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SISMA CENTRO ITALIA: RICOSTRUIRE IN SICUREZZA, RESTART, PRIMI TASSELLI GEOPORTALE DEL CRATERE

Pubblicazione: 27 febbraio 2020 alle ore 16:58

ROMA - La ricostruzione in condizioni di sicurezza dei 138 comuni che tre anni e mezzo fa hanno subito devastanti perdite in termini di edifici crollati e di vite umane: 299 persone sono rimaste sotto le macerie, decine di migliaia gli sfollati e un danno economico che la Protezione civile ha calcolato ammontare a 23,5 miliardi di euro.

Questo l'obiettivo della Struttura di coordinamento del ReSTART, riunita oggi a Roma presso la sede dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

Durante l’incontro interistituzionale i vertici dell’Autorità, ente beneficiario del Progetto finanziato dall’Agenzia di Coesione, hanno illustrato i primi risultati prodotti dai settori che si occupano del rischio idraulico e di quello geomorfologico ai soggetti partner, ovvero le quattro regioni colpite dal sisma del 2016 e 2017 (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo), il Dipartimento nazionale della Protezione civile, la Struttura del Commissario straordinario per la ricostruzione e il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il dirigente dell’Area difesa suolo Carlo Ferranti e la responsabile dell’Unità organizzativa “Direttive comunitarie, misure di pianificazione e protezione civile” Paola Malvati hanno descritto al personale degli enti partner lo stato dei lavori relativo ai rischi idraulico e frane.

"In particolare - si legge in una nota -, si sta procedendo con rilievi e monitoraggio del territorio del cratere sismico per definire il quadro della pericolosità idraulica così come è stato modificato dal terremoto e analoga analisi si sta realizzando per il rischio frane. Per entrambi, inoltre, si sta mettendo a punto un programma delle misure strutturali e non strutturali anche mediante il ricorso a modelli interpretativi. Più nel dettaglio, il lavoro che sta portando avanti il settore frane è concentrato sulla preliminare necessità di omogeneizzare una grande quantità di dati provenienti da fonti diverse, al fine di mettere a punto un quadro conoscitivo utile poi in sede locale". 

"Nel settore rischio idraulico - viene aggiunto - è invece in corso una ricognizione dello sviluppo dei rilievi e delle segnalazioni sulle aste fluviali della regione Marche, un’acquisizione ed elaborazione di un database di dati pluviometrici e idrometrici del reticolo principale ricadente nell’area ReSTART e si sta lavorando alla modellazione idrologica e idraulica in moto permanente e moto vario di un tratto del fiume Chiascio, in Umbria, per la definizione delle fasce di pericolosità idraulica. Analoga modellazione si sta facendo per i fiumi delle Marche Tesino, Tenna, Ete Vivo e Aso".

"L’enorme mole di informazioni che verrà prodotta (il Progetto ReSTART terminerà nel mese di giugno 2022) anche grazie all’uso delle più moderne tecnologie, quali rilievi Lidar e rilevamenti satellitari, utilizzo di droni e sensori di controllo del suolo, confluirà in un Geodatabase che sarà accessibile a tutti. In particolare, questa piattaforma informatica potrà essere utilizzata dalle Regioni, dai Comuni, dai gestori di servizi pubblici e dai centri funzionali della Protezione civile". 

"In pratica - prosegue la nota -, come è stato sottolineato durante la riunione della Struttura interistituzionale del ReSTART, si sta lavorando alla creazione di una rete che metterà insieme istituzioni centrali e locali e che coinvolgerà anche gli enti di ricerca i professionisti e gli esperti del settore, mettendo a disposizione dati certi e di pronto utilizzo. Questo consentirà una pianificazione urbanistica e una ricostruzione integrate con la pianificazione idrogeologica in un’area vasta, in cui vivono circa 575 mila abitanti". 

"Abitanti che, come prevede un apposito capitolo del ReSTART, non soltanto vengono informati circa lo stato di avanzamento dei lavori mediante i media tradizionali (giornali, radio, tv) e digitali (sito web, piattaforme social e a breve una newsletter prodotta dall’Autorità), ma saranno anche maggiormente coinvolti in un dialogo bidirezionale (con convegni sul territorio, questionari e sondaggi, world-café) man mano che il Progetto produrrà risultati sempre più corposi e di immediato impatto sulla vita delle popolazioni locali".



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