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I 56 COMUNI HANNO PRESENTATO PIANI, DECISIVE LE MODIFICHE A NORMA 2017, CHE HANNO ESTESO INTERVENTI AD EDIFICI PRIVATI; TITOLARE USRC, 'ENTRO L'ANNO I BANDI, SI RIQUALIFICHERANNO I NOSTRI CENTRI STORICI''

SISMA 2009: AL VIA ITER SOTTOSERVIZI CRATERE
200 MLN IN CASSA; FICO, 'SVOLTA CON DECRETO'

Pubblicazione: 28 gennaio 2020 alle ore 07:33

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L'AQUILA  - Due paroline magiche, "edifici privati", aggiunte con il decreto Sisma approvato a dicembre, al testo di una vecchia norma che stava lì a prendere polvere, consentirà di sbloccare finalmente, dopo anni di impasse, oltre 200 milioni di euro per rifare i sottoservizi, ovvero le reti fognarie, idriche ed elettriche, anche nei centri storici dei 56 comuni del cratere sismico 2009.

Come sta avvenendo nel capoluogo L'Aquila, dove è in corso di realizzazione lo smart tunnel, costosissini ma all'avanguardia.

Una vicenda risolta, con un emendamento presentato della deputata dem Stefania Pezzopane, ma che si trascinava da anni, e a spiegarne il motivo è ad Abruzzoweb, il titolare dell'Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), Raffaello Fico.

"Nella normativa post-sismica precedente, ovvero nella legge 172 del 2017, - spiega il titolare - la possibilità di realizzare i sottoservizi, nei comuni del cratere, era limitato alle aree dove insisteva un 'edificio pubblico', come il municipio, o una scuola, oggetto di ristrutturazione, e questo impediva di fatto di poter pensare ad un intervento complessivo, e non solo a macchia di leopardo. Ora nella norma si è semplicemente aggiunto anche il riferimento agli edifici privati, mutando completamente lo scenario, ampliando pressochè alla totlaità dei centri storici, la portata ammissibile dell'intervento".

Sarebbero stati tutto sommato inutili, infatti, interventi "spot", visto che la dispersione idrica, e l'efficienza delle reti, presuppone un intervento complessivo, e non solo sotto (i pochi) edifici pubblici dei centri storici dei paesi, assenti o quasi, per di più, nelle frazioni, tenuto conto che in non pochi casi si dovrà andare a sostituire ad esempio tubature colabrodo vecchie di un secolo. 

Tutti e 56 i sindaci dei comuni del cratere hanno già presentato all'Usrc i loro programmi di intervento, con una quantificazione economica di massima.

L'Usrc dovrà ora inoltrare le pratiche Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione, presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui è titolare Fabrizio Curcio, che sua volta dovrà istruire la pratica e inviarla al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe), che ha la cassa, e stabilirà l'importo di ciascun intervento. 

Poi i Comuni dovranno fare i bandi, e a questo proposito Fico spiega che "sarà possibile, in caso i comuni manifestino l'esigenza, di un supporto, di un nostro ausilio tecnico per predisporre i bandi, e accelerare l'iter, e in tal senso c'è un parere positivo da parte della Struttura tecnica di missione".

Difficilmente però, visti i tempi medi di istruttoria da parte del Cipe, si vedranno cantieri aperti entro il 2020. Ma molte gare potranno invece essere già indette. E negli anni a venire daranno ossigeno al comparto edilizio, ora che, per fortuna, in tanti comuni i cantieri stanno diminuendo, anche nei centri storici, almeno quelli più avanti nella ricostruzione.

"Voglio sottolineare l'importanza di questi interventi - conclude Fico - nei Comuni del cratere c'è una forte dispersione idrica, le reti elettriche sono datate. Si potrà anche cogliere l'occasione per stendere cavi per la connessione internet, e per una riqualificazione urbanistica, avendo la possibilità di interrare i cavi volanti, che sono detrattori estetici dei bellissimi borghi in ricostruzione. Nulla vieta di pensare anche qui a tunnel intelligenti, non certo delle dimensioni di quelli in via realizzazione a L'Aquila, ma senz'altro più facilmente ispezionabili, e funzionali".



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