SISMA 2009: LA TORRE DI SANTO STEFANO E' ANCORA UNO SPETTRO, TUTTO FERMO

Pubblicazione: 13 gennaio 2018 alle ore 16:28

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L'AQUILA - La prima pietra poggiata a maggio 2017, con un solenne cerimonia, è restata finora tale, ma del tanto agognato cantiere della ricostruzione post-terremoto 2009 della gloriosa torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, nel cuore del Gran Sasso aquilano, ancora nessuna notizia, né data certa di inizio.

E a svettare resta la suggestiva struttura di ferro che ne ricorda la sagoma.

A determinare i ritardi non sarebbero, tuttavia, gli effetti dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila “L’importante è partecipare”, che ha coinvolto anche la ditta Fracassa Rinaldo srl, vincitrice dell’appalto da 1 milione di euro per la riedificazione della torre.

Il motivo sarebbe, al contrario, costituito dalle consuete lungaggini burocratiche dovute, da quanto si aprende, agli uffici del Genio civile.

Eppure, a maggio erano saliti nel borgo aquilano, gioiello di architettura medioevale, per poggiare la suddetta pietra, Gianni Letta, già sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri, il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Furono pronosticati 13 mesi di lavoro per vedere la torre ricostruita bella come ai tempi dei Medici, cronoprogramma oramai più che scaduto.

"La ricostruzione abruzzese potrà costituire un modello, modello che si alimenta con una progressiva efficienza”, disse poi Legnini.

Parole che sono state più volte ribattute, allorchè è deflagrata l’inchiesta della procura.



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