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SENTENZA GRANDI RISCHI: ULTRA' L'AQUILA ''NOI SAREMO A ROMA''

Pubblicazione: 12 novembre 2015 alle ore 16:11

La coreografia dei Red Blue Eagles L'Aquila 1978 con lo striscione storico

L'AQUILA - "Rendiamo noto che giovedi 19 novembre 2015, saremo presenti davanti alla Cassazione in piazza Cavour a Roma, in occasione dell'ultimo grado di giudizio per il processo alla commissione Grandi rischi".

È quanto dichiara in una nota lo storico gruppo organizzato della Curva Sud dello stadio "Tommaso Fattori", i Red Blue Eagles L'Aquila 1978 .

"Questo processo è bene ricordare, non è un 'processo alla scienza' che non è riuscita a prevedere con esattezza il terremoto del 6 Aprile 2009, messaggio che è stato voluto far passare da molti mass media nazionali facendo cosi una cattiva informazione e pilotandola in una direzione ben precisa, piegata ai voleri di forti poteri e di un sistema che non funziona - si legge nella nota - Si tratta di un processo nel quale gli imputati sono accusati di non aver messo in allerta la popolazione pochi giorni prima del sisma quando qui a L'Aquila, il 30 Marzo 2009, fu riunita la commissione Grandi rischi per valutare i pericoli dello sciame sismico che stava interessando il nostro territorio con scosse continue e di intensità crescente. Quel giorno tutti i cittadini furono rassicurati dagli esperti e dalle massime autorità scientifiche del settore sismico che affrontarono la questione in modo superficiale e tipico di questo paese".

Secondo i Red Blue Eagles "per rendersi conto di ciò basta leggere la sentenza di appello emessa nei confronti di De Bernardinis, allora vice di Bertolaso, condannato a due anni per aver indotto i cittadini a sottovalutare il pericolo e invitandoli tramite una tv locale a tranqullizzarsi e a bere 'Un Montepulciano di quelli assolutamente doc'".

"Lo stesso Bertolaso in una telefonata definì la convocazione della commissione Grandi rischi come 'un'operazione mediatica' - dichiarano - Se un terremoto non può essere previsto e questo nessuno lo mette in dubbio, non può nemmeno essere escluso con certezza".

"I sette esperti della commissione Grandi rischi sono stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione, sentenza che è stata poi ribaltata dalla Corte d'Appello dell'Aquila con assoluzione per 6 di loro - si legge ancora nella nota - Ci auguriamo che questa volta, lo stato che uccide e sbaglia, non si autoassolva e non rimanga impunito come accaduto in molte altre, troppe occasioni".

"Giovedi 19 novembre sarà una giornata importante - conclude inoltre la nota - Bisogna esserci per le vittime del sisma che attendono giustizia,per i loro familiari, per la nostra città e per dimostrare ancora una volta che L'Aquila è viva e la sua gente ancora lotta sempre a testa alta".



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