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INTERVISTA AL FILOSOFO ''ALLIEVO INDIPENDENTE DI HEGEL E KARL MARX'',
''ORMAI LA LA SINISTRA ELOGIA I DIRITTI CIVILI SENZA QUELLI SOCIALI''

FUSARO, ''ABBATTERE E RICOSTRUIRE L'EUROPA COME I RUDERI AQUILANI''

Pubblicazione: 03 marzo 2016 alle ore 07:30

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L'AQUILA - La ricostruzione post-sismica aquilana? Non poteva che generare disuguaglianze e speculazione, perché questo è il destino dell’epoca.

La ripresa economica invocata anche in Abruzzo? Una chimera, è chi comanda che vuole la crisi. L’Europa, come le case inagibili e i ruderi aquilani, va abbattuta e ricostruita. 

Sono solo alcune delle affermazioni a tinte forti di Diego Fusaro, giovane filosofo torinese, classe 1983, che nel 2016 in Italia ha l’ardire di definirsi "allievo indipendente di Hegel e di Marx, intellettuale dissidente e non allineato, al di là di destra e sinistra, che continua nella lotta politica e culturale che fu di Marx e di Gramsci".

Con il risultato di essere inviso al centro, a destra, ma soprattutto a sinistra, dove c'è chi lo considera un fenomeno mediatico, un "marxista da salotto televisivo" divenuto famoso, e dunque autorevole, solo perché è ospite fisso della trasmissione La Gabbia di La7.

Dove non manca di cannoneggiare seppure con la polvere da sparo di dotte citazioni contro i sindacati, la sinistra governativa, Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia di Sinistra ecologia e libertà che con il suo compagno ha da poco un figlio concepito da un utero in affitto, contro i diritti civili che diventano "uno specchietto per le allodole per eliminare i diritti sociali", infine contro l'immigrazione "come espediente per creare in Europa un esercito industriale di riserva".

Professor Fusaro, la politica regionale anche in Abruzzo è in attesa messianica della ripresa economica. Fa bene essere ottimisti?

Non ci sarà nessuna ripresa, la crisi è un metodo di governo per imporre in modo non democratico le decisione delle élite neofeudali. Lo stato di crisi, la shock economy, spalanca la strada alla politica economica di emergenza, che serve a tagliare la spesa pubblica, a ridurre i salari e le pensioni.

Per qualche osservatore, anche il post terremoto dell’Aquila gestito dalla Protezione civile è stata una forma di shock economy. Condivide questa analisi?

Anche nel post terremoto la logica emergenziale è servita a troncare sul nascere ogni possibilità di scelta democratica. Nulla di anomalo, anche all'Aquila, con tutti i miliardi in arrivo, non poteva che riprodursi la massima del neoliberismo, quello del vivere pericolosamente, del massimizzare i profitti, allargando la forbice della disuguaglianza. Non poteva che riprodursi la cifra del mondo diseguale, di quelli che festeggiano il 1989, data spartiacque della caduta del muro di Berlino e del trionfo globale dell’economia di mercato che sta portando alla distruzione dei diritti dei più deboli. All'Aquila come altrove, ha avuto gioco facile la speculazione, il reato non sanzionato, ed anzi riconosciuto dalla legge che si chiama ingiustizia sociale.

Anche in Abruzzo tengono banco, a periodi alterni, il tema dei costi della politica, l’abolizione degli enti inutili, il disprezzo per la casta. Condivide questa insofferenza?

Si tratta di una rabbia che parte da presupposti giusti, ci sono oggettivi sprechi di denaro pubblico ed evidenti privilegi della classe politica. Ma è una rabbia che viene usata astutamente per demolire il pubblico, la sfera statale, i diritti sociali e del lavoro, per lasciare totale spazio libero agli agenti del neoliberismo e alle privatizzazioni. Si vuole distruggere non la casta dei politici, ma distruggere la politica in se stessa, far trionfare l’ordoliberismo di Margaret Thatcher ovunque. È un processo iniziato in Italia con Mani Pulite, che è stato un Colpo di Stato giudiziario che ha spazzato via la vecchia classe politica, senz’altro corrotta, ma che aveva ancora un'idea di spesa pubblica, di politica sociale e difesa dei diritti di lavoratori.

Un'altra Europa è possibile?

No, questa Europa è irriformabile, bisogna uscire da questa costruzione economica e finanziaria, serve una rifondazione, bisogna abbattere e ricostruire, un po’ come si fa con le case dell’Aquila che non sono più recuperabili perché non stanno più in piedi.

Condivide l’intervento di welfare rappresentato dal reddito minimo garantito, o reddito di cittadinanza?

No, perché è una involuzione neoliberista del welfare: anche se sei laureato ti garantisco un salario da fame con assegno di Stato, ma ti costringo però a fare lavori socialmente utili, anche a pulire i bagni. Umiliante come la social card di Silvio Berlusconi. Non è questo il welfare che serve, che si può ottenere solo uscendo dalla gabbi del fiscal compact imposto dall’Europa, riacquistando una sovranità monetaria, tornare ad essere uno Stato sovrano e democratico che possa attivare politiche di piena e dignitosa occupazione.

Cosa sono destra e sinistra oggi?

La destra è quella del denaro e del mercato senza freni né limiti, che è economicamente a destra, politicamente al centro, culturalmente a sinistra. Quest’ultima non fa altro che santificare il capitalismo e i suoi nessi di forza, con l’elogio della globalizzazione, dei diritti civili senza diritti sociali, della fine dello Stato sovrano e anche delle religioni, perché anche quest’ultime sono incompatibili con il mercato, visto che, come scriveva Ezra Pound, 'il tempio è il sacro che non è in vendita", ossia che non può diventare merce.

Diritti civili senza diritti sociali: in che senso?

Un esempio recente: Nichi Vendola ha un figlio mediante la maternità surrogata, ossia l’utero in affitto. Rivedicando un suo diritto civile, ma cedendo però alla pratica ultraclassista dell’adozione di un bambino mediante la mercificazione integrale, trasformando i bambini in articoli di commercio, in enti sradicati venuti al mondo per capriccio dell’individuo consumistico portatore di volontà di potenza. Comprare un figlio con l’utero in affitto è cosa da ricchi, costa migliaia di euro, non è da proletari, ma da capitalisti. Non è pratica degna del Servo, ma del Signore. Allo stesso modo, in Grecia abbassano le pensioni minime e promuovono i diritti civili, in Italia tolgono l'articolo 18 e vogliono fare le unioni civili. I diritti civili non costano nulla perché non toccano i rapporti di forza economici. La vera emancipazione sarebbe implementare i diritti civili e sociali insieme, in realtà i diritti civili vengono usati come specchietto per le allodole per togliere quelli sociali. 

Che giudizi ha dell’ambientalismo?

L’ambientalismo deve essere parte della lotta contro questo modello economico. Ora è una forma di protesta interna, innocua. In fondo anche la green economy è capitalismo al volto ripulito. La forza che sta distruggendo l’ambiente è il capitalismo.

Lei ha usato parole molto dure sul ruolo del giornalista. Perché?

Esiste un clero giornalistico che non crede in nulla e parla di tutto. Che ogni giorno mette in scena il senso del mondo calcolato dal potere, definendo le forme dell’opinare e del rappresentare. È il cane da guardia del nuovo ordine feudale.



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