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SISMA L'AQUILA: IN UN ANNO
SFOLLATI DA 12MILA A 8MILA,
I DATI DI FONDI E CANTIERI

Pubblicazione: 05 aprile 2016 alle ore 08:07

Il progetto C.a.s.e. di Paganica
di

L’AQUILA - Gli sfollati del terremoto dell’Aquila sono scesi ben oltre quota 9 mila, in centro è vicina la “quota 90” con 88 attività commerciali riaperte, tra cui 2 bed & breakfast, 4,4 miliardi sono stati stanziati per la ricostruzione e 3 miliardi mancano all’appello per concluderla.

Un anno dopo, in occasione del settimo anniversario dalla tragedia del 6 aprile 2009, i numeri relativi alla città dell’Aquila sono confortanti anche se qualcosa ancora manca all’appello: su tutte la velocità nel presentare e integrare progetti, a fronte stavolta di una presenza di fondi anche liquidi.

RICOSTRUZIONE
 
FONDI

Sono 4,41 miliardi di euro i contributi emessi in totale per la ricostruzione privata. Di questi, la maggior parte, 4,32 miliardi, per le abitazioni classificate “B”, “C” ed “E”, divisi tra periferie (2,39 miliardi) e centri storici (1,93 miliardi).

Ci sono poi 69 milioni per le “A”, lesionate lievemente, e 15 milioni per le anticipazioni della scheda parametrica parte prima.

Per la fine della ricostruzione viene stimato un importo occorrente di nuovi 3 miliardi di euro, previsto nelle tabelle della legge di stabilità ma che andrà confermato di anno in anno e trasformato in cassa, moneta sonante, con le delibere del Cipe.

PROGETTI

Quanto alle schede parametriche, ne sono state presentate in totale 1.563, di cui 427 esaminate per la parte prima. In particolare, 371 schede (222 esaminate) riguardano il centro storico, 468 (240 esaminate) il resto della città.

I progetti parte seconda richiesti sono 353, a fronte dei quali 197 sono stati presentati. Di questi, 204 (139 presentati) riguardano il centro e 99 (58 presentati) il resto della città.

CANTIERI

I cantieri attivi sono 424, dei quali 253 dentro le mura antiche, 70 nelle periferie e 91 nelle frazioni.

Quanto alle ditte impegnate, sono 223 complessivamente, ripartite in 141 in centro, 61 al di fuori e 73 nelle frazioni. Alcune ditte, com’è ovvio, sono impegnate su più cantieri.

Dall’agosto 2013 a marzo di quest’anno sono stati eliminati 320 edifici con 820 mila metri cubi di macerie prodotte. Di questi, 96 palazzi sono stati abbattuti in centro (204 mila metri cubi), 14 fuori dalle mura (44 mila), 111 in periferia (511 mila) e 99 nelle frazioni (59 mila).

COMMERCIO

Aumentano in un anno, da 82 a 88, i negozi che hanno riaperto all’interno della cinta muraria. Della somministrazione di alimenti e bevande se ne occupa la stragrande maggioranza, 43, con un aumento di 2 punti vendita rispetto a 12 mesi fa. Tra questi, alcuni bar, ma anche i locali della movida.

La situazione in centro storico viene ritenuta piuttosto fluida in quanto attività nuove hanno aperto, ma altre hanno chiuso o per lavori da eseguire nei locali (come Percorsi di Gusto) o per ragioni di sicurezza (come Malto da legare).

Gli esercizi al dettaglio sono 20 (erano 17) di questi 19 cosiddetti di vicinato più 1 media struttura di vendita, la Conad del Torrione.

La novità è la riapertura, nel cuore della città, di 2 bed & breakfast, riportando i turisti ad alloggiare nella città vecchia.

Invariato il dato degli artigiani, tra i quali parrucchieri, estetisti, pasta all’uovo e officine che sono 8; e ancora 5 banche, 5 hotel, 4 edicole e perfino 1 palestra e 1 farmacia.

Sempre in centro risultano autorizzate anche altre 20 attività a posto fisso per la vendita su suolo pubblico (Villa Comunale, piazza Duomo e fontana Luminosa), nonché 2 mercatini, alla Villa e a piazza Duomo.

ASSISTENZA

In tema di assistenza alla popolazione i dati si riferiscono al 31 marzo scorso, senza contare, quindi, evidentemente, le esigenze sorte dopo il nuovo crollo di un balcone al progetto C.a.s.e di Cese di Preturo, dove era già avvenuto un analogo episodio nel 2014.

Sono state tolte di mezzo il 31 marzo 2015, all’Aquila, che ha una grossa disponibilità di alloggi vuoti, le cosiddette “forme onerose” come il pagamento del contributo di autonoma sistemazione (Cas), dei canoni di affitto concordato o di alloggi del fondo immobiliare.

Le persone che hanno una casa inagibile e vivono attualmente nelle C.a.s.e. e nei moduli abitativi provvisori (Map), sono 8.351, che corrispondono a 3.261 nuclei familiari, per 2,56 persone in media a famiglia.

Ma agli sfollati si sono aggiunte le “nuove assegnazioni”, gli alloggi concessi non solo agli sfollati del terremoto, ma anche a giovani coppie, famiglie con fragilità sociali, nuclei monoparentali come mamme separate o single, società sportive, associazioni di promozione sociale o volontariato, e in pochi casi studenti.

Considerando tutti i 1.406 nuclei di nuovi inquilini, i contratti attivi complessivamente sono 3.702 nelle new town C.a.s.e. e 965 nei Map, più altri 85 nei Map della frazione di Onna della Croce Rossa.

Il rapporto attuale di ripartizione degli appartamenti è al 70% sfollati e al 30% le nuove categorie, ma a palazzo Fibbioni si ritiene che la proporzione andrà via via a riequilibrarsi.

Gli alloggi liberi senza contare il nuovo “caso Cese” sono 255 C.a.s.e. e 46 Map, notevolmente aumentati rispetto a un anno fa (erano rispettivamente 71 e 12). Cifre destinate a scendere perché ora si sta procedendo allo spostamento di 138 famiglie dopo il nuovo crollo di balcone.

Un altro dato significativo dell’assistenza è il recupero di 2 milioni di euro di contributo di autonoma sistemazione (Cas) non dovuto, raggranellato dal Comune sia tra gli assistiti ritenuti in dolo sia tra quelli in buona fede, a una media significativa di 100 mila euro al mese.

Sono rimaste, infine, in albergo 9 persone, per lo più anziani, gestite dalla Regione Abruzzo.

Fonti: Comune dell’Aquila, settori Assistenza alla popolazione, Commercio, Ricostruzione privata, Ricostruzione pubblica

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