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INTERVISTA ALL'EX PORNODIVO ABRUZZESE REDUCE DAL REALITY DI CANALE 5
''SENZA SESSO HO PERSO FANTASIA, MA LA MIA MENTE ORA E' PIU' PULITA''

SIFFREDI, ''SULL'ISOLA MEGLIO DA SOLO''
''ORTONA E' CON ME, L'AQUILA RINASCERA'''

Pubblicazione: 13 aprile 2015 alle ore 08:02

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L’AQUILA - Rocco Siffredi sarà pure arrivato quinto all’Isola dei Famosi, reality show di Canale 5 (vinto dalle Donatella, al secolo Giulia e Silvia Provvedi, duo musicale sbocciato grazie al talent show di Sky, X Factor), ma alla fine il suo nome è quello che ricordi sugli altri, quello che ti viene in mente al primo colpo.

Perché Siffredi, nato e cresciuto a Ortona (Chieti), ex attore di film porno, era per forza di cose, non solo di misure, il grande nome là in Honduras, in mezzo al nulla più bello, il grande nome che ha tenuto banco per giorni e giorni e arrivato anche alle orecchie di chi, come chi scrive, non aveva idea di chi fossero gli altri concorrenti e non aveva neppure inteso che il reality si era spostato, udite udite, da Rai a Mediaset.

Una volta fuori da quel mondo davvero selvaggio in cui insieme agli altri è stato ripreso ventiquattrore al giorno, Rocco, racconta al telefono con AbruzzoWeb, si è riposato, certo, ma ha pure vomitato per quattro giorni di seguito prima di riprendere la via della normalità.

“La prima settimana post-Isola è stata dura, ma alla fine il primo muscolo a ripartire bene è stato proprio quello che usavo sempre. Per il resto ci vorrà ancora un po’ di tempo, il fisico ne è uscito piuttosto debilitato. Ah, confermo che la fame di sesso ti fa passare anche la fantasia, però stare un po’ senza non è che mi abbia fatto male. Tutt'altro”.

Il suo giudizio a mente più fresca su questa esperienza in condizioni difficili in mezzo alla natura.

Molto bella. Probabilmente, se fossi uscito prima di finire sulla Playa Desnuda, avrei detto ‘interessante’, alla fine sarebbe stata una mesata senza telefono, senza niente. Ma a lungo andare la noia ha preso il sopravvento, penso sia inevitabile. E sono sicuro che la ‘colpa’ sia della convivenza forzata, perché è impossibile trovare dodici, tredici persone con cui vai d’accordo. Verso la quinta settimana sono rimasto con chi mi annoiava di più. Durante la trasmissione ho detto più volte di essere pronto per qualcosa di più forte.

Domanda banale: la rifarebbe?

Se fosse un’Isola più impegnativa, sì, ad esempio da solo o al massimo con un’altra persona, non di più. La rottura di coglioni in gruppo pesava più dell’Isola, di quella fisica. Non è mica la fame o il dormire all’aperto per tutto quel tempo, ma il doversi vivere gli stati d’animo di tutte quelle persone.

Qualcosa di buono l’avrà imparato, al di là dell’aspetto sessuale.

Assolutamente sì, visto che ho imparato e capito i miei difetti. E l’analisi che ho cercato, quella lì, sul sesso, l’ho trovata quando ero da solo e non in gruppo.

Il corpo ne ha risentito. La mente?

Pulita, limpida. Dal punto di vista mentale, ho avuto solo vantaggi. A pagare lo scotto è stato il fisico. Anche mia moglie Rosa si è preoccupata molto, ma col tempo ci si riprende.

Una volta tornato al 2015 delle città, ha sposato una delle sue tante battaglie, quella in difesa degli animali insieme al suo amico e conterraneo, Walter Caporale. Con tanto di slogan dedicato, “Pene più dure per chi maltratta gli animali”.

Una delle battaglie più belle che abbia mai fatto.

Qualcuno però l’ha accusata di essere incoerente, visto che gli animali li mangia.

Rispetto chi ne è convinto, ma non ci entra assolutamente uno stracazzo. Non è che chi mangia gli animali è autorizzato a maltrattarli. Insomma, gli estremismi non mi piacciono. Io mangio carne di pollo? Certo, ma in realtà quando li vedo camminare non li prendo a calci nel culo. Io ho lottato e lotto contro il maltrattamento degli animali, una cosa diversa. Sulla ‘sfida’ con i vegetariani, non so, mi sembra una questione surreale. Pur rispettando le scelte e le posizioni di tutti.

Facciamo un salto nella sua Ortona. Le manca, anche se le è sempre stata stretta dal punto di vista culturale per via del mestiere che ha scelto nella vita?

Ortona è sempre dentro di me. La mia scelta e il mio punto di vista nel rapporto con la famiglia, che comprende anche i sensi di colpa, sono figli di Ortona, vuol dire che ‘mentalmente’ non mi sono mai staccato dalla mia città. Non posso incolpare i miei genitori per avermi cresciuto in un certo modo senza parlarmi di sesso, perché anni fa la cultura era diversa da oggi, c’erano determinati valori a dominare la società. Quando guardo mia moglie, ungherese, ma pure i miei figli, mi rendo conto che alcuni miei problemi li vivo da solo.

Le origini che non la lasciano stare?

Preferisco avere quelle origini. Sa, i sensi di colpa possono aiutare a distinguere gli amori, i sentimenti, la vita, la personalità. Altrimenti, qualsiasi cosa fai, diventa tutto uguale, non vedi nient’altro.

Anni fa ci disse “in giro c’è tanta figa, ma senz’anima”.

Ed è così. È ancora così.

Chiudiamo con il punto più difficile dell’Abruzzo: L’Aquila terremotata.

Qualche anno fa tentai di passare in centro storico, ricordo solo divieti e transenne. C’erano i militari, non mi fecero passare. Mi dà tanta tristezza pensare a una città così bella ridotta così da un terremoto, nonostante sia ‘abituata’ nella storia. Ma sono convinto che ce la farà, ci vorrà del tempo, ma è indiscutibile che ce la farà. Non credo che gli aquilani abbiano voglia di continuare a vivere in quelle condizioni. Giorni fa ho visto un servizio sull’Aquila e un’intervista con Bruno Vespa, che è aquilano. Beh, posso dire che ho visto tanta positività, tanta voglia di rimettersi in piedi, a partire dal sindaco Massimo Cialente. All’inizio le cose sembrano impossibile, ma giorno dopo giorno, pietra dopo pietra, la città cambia e rinasce. Anche per L’Aquila sarà così.



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