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SOTTOSERVIZI L'AQUILA, CANTIERE NEI WEEKEND PER RECUPERARE TEMPO PERSO

Pubblicazione: 07 marzo 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Cantiere dei sottoservizi aperto anche nel fine settimana.

È l'ipotesi a cui pensa l'amministrazione comunale dell'Aquila per recuperare il tempo perduto - quasi due mesi - con lo stop ai lavori imposto dalla Soprintendenza per il ritrovamento di alcuni reperti archeologici.

Una sospensione che ha messo in ginocchio il commercio in centro storico, con gli esercenti che ora minacciano di intraprendere azioni legali.

I lavori sono ripresi ieri, ma i commercianti hanno chiesto al Comune di emanare un'apposita ordinanza per consentire alla società consortile Asse centrale, che sta realizzando il primo stralcio dell'opera pubblica, di lavorare agli scavi e alla messa a dimora del tunnel anche il sabato e la domenica.

"Da parte nostra massima disponibilità, in modo da finire al più presto e consentire ai commercianti del centro di tornare alla normalità", dice ad AbruzzoWeb l'assessore alla Mobilità Carla Mannetti, che ha incontrato gli esercenti insieme al collega al Commercio Alessandro Piccinini e ai vertici della stazione appaltante, la Gran Sasso Acqua spa.

La stessa Mannetti, dalle pagine di questo giornale, aveva paventato l'ipotesi di non proseguire l'opera nel secondo stralcio, che si compone di cinque lotti che devono ancora partire e riguardano altri quartieri del centro e l'anno via XX Settembre-via Strinella-viale Croce Rossa.

Il gestore del ristorante Braci e Abbacchi di via Garibaldi Fabrizio Ciotti, intanto, denuncia di aver subìto decine di disdette da parte dei clienti.

"Scusami, ma non siamo riusciti a trovarvi, ci sono le vie chiuse, sarà per la prossima", è il testo di uno dei tanti messaggi che Ciotti ha ricevuto sabato sera.

"Siamo disperati - lamenta il ristoratore - così ci costringeranno a chiudere, sabato sera ho abbassato la saracinesca alle 22,30, via Garibaldi era deserta e un cliente del b&b se n'è andato perché aveva grossi problemi a muoversi con la macchina durante il giorno e di mattina per raggiungere il bar convenzionato per la colazione".

"Siamo stati supportati dagli assessori Piccinini e Mannetti, ma quelle che abbiamo sentito sono solo chiacchiere", dice Ciotti, che denuncia come ancora ieri, tuttavia, il cantiere era aperto ma non c'era nessuno.

"Il venerdì staccano intorno alle 16 e a noi ci hanno detto che hanno bisogno di altri 20 giorni lavorativi, ma con questi ritmi la vado difficile riuscire a mantenere la parola data!", fa notare.

Allo studio dei commercianti c'è ora la strada di una class action. "Sarà sicuramente la scelta che faremo se non verranno rispettati i patti", conferma Daniele di Fabio, uno dei titolari del Public Enemy e di Yoichi.

Ma Di Fabio è abbastanza fiducioso che i patti verranno rispettati, "ci hanno dato come termine il 23 marzo, e lì tireremo le somme. Io ho notato una grande disponibilità, la nostra richiesta è semplice: due turni di lavoro e la possibilità di aprire il cantiere nel week-end. Certo, i danni che ci hanno creato sono comunque incalcolabili!".



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