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VIA LIBERA CON PRESCRIZIONI DA CONFERENZA SERVIZI, C'E' CHI DUBITA DELL'AFFIDABILITA' DITTA APPALTANTE IN CONCORDATO PREVENTIVO, MA TECNICI ''SCONSIGLIANO'' REVOCA, PERCHE' FONDI STATALI A RISCHIO; PER CRONOPROGRAMMA APERTURA CANTIERI ENTRO GIUGNO 2020

CENTRAL PARK L'AQUILA: OK A PROGETTO,
MA RESTANO OMBRE SU SOLIDITA' DI RIALTO

Pubblicazione: 25 settembre 2019 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Un passo in avanti, con l'approvazione da parte della conferenza dei servizi del 17 settembre, del progetto definitivo da 17,1 milioni di euro dell'agognato central park di piazza d'Armi a L'Aquila, la cui realizzazione è attesa da un buon decennio.

Un percorso che resta comunque lastricato di incertezze e ostacoli.

A causa dei guai finanziari della ditta appaltante, la Rialto di Caserta, innanzitutto, da febbraio in procedura di concordato preventivo, e che per questo motivo già ha perso molti lavori in giro per l'Italia, e che induce un fronte politico bipartisan in consiglio comunale dell'Aquila, a valutare seriamente l'ipotesi della revoca anche dei lavori del central park.

Tecnici e legali del Comune, ad aumentare la complessità della partita, invitano però alla prudenza, sostenendo che atti di forza porterebbero ad un contenzioso dagli esiti incerti, e al forte rischio di perdere i finanziamenti statali, congelati da anni, se i cantieri non partiranno entro giugno del 2020, come promesso a gennaio scorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

E sembra a questo punto voler adottare la posizione suggerita dai tecnici il vicesindaco Raffaele Daniele, dell'Uc, che ha la delega alla ricostruzione pubblica. Mentre resta forse l'unico dare apertamente battaglia contro l'affidamento a Rialto, il consigliere di opposizione Lelio De Santis, dell'Italia dei valori.

Una storia appassionante, a suo modo, e anche maledetta, quella del progetto del parco urbano della zona ovest del capoluogo d'Abruzzo, avviato prima del sisma del 2009, e che dovrà sorgere su quello che era demanio militare, in un'area enorme, di 100 mila metri quadrati, con boschi, percorsi pedonali e sportivi, prati, laghetti, parcheggi interrati e a raso, per  centiania di posti auto, un auditorium da mille posti, con negozi, servizi, bar e ristorante.

Intervento finanziato con oltre 22 milioni di euro già in cassa da anni, ben oltre quelli necessari, tra cui 2,7 milioni donati dagli emigranti abruzzesi in Australia, nobile gesto di solidarietà per il quale ha ricevuto ringraziamenti ed encomi l'ambasciatore Christopher Chung invitato assieme ai diplomatici di altri sette paesi donatori a Palazzo Pica Alfieri a L'Aquila il 10 settembre scorso.

A vincere l'appalto nel 2013, la Rialto, importante azienda con sede a San Tammaro nel casertano, con un offerta di poco superiore ai 10 milioni di euro, con un ribasso però del 60,5 per cento su una base d’asta di 18 milioni di euro, battendo il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) di Bologna, oggi Integra. Rialto ha però poi chiesto 5 milioni aggiuntivi, raggiungendo, dopo un serrato contenzioso, un accordo di compromesso il 30 aprile scorso con il Comune dell'Aquila, che ha fissato l'importo dei lavori a 13.060.010, circa 3 milioni in più rispetto ai 5 richiesti. L'appalto del central park avrà dunque un importo complessivo di 17 milioni e 188.980 euro in quanto vanno aggiunti 4 milioni e 128.970 euro a disposizione del Comune per attività extra, spese tecniche, imprevisti e così via. 

Vicenda che ha provocato veementi polemiche politiche, rinfocolate dal fatto che nel febbraio di quest'anno, la Rialto, che naviga in cattive acque, è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo da parte del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che è ora in attesa che la società presenti il piano di rientro dai suoi debiti. Intanto però, con decisioni ritenute comunque illegittime dalla stessa società, è arrivata l'esclusione del sodalizio da altri appalti in giro per l'Italia. A Firenze, per la realizzazione di un polo pediatrico, a Roma, per la sede della Fondazione Ensarco, e a Milano, per interventi nell'ospedale di Cinisello Balsamo, e da ultimo a giugno, di un appalto di 1,4 milioni per l'abbattimento e ricostruzione di case popolari Ater danneggiate dal sisma a L'Aquila.

Evenienze che non hanno messo finora in discussione l'affidamento dei lavori del central park, che ora ha anzi ricevuto l'ok dalla conferenza dei servizi decisoria, presieduta dal rup Giuseppe Galassi, dal responsabile della procedura, il geometra Tiziana Moro, e dal dirigente del settore Ricostruzione dei beni pubblici, Pierluigi Carugno.

Parere positivo, con alcune prescrizione, su barriere architettoniche, norme igieniche e un'area oggi occupata dalla chiesa e dalla mnesa dei poveri, e non sono previsti interventi, ma che di fatto sblocca l'iter.

Manca solo infatti a questo punto l'esame di una società di ingegneria per valutare l'aderenza del progetto con quanto previsto dal Codice degli appalti. Società da scegliere attraverso un bando, già pronto, che sarà pubblicato a giorni, assicurano al Comune. Una partita che si dovrebbe concludere a dicembre, e a quello punto potrebbe arrivare in via libera definitivo, e l'avvio dei lavori.

Il condizionale è però ancora d'obbligo: all'indomani del parere positivo della Conferenza dei servizi, è tornato infatti alla carica il consigliere De Santis, ancora una volta avanzando dubbi sull'affidabilità economica della Rialto, e anche sul via libera da parte della conferenza dei servizi, visto che a suo dire "i pareri positivi sono articolati e condizionati al punto da sembrare negativi".

Ha dunque chiesto la convocazione urgente della commissione di Garanzia e controllo e della commissione Territorio del Comune, invitando infine "la Giunta comunale ad affrontare il problema, non lasciando che siano gli uffici ad assumere una decisione impegnativa".

A proposito però di giunta comunale: interpellato da Abruzzoweb, il vicesindaco Daniele, che in passato, anche quando era all'opposizione della maggioranza di centrosinistra di Massimo Cialente, ha espresso più volte perplessità sulla vicenda Central park, assume oggi proprio la posizione stigmatizzata da De Santis.

"E' stata una scelta politica molto complessa che abbiamo ereditato - ha detto il vicesindaco -, in particolare quella di scegliere la via dell'appalto integrato, ovvero con la stessa ditta che può fare sia il progetto esecutivo, sia realizzare l'opera. Ora però è una procedura in mano ai tecnici, personalmente ho fiducia nel loro operato, e ritengo che riusciremo a far fronte alle difficoltà che questo iter presenta".

E aggiunge, "un'eventuale revoca dell'appalto, è sì una scelta politica, ma deve essere anche questa presa con l'avallo dei tecnici. L'obiettivo è comunque in ogni caso stringere i tempi, i cittadini non possono più aspettare un'opera così importante e strategica".

E da quanto si apprende, gli uffici legali e tecnici di Palazzo Fibbioni, sconsigliano "vivamente" azioni di forza, e dunque di procedere con la revoca dell'appalto alla Rialto, perché forte è il rischio, che risulti un atto privo di "giustificato motivo". Scontato sarebbe dunque il ricorso della società, tenuto conto anche che l'appalto del central park è stato ottenuto da Rialto prima del concordato, a differenza degli altri lavori revocati, e la conseguenza sarebbe il rinvio ulteriore del tanto atteso inizio lavori, e sorpratutto la perdita del finanziamento statale, visto che, come hanno ricordato i tecnici, a febbraio di quest'anno è stato pattuito con il Ministero, come condizione per mantenere il finanziamento e non vederli dirottare altrove, un crono-programma che prevede la posa della prima pietra entro e non oltre giugno 2020.

La stessa Rialto, in una nota inviata ad Abruzzoweb, ha fatto notare che "la presentazione della domanda di concordato in bianco, con effetti prenotativi di un concordato con continuità aziendale, presentata da Rialto Costruzioni non risulta idonea a determinarne l'esclusione". Aggiungendo che "l'unico motivo per il quale la Rialto Costruzioni spa non ha proceduto a proporre ricorso al Tar avverso le esclusioni risiede nella sopravvenuta carenza di interesse verso i lavori di cui sopra a valle di una valutazione circa le lungaggini processuali e i relativi costi da sostenere".

Ha fatto infine notare che anche dopo febbraio la Rialto si è aggiudicata altri importanti appalti, e "ha quasi tutti i cantieri in piena attività".

Esaminando più da vicino la conferenza dei servizi del 17 settembre, il silenzio assenso è arrivato dalla Soprintendenza, dalla Gran Sasso Acqua, dall'Enel e dall'Arta, che non hanno avuto evidentemente nulla da obiettare.

Ad esprimere pareri favorevoli, ma con alcune prescrizioni, sono stati invece per il Comune, il servizio Edilizia urbanistica del settore Ricostruzione privata, e il disability manager, Chiara Santoro, e ancora i Vigili del fuoco e la Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila.

Il servizio Edilizia urbanistica ha nello specifico osservato che il progetto non individua opere nella parte oggi occupata dalla chiesa, dalla mensa dei poveri, e dalle altre strutture gestite dal movimento celestiniano, realizzate, con status provvisorio, dopo il sisma del 6 aprile 2009. In particolare non si prevedono collegamenti pedonali con l'area urbana in prossimità, e in generale si "tralascia l'indispensabile recupero dell'area”, come pure sarebbe previsto da un Accordo di programma quadro, approvato a seguito, e ad integrazione, del progetto. In sede di conferenza dei servizi è emerso però che "quell'area non era oggetto dell'opera", ed occorrerà dunque una progettazione ulteriore, in una successiva fase della programmazione. 

I Vigili del fuoco si limitano a prescrizioni di natura tecnica, sulla ventilazione del parcheggio, sulla distanza dalle pareti delle sedute del teatro, su una più puntuale descrizione delle misure di sicurezza relative alle cucina del ristorante dell'auditorium, e in generale agli impianti anti-ncendio.

Insiste sulle norme igieniche in base a cui realizzare il ristorante anche la Asl Avezzano- Sulmona-L'Aquila.

Infine il disability manager del Comune elenca una serie di prescrizione relative all'accessibilità per i disabili, e all'abbattimento delle barriere architettoniche, in particolare per in non vedenti e non udenti.

Raccomandando l'istallazione di mappe tattili nel parco, e la segnaletica per i disabili uditivi, l'individuazione di parcheggi per disabili nelle adiacenze degli ingressi principali, infine  sistemi di allarme pluri-sensoriali nell'auditorium, e "foyer e percorsi principali realizzati con criteri di universal design atti a favorire l'orientamento e la mobilità da parte di tutti".



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