostre nonne, in grado di mantenersi in ottimo stato anche per 3 o 4 giorni. Una ricetta antica, semplice, genuina.

Quanto pane si spreca al giorno?

A livello italiano il dato è davvero allarmante: oltre 2.000 quintali al giorno vanno a finire nelle discariche e questo è davvero inaccettabile se si pensa che quel pane potrebbe tranquillamente essere venduto e mangiato il giorno seguente.

Non si potrebbe darlo alla Caritas o ad associazioni che si occupano di beneficienza?

Ci ho provato una volta, volevo regalarlo a un’associazione per anziani, ma mi sono sentito rispondere di no perché avevano già il loro fornitore, immagino a pagamento. E allora mi sono detto, perché buttare tutto questo prodotto? Proviamo a venderlo alla metà del prezzo!

Come è stata presa questa iniziativa dalla clientela?

Inizialmente è partita un po' a rilento, perché non volevo toccare la suscettibilità dei miei clienti che erano molto meravigliati. Ho messo solo dei cartelli nei miei tre punti vendita. È stata una pubblicità discreta per portare la gente a chiedere, senza vergogna o imbarazzi. Hanno iniziato a chiederlo per farci le polpette, poi quando si sono accorti che il pane era in stato di buona conservazione, hanno iniziato anche a comprarlo per metterlo a tavola.

Un’idea geniale che potrebbe essere ripresa anche da altri.

Certo, alcuni già lo fanno. Ho saputo che a Pescara, Raiano e Roma miei colleghi panettieri stanno facendo lo stesso.

Cosa ne pensano gli altri panettieri di Sulmona?

Devo dire che i miei colleghi, che per me non sono rivali, ma amici, non si sono fatti sentire per niente. Forse hanno idee diverse rispetto alla mia. Ho ricevuto complimenti davvero da tutti, ma da loro no e per me questo è assurdo.
 
Forse perché in questo modo si accaparra una gran fetta di clientela.

Non so se sia così, ma questa cosa mi dispiace davvero molto. I panettieri sono una categoria strana. Ripeto, per me non sono concorrenti, ma colleghi.

Come vanno le vendite?

Molto bene, davvero. Dai primi giorni a oggi c’è stato un incremento del 1.000%. I primi giorni vendevamo 4 -5 chili di pane, adesso siamo arrivati a 50. Una sorpresa, certo, ma anche una grandissima soddisfazione.

Questo denota che la crisi si sente molto e che la gente inizia a risparmiare anche nel settore alimentare.

Certo! La crisi si sente forte anche nel nostro settore, le vendite di pane negli ultimi 4-5 anni sono scese del 10%. Di contro i prezzi delle materie prime sono aumentati: la farina, per esempio, è passata da 25 a 50 centesimi al chilo.

Quanto posso risparmiare a fine anno le famiglie in questo modo?

Considerando che una famiglia di 4 persone in media spende 360 euro di pane all’anno, potrebbe quindi guadagnare 180 euro.

Lei mangerebbe il pane del giorno prima?

Certo, senza alcun problema. Ieri ho mangiato quello di venerdì ed era davvero buonissimo. È un tipo di pane che migliora con il passare dei giorni. Ha un profumo e un gusto migliori.

Si potrebbe utilizzare questa idea anche per altri prodotti?

Il concetto è lo stesso. È tutto recuperabile se si vuole, senza intaccare la qualità dei prodotti. In campo ortofrutticolo, per esempio. Chi ha un orticello in casa mangerà sicuramente un cavolo un po’ più vecchiotto, togliendone le prime foglie. Per i supermercati, però, questa cosa è più difficile da realizzare per un fatto di costi e tempo impiegato nel recuperare la mole di frutta e verdura da rivendere che andrebbe comunque pulita. Comunque, in alcuni supermercati molti prodotti freschi con scadenza a breve vengono venduti al 50% del prezzo.

Che tipo di clientela ha il pane del giorno dopo?


Di ogni tipo. Dalle famiglie che hanno più problemi a quelle che economicamente potrebbero permettersi il pane fresco. Lo comprano davvero tutte le fasce sociali.

È un lavoro molto duro il suo, in molti non lo farebbero.

Certo, è duro e sofferto, ma è una passione che porto ormai avanti da 8 anni. Si fatica di notte con turni che vanno dalle 23 alle 7 del mattino per la produzione del pane e dalle 3 del mattino alle 10 per i dolci. Prima di diventare panettiere facevo l’agente di commercio nel settore dolciario alimentare, quindi ero già abbastanza inserito nel settore.

Rifornisce anche altri punti vendita?

No, ho scelto di non farlo perché non voglio diventare schiavo dei supermercati che fanno il bello e il cattivo tempo con i prodotti freschi. Hanno solo prodotti di giornata nei bancali e ogni giorno rendono indietro tutto il non venduto.



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